Sgombro in scatola, fa male? Ecco la verità

I prodotti ittici sono diffusi da millenni nella cultura umana, in quanto profondamente legati in modo specifico alle nazioni che ne hanno accesso diretto o indiretto. Varietà marine come lo sgombro costituiscono una delle forme “preferite” da parte dei consumatori, a causa di una grande duttilità. Ma lo sgombro in scatola fa male?

Sgombro in scatola, fa male? Ecco la verità

Come per il tonno, il concetto di conservazione tramite scatolamento risulta essere molto vantaggioso sia per i produttori ma anche per i consumatori, in quanto avere accesso a varie forme di pesce, spesso già prive di spine e lische, proprio come lo sgombro.

Negli ultimi anni questa varietà di animale marino, decisamente diffuso in tutto il Mediterraneo e nella maggior parte delle acque temperate, costituisce una importante parte delle varietà ittiche consumate in Europa. Ricco di sali minerali ed Omega 3, è un’eccellente soluzione per mantenersi in forma ma anche per ridurre l’apporto di colesterolo “cattivo”, ed aumentare il livello delle difese immunitarie.

E’ piuttosto il concetto di prodotto scatolato a far nascere un po’ di scetticismo, ma lo sgombro in scatola fa male?

Non necessariamente, in quanto basta scegliere prodotti particolari ed avere qualche semplice accorgimento per limitare gli effetti collaterali e poter trarre i benefici senza rischi.

Importante ad esempio optare per prodotti conservati in olio naturale o in olio d’oliva, in quanto meno “pesanti” per l’organismo rispetto ad altre varietà, spesso anche più economiche. L’Olio d’oliva in particolare può essere metabolizzato più facilmente dal nostro corpo ed allo stesso modo può fornire un apporto nutritivo di livello.

Valutare anche la consistenza dello sgombro, che deve essere se possibile sempre quanto più integro possibile, così da avere accesso ad un prodotto più compatto e quindi più conveniente dal punto di vista economico. Per lo stesso motivo è sempre meglio acquistare lo sgombro in vetro, che è anche il miglior materiale per la conservazione.

Un eccesso di prodotti a contatto con i metalli infatti può portare alla ritenzione idrica.

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