Quando all’interno di un clan mafioso si devono ristabilire le regole e  rivedere ruoli e persone, questi equilibri molto spesso si rivelano essere un pericolo per tutta la popolazione.

La “Famiglia” Strisciuglio di Bari, al momento sembrerebbe essere la protagonista di una guerra interna di particolare rilievo e per il solo fatto che i tre interessati risultano essere a piede libero. getta la collettività tutta in uno stato d’allarme

Christian Cucumazzo  Antonio Monno e Domenico Remini  questi i tre nominativi presenti nell’ordinanza di arresto notificata ai tre pregiudicati una settimana fa, condannati a 20 anni di reclusione per l omicidio di Antonio Luisi e per il tentato omicidio del padre Luigi, avvenuto poi formalmente nel Aprile del 2015

Sempre in uno stralcio dell ordinanza, si fa riferimento al modo cruento di operare di questa famiglia e lo “spargimento di sangue” sembrerebbe essere il loro modus operandi  per evidenziare la spiccata pericolosità e per la certezza della reiterazione in seno al reato  della stessa  indole, nel caso in cui le circostanze si presentino.

Questo è l’attivo richiesto anche alle nuove e continue leve assoldate dalla famiglia, in modo che possano sempre essere motivati nella giusta misura criminosa per arrivare alla scalata della piramide mafiosa  il più velocemente possibile.

Il ricorso alla forza intimidatoria delle armi per agire su commissione durante gli agguati armati, nel tempo non si è affievolita se pur il terzetto in questione  non ha sempre agito in prima linea, ma tutto pur di mantenere e continuare ad incrementare le fette di territorio conquistato. Non più quartieri o strade o percorsi ma un fortino di guerra da trattenere al potere con ogni mezzo da parte dei tre  spietati finalizzatori