Non troppi anni fa l’Europa annunciava al mondo di aver debellato alcune malattie. Campagne di vaccinazioni, enormi miglioramenti nelle conoscenze mediche e farmacologiche, norme di igiene scrupolose, alimentazione adeguata e accesso al mondo delle informazioni sanitarie permisero in quei giorni di diminuire drasticamente i casi di contagio di alcune patologie. Per molte motivazioni diverse, però, alcune di queste patologie sono tornate a colpire il nostro territorio, e non sempre le nostre strutture sanitarie sono state pronte a riconoscere e contrastare alcune di esse, che ormai sembravano davvero dimenticate.

Cos’è la scabbia?

Focalizzando la nostra attenzione sulle malattie non troppo serie e facilmente curabili, la scabbia è una patologia della pelle causata da un piccolissimo acaro. La scabbia si manifesta esteriormente con protuberanze e graffi rossastri che producono un forte prurito. 

Non sempre è facilmente diagnosticabile ed è piuttosto contagiosa, quindi richiede un intervento pronto e radicale che coinvolga l’intera famiglia e tutte le persone che potrebbero essere entrate in contatto, non superficiale, con la persona infettata. L’aiuto del medico è assolutamente indispensabile, non cercate di curare da soli una malattia non seria ma assolutamente fastidiosa.

Si può combattere la scabbia?

Naturalmente la miglior cura è la prevenzione, pertanto se non riuscite da soli a tenere adeguatamente puliti gli ambienti, ma anche aziendali, vi consigliamo di rivolgervi a una ditta di pulizie che si occupi anche di sanificazione e disinfestazione.

Certamente, non si tratta di una malattia molto pericolosa che va trattata con comuni creme facilmente reperibile in farmacia, come consigliato da alcuni esperti di disinfestazione, occorre sradicare l’acaro dai luoghi in cui la persona malata ha soggiornato. 

Come si effettua la disinfestazione contro l’acaro della scabbia?

In primo luogo, non perdete la testa, indossate dei guanti e fate ordine mentale raccogliendo tutti gli oggetti che non possono essere lavati in lavatrice ad alte temperature come tappeti, scarpe, giocattoli, cuscini, peluche e alcuni capi di vestiario all’interno di sacchi ermetici e lasciateli per almeno due settimane, fuori dalla casa. L’acaro responsabile della patologia, infatti, può vivere al massimo 2-3 giorni non in contatto con un corpo umano. Al termine aspirate con attenzione gli oggetti con un’aspirapolvere potente per essere sicuri di aver rimosso gli acari morti.

Dopo aver scoperto l’infezione lavare più volte indumenti, asciugamani e lenzuola in acqua bollente con un detergente igienizzante. Ripetere la stessa operazione ogni mattina dopo aver eseguito la cura con la crema.

Utilizzare un’aspirapolvere potente per distruggere gli acari tutti i giorni sui pavimenti e sui mobili, e nell’auto. Se possibile usare un “centogradi” su tutte le superfici in cui può essere utilizzato.

Un consiglio che può sembrare strano è quello di tenere le unghie corte e ben pulite, soprattutto quelle dei bambini essendo la pelle al di sotto delle unghie lunghe un luogo molto amato dagli acari della scabbia. 

Un’ultima raccomandazione

Fate agli altri quello che vorreste fosse fatto a voi: se sapete di aver contratto la malattia, cercate di non contagiare altri, evitando luoghi pubblici e cercando di sradicare con cura dalla propria casa ed auto ogni acaro.