Il salame è un affettato molto apprezzato, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Ogni paese in cui ci si reca è possibile trovare delle varianti di questo salume, viene prodotto con tecniche differenti, ingredienti differenti, e anche il quantitativo di grasso utilizzato è differente. Ad esempio esistono salami in cui viene utilizzato il grasso a grana più grassa, come il salame Napoli, che si differenzia dal salame Milano, ad esempio, che ha il grasso a grana più fine. Ovviamente, come per tutte le altre tipologie di salumi, è importante ricordare che un abuso non è mai consigliato, perché apportano molti grassi e colesterolo. Inoltre, si tratta pur sempre di carne cruda, anche se vengono lasciati stagionare per periodo di tempo variabili.

Il salame, si sposa bene con molti altri alimenti come il pane, il formaggio stagionato e anche con il vino rosso, oppure lo si può utilizzare in molte ricette. Il salame però, come tutti gli insaccati e le carni lavorate, può avere conseguenze negative sulla salute se il suo consumo è abusato e protratto nel lungo termine. Cosa succede a chi mangia salame tutti i giorni? Ecco la verità su questa abitudine alimentare che hanno molte persone.

Mangiare salame tutti i giorni

Mangiare salame tutti i giorni è molto pericoloso per la salute. Le carni processate come il salame sono potenzialmente cancerogene ovvero concorrono alla comparsa di tumori nell’organismo se il loro consumo è abusato e protratto per lungo tempo. Le carni lavorate con processi come la stagionatura, l’affumicatura, la salatura, l’aggiunta di conservanti, danneggiano l’organismo aumentando il rischio di contrarre tumori espressamente all’intestino, al colon-retto, al pancreas e allo stomaco. Mangiare almeno 50 grammi di salame tutti i giorni aumenta il rischio di sviluppare in particolare il tumore del colon-retto.

Pericoli associati al consumo di insaccati e carni rosse

Il consumo eccessivo dunque di alimenti come il salame, gli insaccati e le carni rosse, può favorire nell’organismo la comparsa di patologie tumorali. Ma perché accade questo? Mangiando salame il pigmento dell’emoglobina viene demolito dai composti di un gruppo nitroso che danneggiano le cellule che rivestono le pareti dell’intestino. Nelle carni lavorate sono poi presenti i nitriti e i nitrati, che sono additivi che mantengono il colore rosso degli alimenti. Queste sostanze, in ambiente acido quindi quando ingerite e a contatto con lo stomaco, generano composti cancerogeni.

A tutto questo si unisce l’ulteriore rischio causato dal metodo di cottura delle carni. Sulla comparsa di tumori causati da insaccati e carni rosse lavorate incidono certamente anche i metodi di cottura ad alte temperature, che prevedono il contatto diretto delle carni con la fiamma o con superfici roventi. In questo modo si producono degli specifici composti, gli idrocarburi policiclici aromatici, tossici e cancerogeni per l’organismo.

Abbiamo capito cosa succede a chi mangia salame tutti i giorni. Ora vogliamo dire che una porzione di salumi di qualità da gustare ogni tanto e in maniera sporadica non è da condannare e sappiamo che fa piacere. Ma è sempre bene sempre mangiare tutto con moderazione. La carne rossa ha importanti proprietà nutrizionali, contiene sali minerali preziosi come il ferro e lo zinco e la vitamina B12. Deve però essere consumata con moderazione. La moderazione è la chiave per la buona salute dell’organismo.