Se hai più di 50 anni, attenzione alla frittura: ecco perchè

Ci sono molti alimenti che si possono friggere: patate, carciofi, calamari e gamberi, melanzane, zucchine e molto altro. Spesso e volentieri la frittura va associata alla cattiva alimentazione e un probabile aumento del peso corporeo.  

La frittura non è sempre nociva per la nostra salute. Se cucinati seguendo certe regole, gli alimenti sottoposti a frittura sono in grado di stimolare il fegato aiutandolo a lavorare velocemente. In questo modo se accelera anche il metabolismo.  

La frittura dovrebbe inoltre essere bilanciata ed associata ai pasti più leggeri per non risultare nociva. 

Vediamo insieme come si fa.  

La frittura fa davvero male?   

Qualità e quantità sono due fattori da prendere in considerazione quando si parla di frittura. Seguendo certi accorgimenti si può evitare che il fritto diventi nocivo per la salute. Allora, come fare per friggere diligentemente?   

Uno dei trucchi è la temperatura dell’olio. È meglio che questo sia 180 gradi per friggere i cibi, dalle patate, melanzane, e tanto altro. Inoltre, è fondamentale che la temperatura sia costante e sostenuta durante la cottura. L’olio bollente migliora le qualità organolettiche dei prodotti.  

I cibi fritti sono in genere più digeribili dal nostro organismo rispetto ad altri tipi di cottura. Come mai?  Gli alimenti disidratati sono facilmente aggredibili dai succhi digestivi.   

Ecco cosa succede se si mangia ogni giorno frittura 

La frittura non sempre fa male, certo, se si presta attenzione all’olio e alla sua temperatura. La quantità e la moderazione sono i passi fondamentali per una dieta equilibrata e sana. 

Ma consumare fritto ogni giorno fa male! Così male da aumentare il rischio di morte del 13 per cento. Secondo molti studi è stato provato che l’eccessivo consumo di cibi fritti aumenta il rischio di malattie cardiovascolari. Soprattutto per le donne sopra i 50 anni.  

La frittura è dannosa perché richiede alte temperature e abbondante olio che viene assorbito dagli alimenti. Tutto questo provoca una serie di disturbi per il funzionamento della digestione e non solo! C’è il rischio di aumentare la formazione di sostanze cancerogene che inducono un aumento della pressione sanguigna e la riduzione del colesterolo buono. Senza considerazione il fatto che i cibi fritti sono ricchi di grassi e possono favorire l’accumulo di placche nelle arterie che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari. 

Quante volte a settimana possiamo mangiare cibi fritti?   

L’olio è composto da grassi, il che aumenta il contenuto calorico del cibo. Quando l’olio viene assorbito dagli alimenti aumenterà di molto l’apporto calorico. Al contrario, quando il cibo ne assorbe poco risulterà più leggero e digeribile.   

Dietologi e nutrizionisti dichiarano che la frittura si può inserire nella nostra dieta uno volta a settimana. La buona riuscita della dieta passa anche per la gratificazione personale, e la frittura di tanto in tanto fa bene allo spirito. Ma, ricordate le accortezze sopracitate, e attenzione alla qualità dell’olio. 

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