Controllare la data di scadenza degli alimenti è fondamentale, solo in questo modo possiamo essere certi di andare a consumare solo prodotti freschi e che non siano pericolosi per la nostra salute.

Tipi di scadenza

Iniziamo a fare una breve distinzione tra due tipologie di scadenze. La prima dicitura ritrovabile è “da consumarsi preferibilmente entro il”, la seconda, invece, è “da consumarsi entro il”.

La differenza tra le due è importante. Nel primo caso si tratta di una scadenza indicativa, non è un obbligo. In questo caso una volta superata la data di scadenza consigliata, pur consumando l’alimento, il nostro organismo non subirà alcun danno. Gli unici cambiamenti che si possono verificare sono a livello organolettico o nutrizionale. Ad esempio i biscotti, riportano sulla confezione questa dicitura, ma, se non presentano segni evidenti di deterioramento, o muffa, possono ancora essere consumati.

Viceversa, la seconda dicitura, è una data ultima. E’ obbligatorio non consumare l’alimento dopo la sua scadenza, perché si potrebbero avere delle ripercussioni sulla nostra salute. “Da consumarsi entro“, indica la data oltre la quale il prodotto non può essere più consumato.

Un consiglio è quello di non acquistare quantitativi eccessivi di cibo quando non si è certi di riuscirli a consumare, meglio acquistarli freschi volta per volta. Per non correre alcun rischio, è preferibile consumare gli alimenti sempre prima della loro scadenza.

Alimenti diversi, scadenze diverse

Ogni categoria di alimento ha una propria scadenza, ci sono alimenti che scadono in pochi giorni, altri che hanno scadenze più lunghe e ci sono anche alimenti che non scadono affatto. Vediamo insieme gli alimenti che utilizziamo comunemente quanto tempo possono essere conservati.

  • Yogurt. Gli yogurt possono essere consumati fino a 6 o 7 giorni dopo la data di scadenza riportata in confezione.
  • Latte fresco. In questo caso la data di scadenza è posta al sesto giorno successivo al trattamento termico. Inoltre, la data di scadenza varia a seconda della tipologia di latte, in base al trattamento termico a cui viene sottoposto.
  • Formaggi stagionati. Superata la data di scadenza, questa tipologia di formaggi tendono a presentare la muffa sulla loro superficie. Nonostante ciò basterà rimuoverla e il formaggio potrà essere consumato.
  • Formaggi freschi. In questo caso il discorso cambia, è necessario rispettare la data di scadenza indicata in confezione, non può essere consumato oltre la data di scadenza.
  • Uova. Andrebbero consumate prima della data di scadenza, ma ad ogni modo fino al terzo giorno successivo alla data di scadenza non sono nocive.
  • Alimenti surgelati. Possono essere consumati fino a due mesi dopo la data di scadenza posta sulla confezione, ovviamente sempre se la loro conservazione è stata corretta.
  • Pasta e riso. Questi prodotti hanno una scadenza abbastanza lunga, è possibile consumarle anche fino a 2 anni dopo la loro scadenza. Ovviamente solo se non presentano segni evidenti di deterioramento, muffe, insetti.
  • Olio. Se di qualità può essere consumato anche dopo 8 mesi dalla scadenza.

Alimenti senza la data di scadenza

Rientrano in questa categoria vari alimenti, tra cui lo zucchero, il caffè, il sale, l’aceto, le bevande alcoliche.

Carne, salumi e pesce. Si tratta di alimenti che sarebbe meglio consumare in pochi giorni dall’acquisto. Sono dei prodotti freschi, andranno a male molto più velocemente rispetto ad altri alimenti.

Cosa succede se si mangia mozzarella scaduta?

Fino a 2-3 giorni dalla scadenza si può consumare in tanti modi. Possiamo riciclarla in ricette originali e facili. Ecco alcune ricette: mozzarella alla pizzaiola, mozzarella in carrozza, fusilli filanti, mozzarella fritta, mozzarella al forno, bruschetta mozzarella e salsiccia, pizzette, patate alla mozzarella, uova alla mozzarella, purè di mozzarella. ottimo il risotto alla mozzarella. Basta in questo caso fare un leggero soffritto di cipolla e sedano e fare tostare il riso. Aggiungere spinaci o altre verdure a foglia verde. Cuocere il risotto e alla fine aggiungere mozzarella tagliata a piccoli pezzi. Attenzione si possono anche fare delle ottime arancine.

In genere la mozzarella va consumata entro 2-3 giorni dopo la data di scadenza, purché la superficie non appaia alterata o ingiallita. Mangiare mozzarella scaduta da dieci giorni espone al pericolo della Listeria monocytogenes. E’ un batterio altamente patogeno per l’uomo anche a bassi livelli. Bisogna fare attenzione, quindi, perché questo batterio si può moltiplicare anche se la mozzarella è sottoposta alla refrigerazione. L’infezione da listeria si può rilevare anche in prodotti lattiero-caseari preparati con latte non pastorizzato. I soggetti più a rischio sono le persone con compromissione del sistema immunitario: malati di cancro, diabete, Aids, le persone anziane e i neonati. A rischio sono le donne in gravidanza.