Colesterolo: ecco a cosa fa male la frittura e non solo, la classifica degli oli

La frittura è uno dei metodi di cottura più’ utilizzati nel mondo. Si tratta di un genere di cottura usato già da centinaia di anni e oggi e molto diffusa nei ristoranti e nelle catene di fast -food per riuscire a preparare i cibi in modo rapido ed economico. 

Si può praticamente friggere di tutto. Dalle patate, melanzane, zucchine, pesce, pollo, bastoncini di formaggio, e molto altro.  

Mangiare frittura ogni giorno fa male 

La frittura rende i cibi appetitosi, saporiti, così da essere amati da ogni età. Tuttavia, gli alimenti sottoposti a frittura sono spesso ricchi di calorie e grassi trans. Questo accade a causa dell’assorbimento dell’abbondante olio, aumentando il contenuto calorico, e appesantendo di conseguenza il processo digestivo. 

I cibi fritti hanno effetti negativi sulla salute perché aumentano il rischio di malattie. 

Diversi studi negli adulti hanno dimostrato che mangiare frittura può portare ad un elevato rischio di sviluppare diabete di tipo 2 (la forma di diabete tipico dell’età matura). Ma non solo. La frittura è associata a malattie cardiovascolari e obesità. Dunque, maggiore è il consumo di questi cibi e maggiore sarà il rischio di incorrere a questi grossi problemi. 

C’è da precisare che la frittura in casa è ben diversa da quelli dei ristoranti o fast food. Seguendo infatti certe regole, si può evitare che la frittura si nociva. Ma solo se consumata con moderazione, ovvero una volta a settimana. Scopri cosa fare per non rendere la tua frittura nociva per la salute. 

Tipi di oli per la frittura 

Il tipo di olio usato per friggere influenza drasticamente i rischi per la salute. Alcuni oli sono in grado di sopportare temperature molto più elevate, rendendoli più sicuri da usare. Altri, invece, diventano nocivi. In generale, gli oli che consistono principalmente di grassi saturi e monoinsaturi sono i più stabili quando vengono riscaldati. 

Vediamo quali sono gli oli più sani 

  • Olio d’oliva: è il primo della lista per essere il miglior olio adatto alla frittura in quanto si mantiene stabile a calore e ossidazione. Inoltre, contiene sostanze antiossidanti ed è in grado di conservarle meglio anche ad alte temperature rispetto ad altri oli. 
  • Olio di cocco: questo olio è costituito dal 90% di acidi grassi saturi, il che lo rende molto resistente al calore. Il suo stato non si deteriora quando viene sottoposto a una frittura prolungata. 
  • Olio di avocado: la sua composizione è simile a quella dell’olio d’oliva, il che lo rende un’ottima scelta per una frittura di qualità. 

Oli malsani sono invece: olio di colza, olio di semi di soia, olio di semi di cotone, olio di mais, olio di sesamo, olio di semi di girasole, olio di semi d’uva e olio di crusca di riso. Questi tipi di oli sono comunemente usati dai ristoranti, perché più economici. 

 Ecco alcuni accorgimenti da seguire per una frittura di qualità 

Come avrete notato, la frittura dei ristoranti o dei fast food è una scelta totalmente nociva a causa degli oli usati. Ma in casa possiamo avvalerci di qualche trucco per una frittura migliore. 

  • È meglio non riutilizzare l’olio che è già stato fritto. 
  • I livelli di cottura devono essere ridotti in modo da non bruciare i cibi. Friggere gli alimenti poco alla volta aiuta a facilitare questo passaggio. La frittura dorata è quella da preferire. 
  • Le spezie, o sale, dovrebbero essere evitatati perché accelerano la disgregazione dei grassi. È consigliabile salare al momento del consumo. 
  • Una volta fritti, gli alimenti vanno asciugati su carta paglia, non assorbente (il tipo di carta assorbente potrebbe avere sostanze chimiche) 
  • Padelle di ferro o acciaio antiaderenti sono la migliore scelta per la frittura.