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Sentiero delle cinque torri a Vieste: il percorso col panorama più sorprendente del Gargano

Beatrice Montanarodi Beatrice Montanaro· 04/08/2026 07:10
Sentiero delle cinque torri a Vieste: il percorso col panorama più sorprendente del Gargano

Se cerchi un itinerario capace di far tacere il rumore quotidiano, questo percorso costiero è un invito a rallentare. Rocce color miele, pini d’Aleppo che profumano l’aria e torri d’avvistamento che raccontano secoli di mare: è qui che amo tornare con la macchina fotografica e con le coppie in viaggio, quando la luce accarezza le falesie e il Gargano si fa intimo.

Dove si trova il Sentiero delle Cinque Torri di Vieste e quanto è lungo?

Il sentiero corre lungo la litoranea sud di Vieste, tra Baia di San Felice e le calette vicine a Gattarella. La versione più battuta misura 8-10 km complessivi andata e ritorno, con modesti saliscendi e deviazioni per scendere in spiaggia. L’itinerario non è un tracciato ufficiale unico: collega antichi camminamenti costieri, tratturi e brevi tratti su arenile.

Si cammina nel perimetro del Parco nazionale del Gargano, tra falesie e pinete, toccando cinque torri costiere: alcune integre (come San Felice), altre ridotte a ruderi mimetizzati nella macchia. Il punto di partenza più comodo è il parcheggio nei pressi della Baia di San Felice; da qui si costeggia l’omonimo arco naturale, uno degli scorci più fotografati del promontorio, proseguendo poi su sentieri battuti verso sud-ovest. Chi desidera accorciare può trasformarlo in un out-and-back di 6 km, limitandosi al tratto tra San Felice e le calette di Gattarella.

Quanto è difficile e in quanto tempo si percorre?

La difficoltà è escursionistica facile-moderata, con fondo irregolare e brevi tratti esposti ma privi di passaggi tecnici. In media servono 3-4 ore per coprire il percorso andata e ritorno, soste fotografiche incluse. Il dislivello positivo resta contenuto (circa 250-300 m), distribuito in continui saliscendi costieri.

Le criticità principali sono il sole di mezzogiorno, la roccia affilata in alcuni passaggi e la tentazione di affacciarsi oltre il dovuto sui belvedere. Scarpe da trekking leggere ma con buona suola sono indispensabili, come 1-1,5 litri d’acqua a persona nelle mezze stagioni (di più in estate), cappello e protezione solare. Dopo piogge recenti, i tratti in ombra possono risultare scivolosi.

Cosa si vede lungo il percorso e perché il panorama conquista tutti?

Il colpo d’occhio spazia tra falesie bianche, mare turchese e torri d’avvistamento che punteggiano la costa. Si incontrano l’Arco di San Felice, piccole baie di ciottoli e punti panoramici naturali ideali per scattare. L’insieme restituisce il volto più teatrale del Gargano, con luci e ombre che cambiano a ogni curva.

Il sentiero alterna pineta e balconi rocciosi con viste sulle secche costiere; nei giorni di tramontana l’acqua diventa cristallo, mentre con scirocco i contrasti si fanno morbidi e pastellati. Le torri, costruite tra XVI e XVII secolo per vigilare sui pirati, offrono contesti perfetti per ritratti di coppia: linee essenziali, pietra calda, orizzonte infinito. Lungo il cammino si avvistano talvolta vecchi approdi e un trabucco storico, testimonianze di pesca tradizionale che aggiungono carattere alle inquadrature.

Qual è il periodo migliore e a che ora conviene partire (anche per le foto)?

Le stagioni ideali sono primavera e inizio autunno, quando il cielo è terso e le temperature miti. L’uscita all’alba o nel tardo pomeriggio regala la luce più fotogenica, con riflessi dorati sulla roccia. In estate è consigliabile partire prestissimo, evitando le ore centrali per caldo e affollamento.

Per le coppie in cerca di intimità, il mio “tempo perfetto” è la golden hour del tramonto: la costa vira al miele e i controluce sulle torri sono morbidi. In inverno, nelle giornate stabili, l’aria è incisa e il mare assume un blu profondo: ottimo per paesaggi grandangolari e per valorizzare la texture delle falesie.

Come si raggiunge l’imbocco e dove parcheggiare senza stress?

Da Vieste si segue la SP53 in direzione Mattinata per circa 8-10 minuti: l’accesso più agevole è in prossimità della Baia di San Felice. In bassa stagione si trovano posteggi liberi lungo la litoranea, in alta stagione spesso è necessario utilizzare aree a pagamento presso le baie. I bus locali (linee delle Ferrovie del Gargano) effettuano fermate sulla litoranea, utili per organizzare rientri “lineari”.

L’ingresso ai sentieri parte da tracce evidenti accanto alle spiagge o dalle sterrate di servizio alla pineta. Non sempre è presente segnaletica ufficiale: una mappa offline o un tracciato GPX sono un alleato prezioso, specie se prevedi varianti tra una torre e l’altra.

È un percorso adatto a coppie, famiglie e cani?

Sì, con buon senso e selezionando i tratti adatti al proprio gruppo. Le coppie amano i ritmi lenti, le soste in caletta e i belvedere per foto mano nella mano. Con bambini camminatori è preferibile puntare su segmenti brevi vicino a San Felice e rientrare per la stessa via.

I cani sono ammessi al guinzaglio: attenzione alle scogliere, al caldo e all’acqua potabile. I passeggini non sono adatti al fondo irregolare; per i più piccoli meglio marsupio ergonomico, soste frequenti e fascia oraria fresca.

Il tracciato è segnalato e quali regole è bene rispettare?

La segnaletica è discontinua: si cammina perlopiù su sentiero evidente, con bivi che richiedono orientamento di base. Portare mappa o GPS, calzature adeguate e acqua è essenziale. Evita i bordi delle falesie, specie con vento forte o dopo piogge.

Il territorio ricade in parte in aree di Rete Natura 2000: restare sui sentieri, non raccogliere piante, riportare via i rifiuti e mantenere basso il rumore sono comportamenti dovuti. L’uso di droni è regolamentato: informati sulle limitazioni del Parco nazionale del Gargano e su eventuali divieti locali prima di decollare. In estate vige spesso alto rischio incendi: niente fiamme libere e massima prudenza.

Esistono varianti o collegamenti con altre escursioni vicine?

Sì, diverse. La variante più romantica è l’anello breve da San Felice: salita tra i pini, affaccio sulle scogliere e rientro in spiaggia per un tuffo. Chi ha passo sicuro può proseguire oltre Gattarella, concatenando ulteriori torri e calette in base al tempo a disposizione.

Un’idea fotografica è la “caccia ai belvedere”: tre deviazioni autorizzate verso balconi naturali per ritratti di coppia (segnati dai passaggi, ma da affrontare con prudenza). Nei giorni di mare calmo, le discese in caletta offrono foreground interessanti con ciottoli e legni levigati: minimalismo che esalta l’orizzonte garganico.

Dove mangiare e dormire per prolungare l’esperienza romantica?

Per il pranzo, la soluzione più bella è un picnic in pineta: pane di grano arso, pomodori di campagna, caciocavallo podolico e olio EVO del Gargano. In alternativa, i chioschi stagionali adiacenti alle baie servono piatti semplici e freschi, perfetti per una sosta tra un tuffo e l’altro.

Per la notte, scegli una masseria immersa negli ulivi o una piccola struttura vista mare tra San Felice e Vieste. Le coppie troveranno terrazze per colazioni lente e un cielo scuro dove riconoscere costellazioni a occhio nudo. Un brindisi con Bombino Bianco locale, il fruscio dei pini e il rumore del mare: la giornata trova il suo epilogo naturale.

Quali sono le domande rapide più comuni?

  • Serve la guida? No, ma una traccia GPS e prudenza sono consigliate.
  • È fattibile in inverno? Sì, meteo permettendo, con abbigliamento caldo e antiscivolo.
  • Si può fare al tramonto? Sì, portando torcia frontale per il rientro.
  • Ci sono fonti d’acqua sul percorso? No: rifornisci in partenza.
  • È adatto ai passeggini? No, fondo irregolare e scalinate naturali.
  • Si può fare il bagno? In estate sì, nelle calette accessibili e con mare calmo.
  • C’è segnale telefonico? Discontinuo: scarica mappe offline.
  • Si incontrano zecche? Possibile in pineta in primavera: usa repellente e controlla i vestiti.
  • Drone consentito? Solo nel rispetto delle norme vigenti e con eventuali autorizzazioni.
  • Parcheggi a pagamento? In alta stagione spesso sì, presso le baie principali.
Beatrice Montanaro
Beatrice Montanaro

Beatrice Montanaro, appassionata di fotografia, ama immortalare la Puglia dal punto di vista delle coppie in viaggio. Racconta itinerari romantici tra vigneti e fari sul mare, consigliando esperienze per chi desidera staccare dal caos e vivere momenti di intimità in location suggestive.