Il farro, a prescindere dalla stagione, è considerato uno dei cereali più salutari. Non è un caso che sia presente in numerosi schemi dietetici dimagranti e che molte persone si chiedano, per esempio, cosa accada a mangiare farro scaduto. Nelle prossime righe di questo articolo, puoi trovare la risposta alla domanda.

Benefici del farro

Prima di capire cosa succedere a mangiare farro scaduto, vediamo un attimo i benefici di questo alimento. Quando si parla del farro, si inquadra un cibo estremamente saziante e dal forte potere depurativo.

Grazie alla ricchezza in fibre, contribuisce a inibire l’assorbimento dello zucchero e del colesterolo alimentare, con ovvi vantaggi relativi alla prevenzione del diabete e delle patologie cardiovascolari.

Quando si parla dei benefici del farro, è importante citare anche la presenza di diversi minerali preziosi per la nostra salute. Tra questi è possibile citare il potassio, fondamentale per la regolarità pressoria e di riflesso per la salute del cuore. Il farro è caratterizzato anche dalla presenza di fosforo, essenziale per trasformare in energia il cibo che mangiamo, e da quella di calcio, fondamentale per la salute delle ossa.

Dal momento che contiene glutine, non è adatto all’alimentazione di chi è celiaco e di chi, invece, è intollerante al suddetto complesso proteico (si tratta di due condizioni diverse ma richiedenti entrambe una dieta di privazione).

Il farro scade? Cosa succede quando lo si mangia?

La risposta è affermativa: il farro scade. La buona notizia è che, se ci accorgiamo di avere in dispensa una confezione di farro scaduta, non dobbiamo per forza buttarla via. Se la conservazione è avvenuta nel modo giusto – la confezione deve essere rimasta chiusa ermeticamente, per intenderci – in virtù della composizione dell’alimento è possibile procedere al consumo senza problemi. Attenzione, però: come sopra specificato, è strettamente necessario che la confezioen venga conservata in maniera perfetta.

Come gestire il farro in cucina

Chi vuole consumare il farro sfruttando i suoi benefici al massimo, dovrebbe gestirlo in maniera attenta fin da prima di metterlo in tavola. Questo significa innanzitutto lavarlo prima di cucinarlo. Nel caso del farro perlato, bisogna procedere alla cottura per circa 30 minuti in acqua salata.

Diverso è il caso del farro decorticato. In questi frangenti, infatti, la cosa giusta da fsre è lasciarlo in ammollo per tutta la notte prima di procedere alla cottura. Nel momento in cui si dedice di consumare il farro, è importante tenere presenti anche le controindicazioni. Oltre alla celiachia, è doveroso citare pure la sindrome dell’intestino irritabile.