La pasta integrale fa bene? Ecco la verità

Anche uno degli alimenti più iconici e diffusi nella cultura mediterranea ed in particolare italiana come la pasta sta attraversando un periodo di evoluzione, anche per adeguarsi ai tempi moderni: tra le varianti più apprezzate secondo i recenti sondaggi è sopratutto la pasta integrale a incontrare sempre più favori nei confronti anche del pubblico non esattamente “salutista”, a causa di un gusto leggermente differente dalla pasta di semola, segno che la componente “integrale” non è più parte di una nicchia, ma anzi costituisce una parte molto “comune” dell’alimentazione, considerato il contesto dei farinacei, anche a causa di una diffusione delle informazioni che vedrebbe la pasta “normale”, realizzato quindi con farine più raffinate decisamente poco salutare.

La pasta integrale fa bene? Ecco la verità

La pasta integrale infatti mantiene prevalentemente lo stesso apporto calorico, anche se contiene un quantitativo di fibre molto superiore a quella “normale”, ed anche il contenuto proteico è decisamente superiore, così come una maggiore quantità di proteine vegetali, e sopratutto ha un basso contenuto glicemico, risultando particolarmente utile per contrastare le malattie cardiache e cancro al colon-retto. La pasta integrale contiene un apporto non troppo diverso di carboidrati ma questi vengono assorbiti in maniera meno rapida rispetto alla pasta bianca, dando quindi un maggiore senso di sazietà.

Ovviamente non è tutto oro quello che luccica: l’elevato apporto di fibre potrebbe essere un problema per chi ha problemi di digestione, oppure di intestino o colon delicato: ecco perchè può creare problemi in fase di digestione sopratutto per gli anziani.
L’utilizzo frequente della pasta integrale non deve farci credere che sia “meglio in tutto” di quella bianca, che resta preferibile per un consumo a pranzo.

Non si tratta quindi di un rimedio “benefico” in senso generico, anche perchè la maggior quantità di fibre non potrebbe essere facile da digerire da tutti (l’apporto medio di questo nutriente si attesta sui 25-30 grammi al giorno).

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