Caccole: mangiarle fa bene alla salute

Spulciare le narici con un dito, generalmente l’indice destro, è un passatempo molto diffuso tra i bambini e, bisogna ammetterlo, anche tra gli adulti. Per accorgersene basta osservare la gente quando non pensa di essere osservata, un esempio è quello degli automobilisti in coda al semaforo. Nonostante sia una pratica considerata dai più disgustosa, non finisce qui, perchè oltre a scavare le narici con il dito alla ricerca di caccole, una volta trovate, spesso ci sono persone che, addirittura, le ingeriscono senza nemmeno rendersene conto, perchè magari è un’abitudine che avevano da bambini e continuavano a coltivare da adulti. Un’abitudine disgustosa, diciamolo, che però potrebbe presto essere rivalutata dalla scienza come “salutare”, con buona pace dei benpensanti.

Ma che cos’è una caccola? Di cosa è fatta? Ci avete mai pensato? Allora, la caccola altro non è che il muco nasale, più o meno disidratato, che si trova più o meno fuori dalle narici. Viene secreto dalle ghiandole mucipare, presenti nelle cavità del naso, il muco è composto principalmente da mucina (una proteina) e acqua ma può contenere anche anticorpi e lipidi.

MANGIARE LE CACCOLE FA MALE? 

Secondo lo pneumologo austriaco Friedrich Bischinger, il primo a studiare questo curioso fenomeno, le caccole non solo possono essere ingerite senza danni per la salute, ma addirittura, sostiene che siano salutari.

In base a una sua ricerca, menzionata anche nella rivista scientifica inglese New Scientist, ingerire le “caccole” del naso stimola le difese immunitarie dell’organismo. Il muco è infatti un ricettacolo di microrganismi: la sua funzione è proprio quella di intrappolare batteri, funghi, virus e polveri, impedendo il loro accesso alle vie respiratorie.

Anche il canadese Scott Napper, professore di biochimica all’Università di Saskatchewan a Saskatoon, durante una lezione ha posto ai suoi studenti una domanda stramba ovvero: “L’ingestione dei microrganismi patogeni rimasti intrappolati nel muco del naso potrebbe servire al sistema immunitario per conoscere ciò che lo circonda?” e da questa domanda sono partite le ricerche e gli studi, anche sperimentali, dei suoi allievi.

I bambini insegnano

L’idea del professore Napper è nata dall’osservazione delle sue due figlie, impegnate spesso nel tentativo di infilarsi le dita nel naso. Queste dita poi finiscono il più delle volte dritte in bocca e lo stesso sapore del muco, piuttosto dolce, potrebbe avere proprio lo scopo di invitare i bambini, ma anche gli adulti a ingerirlo per “educare” il sistema immunitario.

Un aiuto alle difese immunitarie

Secondo Napper, mangiare il muco prodotto dal naso potrebbe essere un istinto innato utile stimolarele difese immunitarie contro le infezioni. Secondo il professore: «L’essere umano si è evoluto in condizioni di grande sporcizia e forse questo nostro desiderio di pulizia e sterilità non sta proprio giocando a nostro favore» infatti crescenti sono negli ultimi anni i casi di allergie, infezioni e influenze.

Volontari cercansi

Per verificare la fondatezza della sua ipotesi, Napper vorrebbe condurre un vero e proprio esperimento scientifico. Quello che servirebbe sarebbe soltanto un gruppo di volontari disposti ad inserire nelle loro narici delle molecole, per vedere poi come varia la risposta immunitaria tra chi mangia le caccole e chi non lo fa. Quindi: volontari se ci siete fatevi avanti!