“Il caffè abbassa la glicemia”: ecco l’incredibile scoperta

Il caffè, pur non essendo “nativamente” costituito da una pianta diffusa in contesti fisici europei, è induscutibilmente entrato nella maggior parte delle culture, soprattutto del mondo Occidentale, pur essendo di fatto nativo di zone del mondo come lo Yemen.

Le origini del caffè si perdono nella leggenda così come la “scoperta” delle notevoli capacità energizzanti, conferite soprattutto dalla caffeina, un alcaloide naturale presente nelle piante di caffè, cacao, tè, cola, guaranà e mate. La bevanda è praticamente indispensabile per milioni di cittadini anche europei, nonchè una delle più influenti in termini commerciali, inoltre le proprietà sono sotto la lente di ingrandimento di studi, che spesso non fanno altro che confutare qualche nomea negativa di troppo inerente al consumo di caffè, al punto che uno studio ha anche evidenziato effetti positivi per chi soffre di glicemia alta.

“Il caffè abbassa la glicemia”: ecco l’incredibile scoperta

Uno studio portato avanti da una università di Wuhan, in Cina oramai avviato 10 anni fa ha riscontrato degli effetti positivi e benefici nei confronti della resistenza contro la glicemia alta, che com’è noto non è una malattia ma una tendenza che può essere scaturita da vari fattori come l’alimentazione.

Sostanze come caffeina, l’acido caffeico e l’acido clorogenico, che sono presenti nativamente nel caffè possono infatti avere effetti positivi in tal senso, contribuendo a ridurre il “picco glicemico” per le persone che soffrono di glicemia alta o diabete.

Gli studi cinesi sono stati confermati da un altro, più recente, portato avanti da Fredrik Brustad Mellbye e pubblicato dal Journal of Natural Products, esercitato su campioni ai quali era stato somministrato un quantitativo costante di sostanze presenti nel caffè. Lo studio ha dimostrato una tendenza a rendere la glicemia meno “ballerina” rispetto a chi non acquisiva la bevanda.

Va ovviamente specificato l’importanza assoluta di consumare il caffè senza alcuna forma di zucchero o altro dolcificante per amplificare gli effetti positivi, oltre a non eccedere nella quantità giornaliera di 3 tazze di espresso.

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