Cioccolato, come sceglierlo? Ecco una mini guida

Il cioccolato piace praticamente a tutti, nella sua immensa varietà, sopratutto quando si tratta di prodotti industriali e non artigianali, che sono soliti aggiungere elementi non sempre naturali per poter affrontare la produzione di massa. E’ sopratutto il cioccolato fondente quello percepito come più “puro”, ossia quello più salutare e quindi maggiormente indicato ad un consumo frequente.

Cioccolato, come sceglierlo? Ecco una mini guida

Spesso le etichette e le definizioni portano la quantità di cacao ma non si tratta dell’unico valore da tenere in considerazione: in teoria un cioccolato di qualità deve essere costituito escusivamente da pasta di cacao, burro di cacao e zucchero, nel dettaglio la pasta di cacao deve essere in quantità superiore del 43 % mentre l’apporto di burro di cacao deve aggirarsi tra il 25 ed il 30 %, utilizzato per mantenere la morbidezza del cioccolato, mentre i grassi vegetali non devono superare il 5 % dell’intera composizione. Spesso questi sono composti da olio di palma, ma anche burro di karitè.
Per legge lo zucchero deve essere presente almeno nell’1% anche se molti produttori utilizzano dolcificanti che spesso si trovano ad “aggirare” questa normativa.

Anche se spesso è difficile avere accesso alla tradizionale tavoletta “nuda”, spesso è proprio attraverso il contatto fisico che è possibile comprendere la qualità del cioccolato. Uno di buona qualità deve avere una superficie lucida, la grana fine e deve spezzarsi in modo netto, e sviluppare un caratteristico suono secco, indiscutibilmente segno di buona qualità della pasta utilizzata.

Attenzione all’etichetta, se risulta essere un prodotto sviluppato solo “con cacao puro” quindi il prodotto non contiene altri grassi vegetali.

Anche se è scontato, è opportuno scegliere sempre una variante con la percentuale più alta di cacao.

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