Il basilico può diventare cancerogeno? Ecco la verità, attenzione!

Il basilico è una pianta erbacea molto comune in cucina e al centro dell’attenzione quando si parla di dieta mediterranea. Fonte di antiossidanti e di vitamine importanti per la salute, è spesso al centro di domande sulla sua sicurezza. Tra queste, rientrano gli interrogativi di chi si chiede se il basilico può essere cancerogeno. Nelle prossime righe, abbiamo risposto a questa domanda.

Il basilico può essere cancerogeno?

Quando ci si chiede se il basilico può essere cancerogeno, per avere la risposta è necessario capire da dove è partito il dubbio. Tutto è iniziato nel 1999 quando, nel corso di uno studio condotto presso il Centro di Biotecnologie di Genova e finalizzato a scoprire i segreti del pesto alla genovese, i ricercatori hanno riscontrato una presenza di metileuginolo,  fenilpropanoide dell’eugenolo dichiarato tossico nel 2001, molto più alta rispetto ai parametri di sicurezza.

Interessante è ricordare che tutte le ricerche effettuate sulla tossicità del metileuginolo e sul rischio di cancro hanno riguardato modelli animali (campioni trattati con dosi di metileuginolo centinaia di volte superiori rispetto a quelle che, normalmente, vengono assunte da chi consuma alimenti come il pesto). Un altro aspetto sul quale vale la pena soffermarsi riguarda il fatto che, mediamente, il metileuginolo si trova in quantità maggiori nelle piante più anziane.

Bisogna quindi preoccuparsi per la sicurezza di una delle piante erbacee simbolo della cucina italiana? Gli esperti rassicurano in merito al basilico. Lo fanno sottolineando che questa pianta, esattamente come tantissime altre, è caratterizzata dalla presenza di sostanze che la “difendono” e che possono non essere il massimo per la salute umana.

Per togliersi qualsiasi dubbio in merito alla sicurezza del basilico, è molto importante ragionare su una distinzione rilevante: la molecola tossica in sé ha sul corpo effetti diversi rispetto a quelli dell’alimento completo.

Da non dimenticare è anche il fatto che, quando si parla della pericolosità delle molecole contenute in alcuni alimenti, è cruciale ragionare in ottica di quantità. Guardando nello specifico al caso del basilico e alla pericolosità del metieluginolo, gli esperti sono concordi: per poter parlare di rischio per la salute umana, bisogna muoversi tenendo conto di dosaggi di gran lunga superiori rispetto a quelli presenti in un piatto di pasta al pesto o in un altro grande classico della cucina italiana, ossia la caprese.

Se proprio si deve parlare di rischi, è bene specificare che l’unico è legato all’aumento di peso frutto di un consumo eccessivo di cibi calorici come il pesto.