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Non è Alberobello la Puglia dei giapponesi: Lecce li conquista, e un trullo a due piani li sorprende

di Lorenzo Sansò · Giornalista — Turismo e territorio · 17 Giugno 2026 · 5 min di lettura
Il Trullo Sovrano di Locorotondo, unico trullo a due piani della Puglia, nella Valle d'Itria al tramonto

C'è un'immagine della Puglia che il mondo ha ormai metabolizzato: quella di Alberobello, con i suoi rioni di trulli bianchi affollati di turisti, le cupole coniche che puntano il cielo come dita di pietra, i vicoli trasformati in un susseguirsi di boutique e souvenir. Eppure, quando si analizzano i flussi reali di chi viene dall'altra parte del mondo — dal Giappone, per intenderci — la mappa si riscrive in modo sorprendente. La città che i viaggiatori giapponesi mettono in cima alla loro lista pugliese non è il borgo UNESCO per eccellenza. È Lecce. E nella Valle d'Itria, quasi nascosto agli occhi di chi corre dritto verso Alberobello, li aspetta un trullo che non assomiglia a nessun altro.

Lecce, la vera calamita per i viaggiatori dall'Oriente

I dati elaborati da Lybra Tech sull'estate 2023 restituiscono un quadro che merita attenzione. Al quarto posto nella classifica delle mete italiane preferite dai turisti orientali, dopo le grandi città d'arte, compare il Salento: e sono soprattutto i giapponesi a scegliere questa destinazione, con Lecce che si posiziona come la meta principale del loro interesse. Non è un risultato casuale. Analizzando i dati sulla pressione della domanda, emerge che gli orientali preferiscono le strutture ricettive dell'entroterra rispetto a quelle costiere , un dettaglio che racconta molto di come questi viaggiatori vivono la Puglia: non come una destinazione balneare, ma come un viaggio nella storia e nell'architettura. Oltre a Lecce, le ricerche si concentrano anche su Manduria, Nardò, Gallipoli e Brindisi.

Alberobello non sparisce dalla mappa, beninteso. La presenza della Puglia tra le destinazioni più desiderate dagli orientali si conferma anche con la Valle d'Itria e la Murgia, con Ostuni e Alberobello ai primi posti. Ma è significativo che il borgo dei trulli per antonomasia debba cedere il primato a una città barocca, leccese nel senso più pieno del termine, con le sue facciate scolpite nel tufo dorato. Una scelta che rivela un gusto raffinato, non il semplice inseguimento dell'icona fotografica più condivisa sui social.

Che la Puglia stesse puntando con convinzione sul mercato giapponese lo conferma anche l'attività istituzionale di Pugliapromozione. La regione ha partecipato al TEJ Tourism Expo Japan, la principale fiera internazionale del turismo in Giappone, con un'area dedicata alla Puglia nel padiglione Italia curato da ENIT. È stata inoltre avviata una campagna per il posizionamento della Puglia in Giappone attraverso ledwall in aeroporto e online sul più importante quotidiano giapponese, l'Asahi Shimbun. Un investimento che, alla luce dei dati di domanda, sembra aver trovato un terreno fertile.

Il trullo che sfida le regole: il Trullo Sovrano di Locorotondo

Ma c'è un altro tassello di questa storia che merita di essere raccontato, lontano dal clamore di Alberobello. Chi si avventura nella Valle d'Itria con occhio curioso e non si ferma alla meta più ovvia, può imbattersi in qualcosa di architettonicamente impossibile, almeno secondo le regole tradizionali del trullo: un edificio a due piani. A Locorotondo si trova il Trullo Sovrano, l'unico trullo a due piani che esiste, oggi trasformato in museo. La struttura risale alla metà del XVIII secolo ed è un esempio eccezionale di architettura trullistica, capace di affascinare visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

Per capire perché questa costruzione risulti così sorprendente, bisogna tenere a mente la natura stessa del trullo. I trulli sono edifici composti da un cilindro sormontato da un cono, costruiti in pietra a secco senza l'utilizzo di malta o altri materiali di collegamento; nonostante la forma semplice e i mezzi di costruzione molto primitivi, raggiungono una statica ammirevole, tanto da risultare architettonicamente perfetti. Elevare questa struttura su due livelli, mantenendo la coerenza costruttiva e la tenuta statica, fu un'impresa che non ha precedenti né successori: il Trullo Sovrano rimane, ancora oggi, un unicum assoluto.

Se Alberobello rimane il cuore pulsante del mondo dei trulli, non è l'unico luogo dove si possono ammirare queste suggestive costruzioni: l'intera Valle d'Itria, territorio che si estende tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, è costellata di trulli, e il loro fascino si può ritrovare in numerosi comuni pugliesi, tra cui spiccano Locorotondo, Cisternino, Martina Franca e Ostuni. È in questo paesaggio che il Trullo Sovrano si inserisce come un'anomalia preziosa, una deviazione dal canone che diventa a suo modo leggenda.

Un turismo che cerca l'autentico, non solo la cartolina

Ciò che accomuna la scelta di Lecce e la scoperta del Trullo Sovrano di Locorotondo è, in fondo, la stessa logica: quella di un turismo che va oltre l'immagine già nota. Le vacanze dei turisti giapponesi si distinguono per una caratteristica particolare: la permanenza media tende a essere molto breve, con i turisti giapponesi che si fermano in media per 1,5 notti. Poche ore, ma evidentemente dense di significato, scelte con cura chirurgica. Non il turismo di massa che assedia i rioni di Monti e Aia Piccola ad Alberobello nelle mattine di luglio, ma un pellegrinaggio laico verso ciò che è raro, specifico, difficilmente replicabile altrove.

La Puglia, in questo senso, sta imparando a raccontarsi in modo più sfumato. Non solo come la regione dei trulli-cartolina o del mare cristallino, ma come un territorio dove l'unicità si nasconde a volte in un angolo inaspettato di un borgo della Valle d'Itria, dove un edificio del Settecento a due cupole sovrapposte racconta secoli di ingegno contadino. E dove una città barocca, lontana dalla costa, conquista viaggiatori che hanno attraversato un oceano per capire cosa rende questo pezzo d'Italia diverso da tutto il resto.

Fonti e approfondimenti

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