Puglia24NewsEsplora la Puglia: viaggi, culture e tradizioni

Sentieri del Gargano per principianti: i punti panoramici che ripagano ogni sforzo

Giulio Rizzidi Giulio Rizzi· 29/08/2026 16:25
Sentieri del Gargano per principianti: i punti panoramici che ripagano ogni sforzo

Il Gargano è una di quelle destinazioni che non mi stanca mai. Da quando ho smesso di correre dietro alle scadenze professionali, ho imparato a muovermi lungo questi sentieri con calma, fermandomi quando serve, tornando indietro se una vista mi cattura. E devo dirvi: la maggior parte dei punti panoramici più stupendi non richiedono chissà quale preparazione atletica. Sono perfetti per chi, come me e come molti di voi, ama camminare ma non vuole soffrire per settimane le conseguenze.

Quando il Gargano ti parla dal basso

Mi è capitato di recente di incontrare una coppia di sessantenni nel parcheggio di Punta Rossa, a Vieste. Loro arrivavano da Roma, un po' scoraggiati dall'idea di fare trekking "vero". Gli ho suggesto il sentiero che costeggia la scogliera bianca verso Baia delle Zagare: un'ora e mezza, con dislivelli modesti, e vi ritrovate a guardare due faraglioni bianchi che emergono dal mare come se non credessero a quello che vedono. Non serve essere alpinisti. Serve scarpe comode e una bottiglia d'acqua.

Questo è il primo errore che commettono i principianti: pensare che i panorami migliori siano raggiungibili solo dopo estenuanti sforzi. Il Gargano, nella sua generosità geografica, ti offre viste da cartolina anche con impegni modesti. La falesia calcarea crea questo effetto: cammini quasi al suo livello, il mare ti sta vicino, e lo scenario muta costantemente.

Ho notato che molti visitatori si fermano ai parcheggi principali, fotografano da lì e ripartono. Perdono tutto. Bastano dieci minuti di cammino per trovare una solitudine rara, specialmente se vai al tramonto.

I percorsi che meritano davvero il tuo tempo

Il sentiero che collega Mattinata a Punta Saraceno è quello che consiglio spesso, anche se non tutti lo seguono fino in fondo. La prima parte è l'ideale: una passeggiata tra pini e ginepri, con il mare che appare e scompare tra la vegetazione. Qui il Gargano tradisce la sua natura carsica Carsismo: gli strati di roccia raccontano milioni di anni, letteralmente sotto i tuoi occhi.

Se preferisci qualcosa di più adatto a chi muove i primi passi, il litorale di Vignanotica è imbattibile. Non è il Gargano selvaggio che potresti aspettarti, ma è il Gargano accessibile: spiagge bianche, piccoli anfratti dove entrare in acqua, e la certezza di trovarvi solo qualche pescatore. L'ho scoperto quasi per caso, cercando una zona meno affollata di Peschici, e ora torno lì ogni volta che voglio ricordarmi perché ho scelto di rallentare.

Un lettore mi ha chiesto alcuni mesi fa: "Giulio, dove vado se ho solo tre ore?" La risposta è stata il sentiero Foresta Umbra. Non è una passeggiata qualunque: è un'immersione in un ecosistema protetto dove i faggio e gli aceri ti circondano come se fossero custodi di segreti antichi. Tre ore a muoversi lentamente, con le orecchie aperte ai suoni della foresta, e ti ritrovi rigenerato. Non è nemmeno un trekking difficile.

Come distinguere i sentieri che vale la pena fare

Non tutti i sentieri del Gargano sono uguali, e scegliere male costa tempo e delusione. Ho imparato a valutarli in base a tre criteri: la varietà del paesaggio, l'accessibilità reale (non quella promessa dalle guide generiche), e la possibilità di trovare punti di sosta credibili.

Evita i sentieri che promettono "grotte nascoste" senza specifi che precise: spesso sono slot turistici ingolfati. Le vere gemme sono quelle che richiedono un'ora in più di ricerca preliminare. Prima di partire, leggi i commenti recenti di persone locali o di chi sa distinguere una falsa promessa da un'esperienza autentica.

Sul tema del trekking più impegnativo, vi consiglio di leggere come le antiche foreste e le grotte del Gargano attirano fotografi e escursionisti da tutto il mondo: è una lettura che vi preparerà mentalmente per i prossimi livelli di difficoltà, se deciderete di affrontarli.

Un errore frequente: portare troppo peso. Bottiglia d'acqua, telefono, una felpa leggera. Stop. Il Gargano non è una spedizione polare. La vera sfida è quella di lasciar andare, non quella di equipaggiarsi come se dovessi sopravvivere.

I panorami che valgono il sacrificio minimo

Se c'è un punto da cui guardare il Gargano nel suo insieme, è da Punta Perdiccia. Vi ci arrivate quasi senza accorgervene: il sentiero sale gradualmente, niente di verticalizzato. E poi, improvvisamente, il promontorio si apre sotto di voi. Il mare circonda tre lati, la costa forma semicerchi perfetti, e il cielo sembra più grande. È il genere di vista che ti fa capire perché migliaia di anni di civiltà si sono avvicendate qui.

Vieste vista dall'altura della Baia San Felice è un'altra stupenda combinazione di sforzo minimo e risultato massimo. Ventiquattro minuti, grosso modo, se camminate senza affrettarvi. E il borgo di fronte diventa una trama di bianco, giallo e blu che sembra dipinta per confondervi le idee.

Quello che ho capito, dopo anni di camminate solitarie e storie raccolte dai locali, è che il Gargano non chiede di soffrire. Chiede solo di muoversi con consapevolezza, di osservare i dettagli, di permettere al corpo e alla mente di sincronizzarsi. I principianti che partono con questa mentalità tornano sempre, e spesso mi raccontano che gli altri sentieri d'Italia, dopo il Gargano, sono sembrati improvvisamente molto meno interessanti.

Prima di concludere, se siete interessati anche ai fenomeni naturalistici e fotografici di questa terra, scoprite come i fotografi esperti catturano la fauna del territorio senza arrecare disturbo: una prospettiva che arricchisce la comprensione di questi paesaggi.

Il Gargano aspetta. Non corre fretta. E i panorami più belli rimangono lì, disponibili, indifferenti a quanti turisti passano senza accorgersi di loro.

Giulio Rizzi
Giulio Rizzi

Giulio Rizzi ha scoperto la bellezza dei viaggi lenti viaggiando da solo lungo le coste pugliesi dopo la pensione. Scrive delle sue esperienze nei piccoli porti e nei mercatini locali, suggerendo itinerari e tappe ideali per chi ama muoversi senza fretta e immergersi nella vita autentica pugliese.