Bere troppo caffè: ecco quali sono i sintomi, e cosa può succedere

Il caffè costituisce assieme al tè ed a pochissime altre bevande una forma di alimento profondamente necessario e legato alle culture, come gran parte di quelle europee. Pur non essendo parte di una pianta che cresce nativamente nel vecchio continente (è nativa della zona del Medio oriente, corrispondente allo Yemen o all’Africa, nella zona dell’Etiopia), ma che ha trovato enorme diffusione in modo particolare negli ultimi secoli.

Bere troppo caffè: ecco quali sono i sintomi, e cosa può succedere

La pianta di caffè infatti cresce molto bene in specifiche zone del mondo come buona parte del centro e sud America, e quasi naturalmente, sono i semi ad essere considerabili estremamente utili ai fini dell’alimentazione, in modo particolare per sviluppare bevande ed infusi, che sono dotati di un particolare elemento noto proprio come caffeina, dotato di potere energizzante ma anche fortemente dannoso se in quantità eccessive.

Il caffè è così importante ed  è molto più di una bevanda proprio per questo motivo, ed essendo la caffeina fortemente causa di dipendenza, condizione che ha fatto finire il caffè in una forma di “lista nera” dal punto di vista nutrizionale. In realtà il caffè non “fa male” se si limita il consumo a poche tazze al giorno, tuttavia alcuni segnali possono indicare una quantità eccessiva di questa bevanda.

Tra quelli più frequenti:

  • Battito cardiaco accellerato con costanza
  • Necessità frequente di minzione (fare la pipì)
  • Un costante e frequente stato di ansia
  • Nervosismo continuo ed anche ingiustificato
  • Problemi di reflusso gastroesofageo
  • Insonnia
  • Cefalea

Sono tutti sintomi che possono effettivamente essere legati al consumo smodato di caffè, che come accennato tende a portare una forma di resistenza verso la caffeina. Anche se non è sempre necessario abbandonare il caffè se siamo colti da questi sintomi (o da almeno un paio con costanza) è sicuramente saggio apportare delle limitazioni in tal senso.

caffè glicemia