La carne di vitello è un alimento essenziale per il mantenimento di un regime alimentare equilibrato. Ma il suo consumo può giovare in caso di anemia? La carne di vitello è ricca di ferro? Ecco la verità sull’argomento.

La carne di vitello

La carne di vitello è la carne dei bovini maschi non adulti, che pesano meno di 250 kg. I vitelli vengono macellati a un’età inferiore agli 8 mesi. 100 grammi di carne di vitello apportano all’organismo circa 143 kcal suddivise tra 72,84 grammi di acqua, 19,35 grammi di proteine, 6,77 grammi di lipidi, 7,5 milligrammi di niacina.

Nella carne di vitello sono presenti anche l’acido pantotenico, le vitamine B ed E, la riboflavina, i folati e importanti sali minerali come il fosforo, il potassio, il sodio, il magnesio, il calcio, lo zinco, il rame, il manganese, il selenio. Ma la carne di vitello è ricca di ferro?

Il ferro

Il ferro è un elemento fondamentale per l’organismo, lo aiuta ad essere in forma e ad avere l’energia necessaria per affrontare senza sforzo i compiti imposti dalla quotidianità. Non sempre però il corpo ha a disposizione l’apporto di ferro necessario. Per sopperire a questa mancanza si può intervenire inserendo nella dieta degli alimenti adeguati e ricchi del minerale. La carne di vitello è tra questi?

Il ferro nella carne di vitello

La carne di vitello è ricca di ferro? Sì. 100 grammi di carne di vitello contengono infatti quasi 1 milligrammo di ferro, una dose elevata. Il fegato di vitello e i paté sono poi ulteriormente ricchi del minerale.

Le carni rosse sono tutte particolarmente abbondanti di ferro per cui la carne di vitello può quindi essere inserita come alimento utile nella dieta di chi soffre di anemia. La carne di vitello è un ottima alleata di chi soffre di carenza di ferro e non dovrebbe mai essere eliminata dalle diete.

L’anemia e la carenza di ferro

La relazione tra carenza di ferro e anemia è senza dubbio nota a molti. Il ferro fa parte dell’emoglobina dei globuli rossi, fondamentale per il trasporto dell’ossigeno nel sangue. L’anemia causata dalla carenza di ferro viene chiamata anemia sideropenica. Spesso la condizione di anima rimane asintomatica oppure può manifestarsi con una sintomatologia molto lieve come pallore del volto, debolezza degli arti, senso di vertigini, mani e piedi freddi, unghie fragili.

Le cause della carenza di ferro possono essere l’apporto ridotto del minerale all’interno di diete povere di carne rossa come la carne di vitello e basate prevalentemente sul consumo di verdure e di cereali integrali. Altra causa di carenza di ferro è una dieta eccessivamente ricca di crusca insieme all’insufficiente assorbimento del ferro da parte dell’organismo a causa di diarrea o di alterazioni gastro-intestinali. Altro motivo di carenza di ferro sono le
eccessive perdite ematiche come l’epistassi, le emorroidi, la dismenorrea, le ulcere, le emorragie del tratto gastrointestinale. La carenza di ferro può manifestarsi anche durante la gravidanza, l’allattamento e se si pratica troppo sport spingendo il fisico ai limiti.