Perugini Libero e  Ortofrutta De Martino

Questi i nominativi delle due Imprese agricole operanti nel Foggiano, ad oggi sotto sequestro e con capi d accusa pesanti.

Un orrore  di trattamento disumano  che ha visto i due noti imprenditori della zona, avvalersi anche della collaborazione dei  concittadini degli operai sfruttati ma nelle vesti di pastori punitivi dei connazionali

Condizioni igieniche fatiscenti al limite dell epidemia, costretti a dormire all’interno di spazi ricavati da roulotte in assenza di servizi igienici e soggetti anche una “tassa” mensile per l occupazione di un posto letto e poi ancora  insulti, maltrattamenti ed alcuni casi di ricovero dopo feroci percosse subite.

Questa l’imprenditoria 2.0 gestita dai titolari e tre collaboratori attualmente in fuga. La mano d opera veniva direttamente preleva.ta dal ghetto di Borgo Mezzanone, insediamento abusivo di migranti sia nella centrale del Latte di Manfredonia, alla periferia della città.

45 i braccianti salvati da questa situazione. Africani ed Albanesi tutti regolarmente assunti ma obbligati allo sfruttamento con salari minimi dai 4 ai 6 euro l’ora.

Questo lo scenario rinvenuto dai Carabinieri nell’ambito dell operazione denominata Caporalato. Sei gli indagati sottoposti a misure cautelative tra cui i 3 titolari. In carcere sono finiti Libero Perugini  ai domiciliari invece Giovanni Capocchiano e Natale de Martino, entrambi incensurati. Secondo alcune  testimonianze, chi osava avanzare  diritti con un contributo salariale a norma di legge, veniva immediatamente allontanato  ed obbligato a lasciare il posto letto