Fino a 50 mila euro se hai questa moneta: ecco qual è!

Nel campo della numismatica è la rarità e la condizione di un esemplare a determinare il valore economico della moneta, visto che la numismatica in sostanza è lo studio, la conservazione nonchè l’analisi delle monete, anche dal punto di vista storico.
Anche nel mondo moderno, sopratutto nelle epoche piene di suddivisioni politiche e sociali, sono state realizzate numerosissime monete differenti e alcune di queste dopo alcuni decenni hanno subito visto il proprio valore superare di molto quello nominale, ossia quello impresso sulla stessa moneta.

Monete di grande valore

Quando si parla di monete di ampia diffusione solitamente si intendono quelle realizzate dai governi centrali e le rispettive zecche di stato, che prima di avviare la produzione su vasta scala spesso fanno delle “prove” di coniatura su uno specifico numero di monete. In Italia questo è avvenuto sopratutto a partire dall’epoca repubblicana, ossia quella subito successiva al secondo conflitto mondiale. Queste monete non erano destinate alla circolazione ma servivano per l’appunto come “test” vero e proprio, per verificare la bontà delle varie presse e incisioni.

5 lire “Uva”

Nell’immediato dopoguerra ad esempio la prima moneta a venire coniata dall’allora neonata Repubblica Italiana è stata la 5 Lire “Uva”, così chiamata per il grappolo di Uva ben visibile sul rovescio della moneta stessa, che dal lato opposto reca l’effige di profilo di una donna con una fiaccola che simboleggia proprio la Repubblica.
La moneta in questione, prodotta a partire dal 1946, era realizzata in Italma, una lega che ha contraddistinto pressochè tutte le lire in monete a partire da quel momento, composta da 962‰ di alluminio dal 35‰ di magnesio, e dal 3‰ di manganese.

A causa di numeri limitati prodotti nei primi due anni, la 5 Lire in questione se in condizioni FdC o perlomeno eccellenti può valere anche oltre 1000 euro, mentre il valore scende di parecchio per quelle successive.

Il discorso cambia per le versioni di “prova”, che non erano destinate alla circolazione e quindi non utilizzabili ai tempi, e per questo motivo è considerata “non collezionabile”.
Queste monete sono rarissime e con il tempo lo diventeranno sempre di più con il corso del tempo, qualcuno ha già stimato una valutazione di circa 50mila euro che la rende la Lira repubblicana dal valore più alto in assoluto.


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