Il miele contiene fruttosio, lo “zucchero buono”. Cosa significa?

Dopo essere stato a lungo considerato una forma di lusso tra gli alimenti, il miele è divenuto un dolcificante alla portata di (quasi) tutti e piuttosto utile in tantissime preparazioni, molto meglio tollerato da parte dell’organismo rispetto ad altre forme di dolcificanti. Questo alimento è costituito da pochi ingredienti, prevalentemente acqua e zuccheri, tra i quali spiccano glucosio, fruttosio e saccarosio. Il primo viene considerato particolarmente rilevante in quanto il suo assorbimento da parte dell’organismo lo rende ideale come dolcificante.

Spesso definito come lo zucchero della frutta, il fruttosio ha un potere dolcificante decisamente importante ed è presente in numerose varietà di frutta, nella verdura ma anche nel miele, e spesso viene additato come rimedio “naturale” per addolcire le pietanze. Ma è veramente così?

Il miele contiene fruttosio, lo “zucchero buono”. Cosa significa?

Il potere dolcificante del fruttosio è già noto da alcuni secoli: nel dettaglio si parla di un  monosaccaride, ossia un tipo di zucchero semplice, paragonabile a glucosio e galattosio e rispetto a tutti gli altri zuccheri ha un apporto glicemico decisamente inferiore (19-23 calorie per 100 grammi) , sopratutto se paragonato al valore saccarosio (68) e del glucosio (100). Per anni considerato per questo motivo lo zucchero “buono”, recentemente anche il fruttosio è finito sul banco degli imputati dopo le ricerche più recenti.
Ad esempio un consumo eccessivo di fruttosio comporterebbe una maggior propensione ad assumerne in maggiori quantità, visto che non garantisce secrezione di insulina, fattore che ovviamente comporta sovrappeso ed obesità. Inoltre rispetto ad altri zuccheri ha un potere energetico meno evidente, che richiede più tempo per essere percepito, ecco perchè il fruttosio non ha alcun potere lassativo. Un utilizzo smodato di fruttosio può provocare problemi digestivi, diarrea e meteorismo.

Nonostante tutto resta una sostanza molto utile e spesso più sana dello zucchero “raffinato”, ma solo se consumata in modo consapevole e moderato.

miele diabete