L’Italia prevede due tipi di riti per il matrimonio, quello cattolico celebrato in chiesa e quello civile valido agli occhi dello Stato. Non tutte le coppie ovviamente e per i motivi più disparati prevedono la doppia unione. In un caso in particolare, una coppia è riuscita persino ad ottenere l’annullamento da Sacra Rota e Stato e solo perchè uno dei due sposi era ateo.

Non dobbiamo andare tanto in là nel tempo per trovare una sentenza della Cassazione di Bologna riguardo all’unione civile e religiosa fra due coniugi. Secondo la Corte infatti, se alcune condizioni legate al matrimonio non vengono rispettate e la Sacra Rota ritiene giusto dichiarare le nozze nulle, ciò è valido anche a livello civile.

Se uno dei due è ateo, il matrimonio può essere nullo

La Corte di Cassazione di Bologna ha lanciato il suo verdetto nel 2005: una coppia ha chiesto l’annullamento del matrimonio celebrato un decennio prima, dopo aver ottenuto il ‘lasciapassare’ dalla Sacra Rota. I giudici della Corte di Appello hanno ritenuto legittima la decisione della Chiesa e per questo hanno accordato ai due che anche l’unione civile venisse sciolta.

Che cosa cambia? Dato che la sentenza ha avuto degli effetti anche in campo giuridico, alla donna (era lei l’atea della coppia) non è stato riconosciuto nessuno dei diritti previsti in caso di divorzio. Ovvero l’assegno di mantenimento e tutto ciò che prevede la legge. Di fronte a questa ‘ingiustizia’ la donna ha tentato di impugnare la sentenza, ma il ricorso è stato respinto all’ultimo grado di giudizio.

La Cassazione di Bolgona infatti ha convalidato l’annullamento già promosso dalla Sacra Rota in quanto la donna aveva finto di essere cattolica per sposarsi. In realtà era atea già prima di procedere verso l’altare e questo ha provocato l’assenza delle condizioni necessarie perchè il matrimonio con rito religioso fosse valido.