Taranto, la città dei due mari che fece tremare Roma: storia del porto più temuto del Mediterraneo antico
C'è un momento, nel 282 avanti Cristo, in cui la storia del Mediterraneo avrebbe potuto prendere una piega completamente diversa. Una flotta romana di dieci navi da guerra, al comando del duumviro navale Lucio Valerio, stava navigando nel golfo di Taranto per portare soccorso all'alleata città di Turi, attaccata dai Lucani. Mentre transitava al largo di Taranto, la formazione di navi rostrate venne avvistata dai Tarentini, intenti a celebrare i Baccanali nel loro teatro cittadino, affacciato sul Mar Grande. Quello che accadde subito dopo avrebbe dato il via a una guerra destinata a coinvolgere persino Pirro, re dell'Epiro. Ma per capire perché Taranto potesse permettersi di sfidare Roma, bisogna partire dalla geografia.
Una fortezza naturale tra due acque
Taranto non è una città che si affaccia sul mare: è una città che il mare la abbraccia da ogni lato, la penetra, la definisce. La città è conosciuta come "la città dei due mari", essendo bagnata dal Mar Grande lungo la costa esterna, racchiusa nella baia delimitata a nord-ovest dalla Punta Rondinella e a sud dal Capo San Vito, nonché dal Mar Piccolo, che costituisce un vasto bacino interno. Non si tratta di una semplice curiosità geografica: per chiunque ragionasse in termini militari nell'antichità, questa conformazione era semplicemente imbattibile.
Il Mar Grande, aperto verso il Golfo di Taranto e lo Ionio, rappresenta il porto commerciale e militare della città, mentre il Mar Piccolo è un bacino interno di acqua salmastra, formato da due seni separati da alcune isole, che costituisce un ecosistema unico. Il Mar Grande è circoscritto dalla terraferma, dall'isola della Città Vecchia, da Capo San Vito, dalle isole Cheradi di San Pietro e San Paolo e da altre formazioni costiere, e comunica con lo Ionio attraverso due aperture, una delle quali è chiamata "Bocca del Diavolo". Già il nome dice tutto: non era un porto che si entrava per sbaglio.
Il Mar Piccolo, con le sue acque calme e protette, ha servito come porto naturale per Taranto fin dall'antichità. Durante il lento scorrere della storia, Taranto visse splendori e miserie, ma è sempre esistito un forte legame tra la città e il suo bacino interno, porto naturale riparato dai forti venti dello scirocco e del libeccio, e preziosa fonte di pesce e frutti di mare. Le flotte potevano rifugiarsi nel Mar Piccolo e restare invisibili agli occhi di chi navigava al largo, pronte a uscire quando il momento fosse propizio.
Taras, la città spartana che dettava legge sul mare
Questa peculiarità geografica ha reso Taranto strategicamente importante fin dall'antichità, quando i Greci fondarono qui Taras nel 706 a.C., rendendola una delle più potenti città della Magna Grecia. Le sue origini spartane non erano un dettaglio secondario: i fondatori portarono con sé una cultura militare e navale che avrebbe plasmato il carattere della città per secoli. Sin dalle prime fasi della sua storia, tra l'VIII e il II secolo avanti Cristo, Taranto, una delle metropoli della Magna Grecia, si distinse come centro di commerci e traffici marittimi, quale porto inserito nelle grandi rotte del Mediterraneo.
Il momento di massimo splendore coincise con la guida di Archita, statista, filosofo e matematico che trasformò la città in qualcosa di più di una semplice potenza regionale. Sotto Archita, Taranto raggiunse il suo massimo potere e ricchezza, diventando la città più importante della Magna Grecia, il principale porto commerciale dell'Italia meridionale, produttore ed esportatore di merci per la Grecia, e costituì un grande esercito supportato dalla flotta maggiore dell'Italia meridionale. Era, in sostanza, l'unica vera potenza navale della penisola italica prima che Roma si organizzasse sul mare.
Dal suo porto, nel Mar Piccolo, Taranto esercitava i propri commerci navali in tutte le acque del Mediterraneo centrale e manteneva degli stretti legami con Sparta e con vari altri regni ellenistici. E la sua influenza era così radicata che persino le grandi potenze del tempo ne percepivano il peso: nel 367 a.C., Cartagine e gli Etruschi firmarono un patto per contrastare il potere di Taranto nell'Italia meridionale. Quando i tuoi nemici si alleano tra loro per fermarti, è la prova più eloquente della tua forza.
Lo scontro con Roma e la flotta che non si poteva ignorare
Con Roma il rapporto fu sempre ambivalente, oscillando tra accordi commerciali e rivalità aperta. Taranto aveva la forza navale più potente in Italia e si affrettò ad accordarsi con Roma, chiedendo che le navi romane non entrassero nel Golfo di Taranto. Era una richiesta che suonava come un ultimatum: queste acque sono mie, non avvicinarti. Questa situazione portò inevitabilmente a un conflitto tra Taranto e Roma, dal momento che Taranto sentiva che Roma interferiva negli affari delle colonie greche dell'Italia meridionale, che i Tarentini consideravano sotto il loro dominio.
L'incidente del 282 a.C. fu la scintilla. Il duumviro navale Lucio Valerio, al comando di una flotta di dieci navi da guerra triremi, fu inviato dal Senato nel golfo di Taranto per rassicurare l'alleata città di Turi. Mentre transitava al largo, la formazione venne avvistata dai Tarentini intenti a celebrare i Baccanali nel loro teatro affacciato sul Mar Grande, e la comparsa di vele militari romane in quelle acque fu per essi un evento del tutto inatteso e sconcertante. La reazione tarantina non fu diplomatica: le navi romane vennero attaccate. Era guerra.
Il conflitto che ne seguì — noto come Guerra di Pirro — rivelò quanto Taranto fosse ancora capace di mobilitare risorse enormi, chiamando in suo soccorso il re epirota con il suo esercito di elefanti da guerra. Solo dopo anni di battaglie Roma riuscì a piegare definitivamente la città, nel 272 a.C. Un lungo periodo di decadenza seguì la conquista della città da parte dei Romani, che preferirono altri porti per gestire le loro relazioni commerciali con l'Oriente.
Cosa resta di quel mare che non si poteva sfidare
La sconfitta politica non cancellò la vocazione marittima del luogo. Solo il Mar Piccolo continuò ad avere notevole importanza, sia per la produzione del bisso che della porpora. Il Mar Piccolo rappresentò anche la sede di fruttuose attività legate all'estrazione del pigmento della porpora dai murici e alla filatura del bisso, la cosiddetta lana pinna, prelevato dalla grande pinna nobile e utilizzato per tessere stoffe pregiate. Materie preziose, commerciate in tutto il Mediterraneo, che continuarono a far circolare ricchezza anche quando le navi da guerra non solcavano più quei fondali.
Nel Mar Piccolo sfociano piccoli fiumi, tra cui il Galeso, un corso ricco di storia descritto da Virgilio, Orazio e da numerosi viaggiatori. Il fatto che poeti come Virgilio e Orazio sentissero il bisogno di celebrare quelle acque dice qualcosa sulla persistenza del fascino di Taranto anche agli occhi dei vincitori romani. La "Bocca del Diavolo" era ancora lì, i due seni del Mar Piccolo continuavano a custodire i loro segreti, e la città che aveva osato sfidare l'espansione di Roma restava, nel paesaggio e nella memoria, qualcosa di irriducibile.
Oggi quel doppio sistema portuale è ancora il cuore pulsante della città: con l'Unità d'Italia, Taranto assunse il ruolo di piazzaforte marittima e vide sorgere, nel bacino del Mar Piccolo, quell'Arsenale Militare che ha rappresentato per anni uno dei capisaldi della Marina Italiana. La storia, come spesso accade in Puglia, non smette mai di essere presente. Le due bocche di mare che duemila anni fa facevano tremare i senatori romani sono ancora lì, aperte sullo Ionio, silenziose e profonde.
Fonti e approfondimenti
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TARAS – TARENTUM: la storia antica della città fra i due mari – Ocean4Future ocean4future.org ↗
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Bellum Tarentinum – Roma Aeterna romaeterna.org ↗
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Taranto, la città dei due mari – Fondazione Terra d'Otranto fondazioneterradotranto.it ↗
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Il porto di Taranto – Cenni Storici – Autorità di Sistema Portuale port.taranto.it ↗
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Mar Piccolo e Mar Grande – Archivi della Scienza archividellascienza.org ↗
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Taranto nell'epoca romana – Ocean4Future ocean4future.org ↗
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