Come l’AI impatterà sul mondo dello sport

L’Intelligenza Artificiale si candida ad essere uno tra i temi più discussi dell’ormai imminente 2024. Non potrebbe essere diversamente dal momento che tutti i giganti della tecnologia si stanno muovendo verso questo ambito, e che le nuove tecnologie possono essere applicate ad un numero impressionante di settori. Lo sport rientra tra questi e l’AI può essere utilizzato tanto negli allenamenti (per ottimizzare le sedute e le preparazioni) quanto nelle gare ufficiali (ad esempio come supporto agli arbitri). Ma è facile prevedere come l’AI possa essere in futuro centrale anche per il mondo dei pronostici (se osserviamo una piattaforma di scommesse online i dati statistici da elaborare per definire una previsione sono numerosissimi) oppure nel mondo del gaming sportivo o di giochi sociali come il fantacalcio, che in Italia può vantare ogni anno milioni di appassionati. Proviamo ad elencare gli aspetti più importanti.

Il primo ambito di applicazione dell’AI nello sport può riguardare senza dubbio l’allenamento. L’AI potrebbe essere in grado di elaborare piani individuali, per ogni singolo atleta, tenendo conto di tutte le variabili possibili: dalle precedenti prestazioni al peso, altezza, massa muscolare e tanti altri dati utili a tracciare un piano di allenamento e al contempo una dieta ideale per lo sportivo. Il vantaggio arriva senza dubbio dalla possibilità per l’intelligenza artificiale di poter incrociare le prestazioni passate dell’atleta e individuare le aree in cui è necessario agire con maggior vigore.

Un uso altrettanto utile può essere in relazione alla prevenzione degli infortuni. L’AI, in questo caso, tiene conto non solo delle prestazioni dell’atleta ma anche dell’ambiente e delle condizioni in cui sta giocando: attraverso un calcolo delle probabilità estremamente accurato, può valutare i rischi di un infortunio in quelle condizioni e prescrivere accorgimenti in grado di evitarlo, ad esempio nei casi di affaticamento muscolare.

L’Intelligenza Artificiale, inoltre, può essere utilizzata dagli arbitri e dagli assistenti per ridurre quanto più possibile il margine dell’errore nell’arbitraggio. Al momento il calcio usufruisce solo della tecnologia in grado di valutare più angolazioni della stessa azione per l’attribuzione o meno di un fallo, un gol o un cartellino. L’automazione è presente solo nella goal line technology e nel tracciamento della riga per quanto riguarda la segnalazione del fuorigioco. In entrambi i casi si tratta di decisioni che possono essere prese dalla macchina perché puramente matematiche: il pallone ha oltrepassato o meno la linea di porta, non c’è una possibilità intermedia. Lo stesso vale per il fuorigioco: il giocatore è oltre la linea della difesa o meno, che sia di un metro o della punta dello scarpino non importa, rimane fuorigioco. Molto diversa è invece la valutazione del VAR per quanto riguarda alcuni falli ad esempio, perché è necessario tener conto dell’intenzionalità.

L’AI può essere utilizzata anche nello scouting di nuovi giocatori: possono essere create tabelle ad hoc contenenti una pluralità di variabili tali da non poter essere notati ad occhio nudo. Dall’altezza dello stacco nel colpo di testa alla velocità nello scatto: elementi chiaramente visibili a primo impatto ma impossibili da quantificare senza precisi strumenti.

Come detto nel primo paragrafo, l’intelligenza artificiale può divenire strumento utile anche per le piattaforme online. È chiaro che non si arriverà ad un sistema in grado di garantire vincite, ma sicuramente permette un’elaborazione di dati statistici con una precisione senza precedenti rispetto al passato. Lo stesso concetto può essere applicato al mondo del Fantacalcio, che i media descrivono come una magnifica ossessione. Questa passione secondo una stima arriverebbe ad accomunare circa 6 milioni di persone nel nostro Paese.