Ricetta Amuchina fatta in casa: ecco come fare 

L’igiene personale è una prerogativa imprescindibile di ogni essere umano. La pulizia della propria persona è importante non solo per una questione di presentabilità, ma anche per evitare la diffusione di germi e batteri che possono comportare una catena di contagi, specialmente nei mesi autunnali e invernali. Per questo, i medici consigliano sempre di lavarsi a fondo, soprattutto le mani, una delle parti del corpo che entra maggiormente a contatto con gli oggetti, anche al di fuori della nostra abitazione. Oltre al lavaggio mediante acqua e sapone, certamente efficace, molto gettonata è anche l’amuchina, una soluzione disinfettante che riesce a mantenere sempre molto pulite le nostre mani.

Amuchina fatta in casa: come realizzarla  

L’amuchina può essere acquistata facilmente in farmacia ma anche su alcuni siti internet. Tuttavia, c’è anche chi preferisce produrre l’amuchina in casa, seguendo ricette trovate online. Si tratta di un grave errore, dato che molto spesso sui social e sul web girano ricette fasulle, che non corrispondono affatto a quella che consente di preparare questa soluzione disinfettante. La ricetta per preparare l’amuchina in casa esiste, ed è quella comunicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha voluto mettere a disposizione degli utenti un documento da seguire passo dopo passo per facilitare la creazione del disinfettante. 

Tanto per cominciare, va subito chiarito che per preparare correttamente l’amuchina non si può fare a meno dell’alcool etilico, una delle sostanze più efficaci per la pulizia approfondita delle mani (ma solo dopo averle lavate per bene, ndr). L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel documento sopra citato, chiarisce quali sono le dosi per realizzare un litro di amuchina. Prima di tutto bisogna disporre di circa 830 millilitri di alcool etilico al 96%; inoltre, è necessario avere anche 42 millilitri di acqua ossigenata al 3% e 15 millilitri di glicerina (glicerolo) al 98%. Inoltre, ci sarà bisogno di acqua distillata o bollita e raffreddata, in quantità sufficiente per arrivare ad un litro di soluzione disinfettante. 

Per quanto riguarda il contenitore dove verrà conservata l’amuchina, l’OMS chiarisce che può essere sia di plastica che di vetro. Prima di utilizzare le bottiglie di amuchina bisogna tenerle in quarantena per circa 72 ore: solo in questo modo sarà possibile distruggere tutte le spore che possono eventualmente essere presenti nell’alcool o nelle bottiglie. Il documento chiarisce poi alcuni aspetti a cui tutti devono fare attenzione per garantire l’ottima riuscita della soluzione disinfettante: in primis, le bottiglie di amuchina non devono in nessun modo trovarsi vicine a fonti di calore; inoltre è sempre opportuno procedere all’etichettatura delle bottiglie di amuchina fatta in casa per non rischiare di confonderla con altre sostanze. 

Amuchina, non usare mai candeggina o etanolo

Esiste anche una versione alternativa, che prevede l’utilizzo di alcool isopropilico in sostituzione di quello etilico. Tuttavia, è meglio attenersi alle dettagliate indicazioni fornite nel documento dell’OMS, evitando di dar retta a informazioni errate che circolano in rete. Ad esempio, gli esperti raccomandano di non utilizzare la candeggina o l’etanolo, che sono elementi ottimi per la sanificazione delle superfici ma di certo inadatti per la pulizia delle mani e del viso.


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