Smart working in barca a vela? A Brindisi si può, grazie a un contest

Lavorare da remoto ma su una barca a vela, godendo di un’ottima vista, un clima rilassante, una connessione internet veloce, uno spazio comodo dove allestire la propria postazione pc e anche il proprio domicilio temporaneo.

Smart working, sea working

Un sogno? Non proprio. O meglio, sì, per molti lo è, costretti a fare smart working – la nuova realtà professionale salita alla ribalta con l’emergenza coronavirus – nel chiuso della propria stanza, con vista muro o traffico. Se va proprio bene, vista parco. In sostanza, il mondo, fuori dalla propria stanza-ufficio, sembra sempre molto distante.

Invece, su una barca a vela, a due passi dal mare, magari viene anche l’ispirazione a lavorare con più efficienza.

È possibile provarci. C’è tempo fino al 18 settembre, basta essere professionisti e rispondere a determinati requisiti. Tutto questo grazie al fatto che un gruppo di persone particolarmente intraprendenti e amanti della propria terra, riunite sotto il logo “Sea working“, ha lanciato un contest proprio per offrire questa possibilità: ovvero trascorrere dieci giorni, dal 3 al 13 ottobre 2020, in smart working in barca a vela a Brindisi. Lo scopo è quello di dimostrare che la produttività può migliorare grazie a fattori ambientali, ma anche rilanciare l’immagine di Brindisi e proporre un assaggio dell’offerta turistica locale.

Cucina, paesaggi, storia

Sul sito www.seaworking.it, oltre a potersi candidare, si spiega anche il motivo per cui si tratta di una proposta allettante: Brindisi, si spiega, è la città ideale in cui vivere e lavorare bene. Per i sapori della cucina mediterranea, il paesaggio, il mare, la possibilità di raggiungere mete nazionali e internazionali grazie alla presenza del porto e dell’aeroporto.

C’è poi anche la possibilità di vivere in un territorio ricco di storia – sulle tracce di Messapi e Romani – e in un paesaggio puntellato di masserie, parchi naturali e borghi che hanno un che di incantato.

E poi c’è l’umanità della gente del luogo. Insomma, un concorso da provare. Non sia mai che la fortuna giri e dia la possibilità di scoprire un altro modo di fare smart working e un altro stile di vita.