Il cioccolato è uno dei prodotti alimentari sicuramente più apprezzati al mondo, sia dai bambini che dagli adulti, salvo poche eccezioni. Si tratta di un prodotto che si ottiene dal cacao amaro, dalle numerose proprietà benefiche e quindi molto consigliato per la nostra salute. Spesso si tende ad evitare il consumo di cioccolato perché si pensa faccia ingrassare, in realtà questa affermazione non è del tutto vera.

E’ possibile consumare il cioccolato senza ingrassare, basterà scegliere un prodotto di qualità con una percentuale di cacao superiore al 75%, che di conseguenza conterrà un quantitativo inferiore di zuccheri. Inoltre, per mangiare il cioccolato senza troppi sensi di colpa, basterà inserirlo in un piano alimentare sano ed equilibrato, mangiandone un quantitativo non eccessivo nel corso della giornata.

Cosa si intende con la scadenza di un alimento?

La data di scadenza è posta su tutti i prodotti alimentari. Essa rappresenta il termine ultimo per poter consumare quel prodotto. Indica la data da non superare se non si vuole andare incontro a delle conseguenze negative, o magari indica solo che dal giorno successivo il prodotto potrebbe non essere più organoletticamente e nutazionalmente perfetto. Approfondiamo meglio cosa si intende con “data di scadenza”.

La data di scadenza può essere espressa attraverso due diciture che sono: “Da consumarsi entro il…” e la seconda dicitura utilizzata è “Da consumarsi preferibilmente entro il…”

  • DA CONSUMARSI ENTRO. Questa dicitura indica una data di scadenza tassativa, superata la quale il prodotto è considerato pericoloso per la nostra salute. Si può andare in contro a conseguenze di vario tipo, come intossicazioni alimentari, tossinfezioni. Per cui il consiglio è quello di consumare l’alimento in questione prima della data di scadenza.
  • DA CONSUMARSI PREFERIBILMENTE ENTRO. Questa seconda dicitura, invece, indica il termine minimo di conservazione. E’ applicata soprattutto a prodotti difficilmente deperibili. Una volta superata questa data, i prodotti possono ancora essere consumati senza determinare seri problemi per la salute. Ciò che si potrebbe manifestare è un peggioramento delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali.

Ogni alimento ha una propria scadenza a seconda del giorno in cui è avvenuta la produzione. Ci sono alimenti che scadono più fretta rispetto ad altri, come esistono anche prodotti alimentari che restano inalterati per molti anni.

Cosa succede se si consuma un alimento dopo la sua scadenza?

La risposta è dipende, come riportato sopra, ci sono alimenti che possono essere conservati per anni senza subire alterazioni e altri invece che, superata la data di scadenza, possono farci sentire male se li mangiamo. In linea di massima i sintomi di un’intossicazione alimentare sono mal di pancia, gonfiore addominale, nausea, diarrea, meteorismo, tutti sintomi molto fastidiosi, ma che nella maggior parte dei casi tendono a risolversi in pochi giorni. Ad ogni modo sarebbe meglio evitare il loro consumo per evitare rischi inutili.

Cioccolato scaduto: ecco cosa succede se lo mangi

Il cioccolato si conserva molto bene e mantiene inalterate le sue caratteristiche per un lungo periodo. Dunque, non si deteriora facilmente. Uno dei fattori che determina questa conservabilità maggiore è che il cioccolato contiene una percentuale bassa di acqua ed un contenuto elevato di grassi. La combinazione di questi due fattori fa si che la proliferazione batterica non avvenga facilmente, per cui si conserva molto bene.

A fare la differenza è anche la tipologia di cioccolato in questione. Il cioccolato fondente può essere conservato anche per un anno e più, il cioccolato al latte, invece, tende a deteriorarsi più facilmente, per cui è utilizzabile massimo fino ad un paio di mesi successivi alla data di scadenza, poi il sapore tenderà a cambiare in negativo.

Dunque, il cioccolato dopo la sua data di scadenza può ancora essere mangiato per vari mesi, se conservato bene e se, ovviamente, se non presenta segni evidenti di alterazioni.

Quando si deteriora il cioccolato?

Il primo segno di deterioramento del cioccolato è la comparsa di un alone bianco sulla superficie. La formazione di questo alone è dovuto al fatto che i cristalli di burro di cacao sono saliti in superficie. In questo caso il cioccolato è ancora commestibile, anche se potrebbe risultare meno gustoso.

Nel caso del cioccolato con frutta secca, burro di arachidi, cereali, bisogna fare più attenzione, non solo perdono di croccantezza, ma sono anche più soggetti alla formazione di muffe, che è nociva per il nostro organismo. Per cui è bene prestare molta attenzione. Per contrastare i segni del deterioramento si consiglia di conservare il cioccolato in un luogo asciutto, ventilato e lontano da fonti di calore. Meglio evitare di conservarlo in frigorifero, le basse temperature determinano la formazione di una patina bianca sulla sua superficie.