Allerta frittura: ecco quanti pasti fritti si possono mangiare alla settimana

La frittura è una tecnica di cottura che esiste da migliaia di anni. Se ci pensate bene, ci sono molti alimenti che si possono friggere: dalle patate, carciofi, calamari e gamberi, melanzane, ecc. 

Generalmente la frittura viene associata a una cattiva alimentazione e all’aumento di peso. In realtà, il fritto non è sempre nocivo per la salute. È infatti in grado di stimolare il fegato e lo aiuta a lavorare velocemente, accelerando anche il metabolismo. Certo, la frittura deve essere preparata rispettando alcune regole ed è importante che sia bilanciata ed associata a pasti più leggeri. 

La frittura fa male? 

Quando parliamo di cibi fritti è importante mirare alla qualità, quantità e alla combinazione del pasto. Allora, come fare per friggere diligentemente? 

Prendendo in esempio le patate, l’olio deve essere bollente affinché le qualità organolettiche migliorino. Ma questo vale anche per tutti gli altri ortaggi e cereali. 

I cibi fritti sono più digeribili rispetto ad altri tipi di cottura in quanto l’alimento di disidrata e quindi è facilmente aggredibile dai succhi digestivi. Si può dire che i cibi fritti sono molto più vicini agli alimenti crudi, grazie alle proprietà nutrizionali. Per far sì che ciò accada, bisogna fare in modo che la temperatura dell’olio è mantenuta costante e sostenuta mentre si frigge. Dunque, qual è quella esatta? 180 °C: è l’ideale per evitare la formazione di sostanze nocive. 

La frittura e la salute del fegato 

Si è sempre detto di tutto riguardo alla frittura che è nociva per la salute del fegato. Ma come abbiamo menzionato prima, basta seguire poche accortezze per far sì che i cibi fritti non siano un disastro per il nostro organismo. Da non dimenticare è anche la quantità di frittura consumata. 

Quante volte a settimana si può mangiare il fritto? 

Se da un lato i cibi fritti non sono dannosi, d’altro c’è da considerare, oltre l’olio e la sua temperatura, il fattore dei grassi. 

L’olio è composto da grassi, aumentando così il contenuto calorico del cibo. Quanto più olio viene assorbito dagli alimenti, tanto più aumenterà l’apporto calorico. D’altra parte, se il cibo non assorbe molto olio risulterà più leggero e digeribile. 

La frittura si può inserire nella nostra dieta uno volta a settimana, o almeno questo è il numero suggerito da un gran numero di dietologi e nutrizionisti.  La buona riuscita della dieta passa anche per la gratificazione personale, e la frittura di tanto in tanto fa bene allo spirito. 

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