“Grazie mille” è una delle risposte più frequenti che si dà alle persone che ci hanno fatto una cortesia. Perchè si dice? In rete è possibile trovare delle notizie che si allontanano dalla realtà e che parlano della famosa figura di Giuseppe Garibaldi.

“Grazie mille” in realtà riguarda un numero, una cifra non ben definita e gigantesca. Un po’ come “le mille bolle blu” di una nota canzone di Mina.

Il significato di “Grazie mille”

Partiamo dal presupposto che Garibaldi non c’entra proprio niente con quest’espressione così gettonata. I Mille vengono spesso associati ai garibaldini in generale e riguardano la perdita d’indipendenza del Mezzogiorno a favore dell’Italia, appena nata. La frase “Grazie mille”, come ci suggerisce l’Accademia della Crusca, riguarda in realtà un altro particolare.

Secondo il professor Marco Biffi, il termine “mille” presente nella frase riguarda una cifra elevata ed è in uso frequente nella Lingua Italiana. Così come in passato veniva utilizzato nella Lingua Latina. Questa parola quindi indica sempre una grande quantità, anche se la sua percezione si è un po’ perduta al giorno d’oggi.

In epoca antica

“Grazie mille” trova le sue origini nell’epoca passata e riguarda il significato latino della frase gratiam facere. Ovvero “Rendere grazie”. Associare un numero come “mille” a questa espressione implica la volontà di dare enfasi al sentimento di gratitudine che si prova nei confronti dell’altra persona.

Nell’italiano antico la formula era un po’ diversa e si usava “mille grazie”, ovvero il numero di volte per ringraziare qualcuno. L’inversione delle due parole è avvenuta invece nell’Ottocento, come dimostra la letteratura di Giovanni Pascoli e già ai tempi considerate in uso comune.