Le arachidi abbassano il colesterolo? Ecco la verità

Le arachidi sono una delle forme più diffuse ed apprezzate di noci ed in generale una delle tipologie di frutta secca maggiormente amate, anche se sono biologicamente più simili a dei legumi in quanto quelle chiamate con questo nome sono i semi della pianta leguminosa Arachis hypogaea.

Le arachidi abbassano il colesterolo? Ecco la verità

Da sempre considerate un elemento fondamaentale della dieta, sono particolarmente utilizzate come snack ma anche come componente piatti sia salati che dolci (oltre al famoso burro di noccioline, chiamato anche burro d’arachidi), dato l’alto contenuto proteico e la contemporanea assenza di colesterolo spesso sono indicat comee ottime alleate del benessere, sembrano essere particolarmente adatte a preservare la buona salute del cuore e del sistema circolatorio.

Ma le arachidi abbassano il colesterolo?

Sembra di sì, secondo diversi studi effettivi portati avanti da diverse università e laboratori di ricerca, in quanto una moderata quantità di arachidi, ovviamente non salate (50-60 grammi al giorno) riduce i fattori di rischio di malattie cardiovascolari e lo sviluppo dell’aterosclerosi in particolare, che è una delle malattie più comunemente legate ad un contesto di scarsa salute del cuore.

Le arachidi sono un’ottima fonte di proteine e sono composte in buona parte da grassi insaturi, chiamati anche grassi “buoni” la cui influenza positiva è riscontrabile anche nella capacità di ridurre sensibilmente i valori di colesterolo “cattivo” LDL che è una delle principali fonti di infarti, ischemia ed ictus, mentre favorisce l’azione e lo sviluppo di quello “buono”, definito HDL, il cui ruolo è proprio quello di limitare la controparte “cattiva”.

Attenzione solo a moderare la quantità in quanto senza un adeguato esercizio fisico, le arachidi possono aumentare il peso corporeo essendo particolarmente calroriche.

E’ anche bene ricordarsi che il colesterolo viene “intaccato” ed influenzato solo in parte dall’assunzione di cibo (buona parte viene “sviluppato” dall’organismo e non direttamente influenzato dall’alimentazione).

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