Il burro di arachidi fa aumentare il colesterolo? Ecco il parere del nutrizionista

Un alimento distintivo della tradizione culinaria statunitense come il burro di arachidi è divenuto rapidamente qualcosa di “normale” anche nel resto del mondo, dove è stato adattato in diverse forme e tipologie anche molto diverse, in primis come “fonte” proteica ed energetica. Ma il consumo aumenta il colesterolo?

Il burro di arachidi fa aumentare il colesterolo? Ecco il parere del nutrizionista

Il burro d’arachidi classico, considerando una variante non “arricchita” da zuccheri ed altri edulcoranti in quantità rappresenta qualcosa da non sottovalutare nell’ambito di una dieta standard. Concepito nell’Ottocento, il peanut butter ha costituito fin dal principio, per le fasce di popolazione meno abbienti, una sorta di alternativa addirittura della carne, molto più costosa.

La costituzione infatti riporta circa la metà formata e composta da grassi naturali, oltre ad un concreto apporto di proteine e carboidrati, tutti più o meno distribuiti in modo equo.

Non contiene colesterolo, ovviamente considerando una variante “standard” che non reca apporto di eventuali zuccheri. Anzi, un consumo non eccessivo (un buon limite corrisponde ad un cucchiaio di grandi dimensioni al giorno), può sicuramente favorire la gestione del colesterolo buono e cattivo, contribuendo a migliorare l’azione del primo, che se in quantità “giuste” regolarizza il secondo, che è quello “dannoso”.

Allo stesso tempo i grassi “buoni” presenti, come i famosi Omega, contenuti anche nelle altre varianti di frutta secca, sono assolutamente positivi per l’organismo, e possono migliorare anche la gestione e la “salute” dell’apparato cardiovascolare.

Il momento migliore per consumare burro d’arachidi è sicuramente a colazione, in quanto garantisce un senso di sazietà che permane per diverse ore (se ad esempio consumato con il pane), ricordando che il burro d’arachidi è molto calorico se commisurato alla quantità: può facilmente superare le 600 calorie per etto di prodotto, risultando compatibile anche per una forma di alimentazione sportiva o comunque portata a consumare molte calorie.

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