Le orchidee che non rifioriscono: ecco l’incredibile motivo

Una delle piante da appartamento più diffuse è l’orchidea, soprattutto la specie Phalaenopsis. Facile da reperire ed economica, con i suoi lunghi steli fioriti risulta molto gradita come regalo e può decorare in modo raffinato qualsiasi ambiente. Gli esotici boccioli, una volta aperti, possono durare diverse settimane. Poiché si tratta di una pianta perenne, anche le grandi foglie carnose possono risultare decorative in qualsiasi stagione.

Come prendersi cura delle orchidee

Si sente dire spesso che le orchidee sono piante di difficile manutenzione. In realtà gli accorgimenti da seguire per prendersi cura di queste piante meravigliose non sono né molti, né tantomeno complicati. Sapete qual è il trucco? Basta pensare alle condizioni climatiche a cui questa specie si è adattata per sopravvivere. Stiamo parlando, in effetti, delle foreste tropicali dell’Asia, caratterizzate da climi caldi e umidi.

Se si trovasse in natura, la phalaenopsis se ne starebbe fissa, ancorata sul tronco di un albero. Non un albero qualsiasi, ma uno sufficientemente vecchio da poter mettere radici nella sua corteccia. Nel senso metaforico del termine, s’intende, visto che in realtà l’orchidea sviluppa radici aeree dal rizoma da cui si origina. Un altro fattore importante da considerare è l’altezza, direttamente collegata all’esposizione solare. Un’orchidea, infatti, cresce bene in determinate condizioni di luce, ovvero al riparo dal sole diretto, ma non per questo nella penombra assoluta.

Perché l’orchidea non fiorisce più?

È passato già un po’ di tempo, ma la vostra orchidea phalaenopsis non accenna a rifiorire. Non solo, come se non bastasse non ha nemmeno sviluppato un nuovo stelo. Non vi resta che quello con cui è arrivata, un tempo traboccante di splendidi fiori e ora ridotto a un ramo mezzo secco. Eppure, state seguendo tutte le indicazioni riportate sul cartellino che era inserito nel vaso. In effetti, la pianta è sopravvissuta, quindi vuol dire che avete fatto un buon lavoro. Oppure no?

In effetti, a ben pensarci, a volte non basta seguire le istruzioni. Anche le piante sono degli esseri viventi, che comunicano a modo loro se stanno bene o no. Sta a chi se ne prende cura riconoscere quali sono i loro segnali. Per questo è importante sapere cosa cercare esattamente, studiando almeno un poco le necessità delle specie che accogliamo in casa.

Se pensiamo all’orchidea, nel caso della fioritura gioca un ruolo fondamentale la luminosità alla quale è sottoposta. Come abbiamo visto, ha bisogno di un ambiente che sia luminoso. Quindi un davanzale o una mensola, in una stanza in cui entra la luce naturale, sono l’ideale. Bisogna però aver cura di controllare che i raggi del sole non colpiscano mai la pianta in modo diretto. Se la posizione non lo permette, potete risolvere con delle tende. Ma non è finita! Fate attenzione alla notte, considerando che in natura non esiste la luce artificiale. Infatti l’orchidea può patire sia l’illuminazione delle lampadine nella stanza, sia quella che potrebbe provenire da un lampione o un’insegna luminosa. Del resto, nelle foreste tropicali, il fogliame filtra anche i raggi della luna piena, senza interrompere il ciclo giorno-notte delle orchidee.


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