La cattedrale di Gallipoli: dove il barocco custodisce una Madonna arrivata dal mare
C'è un momento preciso in cui Gallipoli si svela davvero: quando, attraversato il ponte che separa il borgo moderno dall'isola antica, si imbocca il dedalo di vicoli che porta al punto più alto del centro storico. Lì, senza preavviso, la facciata della cattedrale si apre davanti agli occhi come un sipario di pietra. Non è una visione che si dimentica facilmente.
Un colosso barocco sull'isola antica
La basilica concattedrale di Sant'Agata è il duomo di Gallipoli, concattedrale della diocesi di Nardò-Gallipoli, basilica minore e monumento nazionale italiano. In stile barocco, l'edificio è sorto nel XVII secolo su una preesistente chiesa romanica intitolata a San Giovanni Crisostomo. La costruzione fu un cantiere lungo e ambizioso: edificata tra il 1629 e il 1696, è il monumento più rappresentativo del barocco gallipolino. A volerla così grande e solenne fu la devozione di un'intera comunità, ma anche il mecenatismo privato: la tradizione attribuisce l'avvio dei lavori anche alla generosità di benefattori locali che finanziarono il progetto dell'architetto Giovan Bernardino Genuino.
La monumentale facciata in stile barocco, intagliata nel carparo — una pietra di tufo locale —, si sviluppa su due ordini, coronati in alto dal frontone che reca incisa la data di conclusione dei lavori: A.D. 1696. All'interno, a pianta a croce latina, tre navate sono separate da dodici colonne doriche, sulle quali corre un cornicione con metope che illustrano le storie della vita di Sant'Agata e dell'arrivo della sua reliquia a Gallipoli. Ogni dettaglio architettonico racconta qualcosa: è una cattedrale che parla, che narra, che non smette mai di rivelare nuovi strati di storia a chi si ferma ad ascoltarla.
Una pinacoteca sotto la volta sacra
Conosciuta anche come Duomo di Gallipoli, la cattedrale è dedicata alla patrona della città ed è stata dichiarata monumento nazionale già sotto Vittorio Emanuele III, nel 1940, riconoscimento che ne sancisce il valore non solo religioso ma anche artistico e storico. Il suo interno è, a tutti gli effetti, una pinacoteca a cielo sacro. Trionfa il colore degli oltre 700 metri quadrati di tele, dipinte tra il Seicento e il Settecento da una schiera di artisti locali e napoletani, tra i quali spiccano il gallipolino Giovanni Andrea Coppola e Giovan Domenico Catalano.
La pittura riveste un ruolo importante sia con le grandi tele di Giovanni Andrea Coppola (1597–1659) — che firma, tra gli altri, le Anime del Purgatorio, San Giorgio, i Miracoli di San Francesco di Paola, l'Adorazione dei Magi, l'Assunta e il Martirio di Sant'Agata — sia con le opere del pittore giordanesco Nicola Malinconico (1663–1727), di cui in controfacciata campeggia la Cacciata dei mercanti dal Tempio. Lungo i muri perimetrali delle navate vi sono otto cappelle laterali, mentre sui muri di fondo del transetto dominano due maestosi altari dedicati uno a Sant'Agata e l'altro a San Sebastiano. Nel transetto, accanto all'abside, si aprono anche due cappelle rivestite interamente in marmi policromi, una destinata alla custodia eucaristica e l'altra dedicata alla Madonna del Buon Consiglio.
Il quadro che arrivò dal mare
Ma tra tutti i tesori custoditi dalla cattedrale, ce n'è uno che ha un'origine del tutto diversa dai pennelli di un maestro in bottega: il dipinto della Madonna delle Grazie, collocato al quarto altare della navata sinistra. La tradizione orale gallipolina racconta che, agli albori del Seicento, alcuni pescatori avvistarono nelle acque dello Ionio una tavola dipinta che galleggiava, trasportata dal mare come un messaggio. Quando la sollevarono per portarla a riva, la strinsero con tanta forza — per lo stupore, per la devozione, forse per la paura di perderla — che le loro dita lasciarono un'impronta nel legno, segno visibile di quell'incontro straordinario tra gli uomini del porto e l'immagine sacra.
Di notevole rilievo è la raffigurazione della Vergine col Bambino tra i Santi Andrea Apostolo e Giovanni Battista, inquadrata in una cornice di undici formelle. A conferire maggior pregio alla tela contribuiscono gli undici piccoli dipinti su legno — sei di forma ovale e cinque rettangolari, inseriti alternativamente sui tre lati di una fascia istoriata che inquadra la tela stessa — opera di Giovanni Andrea Coppola, il quale, adoperando la particolare tecnica del dipingere smaltato, vi raffigura episodi della vita di Cristo, della Vergine e di alcuni Santi sul legno leggermente convesso. L'opera originale di Catalano e l'intervento successivo di Coppola si fondono così in un dialogo artistico unico, dove la devozione popolare e la perizia tecnica si intrecciano attorno a un medesimo soggetto sacro.
La patrona, la reliquia e il legame con il mare
Non va dimenticato che la cattedrale porta il nome di Sant'Agata, la vergine martire catanese alla quale i gallipolini sono profondamente legati. Il cornicione perimetrale interno illustra proprio le storie della vita di Sant'Agata e dell'arrivo della sua reliquia a Gallipoli — un secondo racconto di qualcosa che giunse da lontano, per volontà di forze che andavano oltre la semplice navigazione. La cattedrale conserva ancora la reliquia di San Fausto , e custodisce memorie di una storia sacra stratificata nei secoli.
Gallipoli è una città che ha sempre guardato il mare con occhi capaci di vedere oltre la superficie. I pescatori che ogni mattina uscivano dal porto conoscevano il rischio, ma conoscevano anche la grazia — quella che a volte arriva su una zattera, con il volto di una Madonna e le mani di qualcuno che ha osato tenerla stretta. Oggi, nell'ombra fresca della navata sinistra, il quadro è ancora lì. E le impronte, dicono, anche.
Fonti e approfondimenti
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Basilica concattedrale di Sant'Agata – Wikipedia it.wikipedia.org ↗
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Altare della Madonna delle Grazie – Cattedrale Gallipoli (sito ufficiale) cattedralegallipoli.it ↗
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Cattedrale di Gallipoli, duomo barocco dedicato a Sant'Agata – Puglia.com puglia.com ↗
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Parrocchia Concattedrale di S. Agata – Diocesi di Nardò-Gallipoli diocesinardogallipoli.it ↗
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La Basilica Cattedrale di Sant'Agata – Gallipoli nel Salento gallipolinelsalento.it ↗
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Cattedrale di Sant'Agata – Comune di Gallipoli comune.gallipoli.le.it ↗
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