Porto Badisco, dove l'acqua dolce incontra il mare: la sorgente nascosta e il mito di Enea sul primo lembo d'Italia
C'è un momento, nella calda quiete di una mattina d'estate sul basso Adriatico, in cui il mare di Porto Badisco smette di essere semplicemente mare. Accade quasi senza preavviso: nuotando verso riva, vicino alla sabbia dorata che chiude la baia sul lato sinistro, la temperatura dell'acqua cala di colpo, la visuale si annebbia leggermente, e ci si accorge che qualcosa di insolito sta accadendo sotto la superficie. Non è un difetto della maschera, né un capriccio delle correnti. È acqua dolce, che affiora dal fondo e si mescola al salato dell'Adriatico con la discrezione di chi lo fa da millenni.
Una sorgente ai piedi del mare
Dalla sabbia, sul lato sinistro della piccola baia, affiora acqua dolce che si trasforma in un piccolo rigagnolo lungo pochi metri prima di finire in mare: è una sorgente, uno degli ultimi rami del fiume sotterraneo in cui convogliano le acque della Valle dei Cervi, che si apre da Minervino fino a Badisco. Un sistema idrico nascosto, tutto carsico, che percorre il sottosuolo salentino per chilometri prima di trovare sfogo proprio qui, in quella che è altrimenti una costa di roccia bianca e ginestre gialle. Fino agli anni Sessanta, del resto, alle spalle della spiaggetta si trovava persino un laghetto di acqua dolce, formatosi dalle acque piovane e dalle tante sorgenti che tutt'oggi sfociano in mare. Il laghetto è scomparso, ma la sorgente è rimasta, fedele al suo appuntamento quotidiano con l'Adriatico. Chi pratica snorkeling può ancora oggi notare che in alcuni punti la visuale si annebbia: non è la maschera, ma la miscela di acqua dolce e salata presente in quel tratto.
Porto Badisco è una località balneare situata nel territorio del comune di Otranto, in provincia di Lecce, che si affaccia sul mar Adriatico e dista meno di 8 km da Otranto, 37 km da Lecce, 8 km da Santa Cesarea Terme e 15 km da Castro. La baia è stata creata dall'azione di un fiume che in questo punto una volta sfociava al mare, e presenta un'estensione di circa 500 metri delimitata ai lati da due scogliere. Nel mezzo, proprio al centro della baia ricoperta dal manto giallo delle ginestre che spuntano sulle rocce, c'è una graziosa spiaggetta larga poche decine di metri e affacciata sul mare verde-blu, terso e cristallino. Poca roba, in apparenza. Eppure sufficiente a contenere secoli di storia e uno dei miti fondativi della civiltà occidentale.
Enea e la disputa sul primo approdo
Secondo un'interpretazione ricorrente, fu Badisco il primo approdo di Enea descritto nell'Eneide di Virgilio: l'eroe vi avrebbe fatto scalo nel suo viaggio in Italia dopo la fuga da Troia. Secondo la leggenda virgiliana, l'eroe protagonista dell'Eneide sarebbe fuggito via mare dalla città greca in fiamme, portandosi in spalla il padre Anchise e accompagnato dal figlio Ascanio, per poi approdare, dopo un lungo viaggio, proprio a Porto Badisco. La tradizione locale è così radicata che quando la zona fu scoperta negli anni Settanta dal Gruppo Speleologico De Lorentiis, fu chiamata inizialmente proprio "Antro d'Enea".
La questione, però, non è mai stata risolta del tutto, e probabilmente non lo sarà. Nell'Eneide Virgilio racconta la fuga di Enea da Troia verso il Salento, ma ancora oggi la disputa sul luogo preciso dello sbarco è aperta tra almeno quattro località: Otranto, Porto Badisco, Castro e Leuca. I riferimenti letterali del III canto dell'Eneide fanno riferimento a un posto ben popolato, con un tempio dedicato a Minerva frigia posto molto in alto rispetto alla costa e con un porto ad arco difeso da uno scoglio, elementi che spingono a ricollegare il luogo descritto nell'opera virgiliana ad altre località della costa. Studi recenti hanno evidenziato che Virgilio avrebbe più probabilmente immaginato tale sbarco nei pressi di Roca Vecchia, punto d'approdo di una rotta molto frequentata nell'antichità, oppure a Castro Marina, dove sono stati rinvenuti i resti di un tempio dedicato a Minerva. Una prova certificata anche nel 2021 da La Rotta di Enea, uno dei quarantacinque itinerari culturali riconosciuti dal Consiglio d'Europa, che in ventuno tappe ripercorre il viaggio dell'eroe prima del suo arrivo a Roma: per ora, la storia ufficiale assegna il primato a Castro, il cui antico porto è denominato proprio "Porto di Enea". Anche se gli studiosi tendono ad associare la descrizione dell'Eneide alla vicina Castro, la leggenda conferisce a Porto Badisco un fascino mistico che rende il luogo ancor più suggestivo.
La Grotta dei Cervi e il tempo prima dei miti
Al di là di ogni disputa letteraria, Porto Badisco custodisce testimonianze umane ben più antiche di qualsiasi poema epico. In questa località è situata la Grotta dei Cervi, un complesso ipogeo ornato da formazioni stalattitiche e stalagmitiche che quattro millenni fa ospitò i primi abitanti della zona: si tratta di un anfratto sotterraneo lungo tre chilometri, diviso in tre tronconi, che racchiude migliaia di iscrizioni, dipinti di mani, di cacciatori, di soli e pettini con scene di caccia, impronte personali e simboli rimasti a testimonianza della presenza umana, attraendo archeologi e paleontologi da tutto il mondo. Sui suoi muri sono stati ritrovati pittogrammi risalenti al Neolitico, che rappresentano quasi tutti scene di vita quotidiana o battute di caccia. Quasi tutti: c'è una figura che non si riesce ancora a decifrare, nonostante i numerosi tentativi e le numerose ipotesi — il pittogramma più conosciuto della Grotta dei Cervi, diverso da tutti gli altri, che racchiude in sé tanto mistero.
A Porto Badisco le grotte in realtà non si contano: c'è la Grotta Funeraria, di origine marina, dove sono stati trovati altri resti di insediamenti umani risalenti al Neolitico, detta anche Cunicolo del Diavolo o Buco del Diavolo, uno dei luoghi preferiti dai pescatori che si avventuravano in mare di notte. Il territorio, del resto, dall'ottobre 2006 rientra nel Parco della costa di Otranto-Santa Maria di Leuca e del bosco di Tricase, istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.
Un luogo che resiste al tempo
Porto Badisco è, in qualche modo, un posto che non si lascia domare facilmente. Pur essendo molto frequentata, soprattutto in estate, non ospita il turismo di massa, la movida notturna e il caos tipico della bella stagione, permettendo invece di apprezzarne la natura, i paesaggi, il mare cristallino e soprattutto la sua storia ricca di mistero e suggestione. Anche arrivarci richiede un piccolo sforzo: la spiaggia non è accessibile direttamente in auto, e in alta stagione è raggiungibile tramite un servizio navetta. È come se il luogo pretendesse, da chi lo vuole visitare, almeno un gesto di intenzione.
Nel frattempo, silenziosa e indifferente a leggende, scavi e classifiche turistiche, la sorgente continua il suo lavoro antico. Affiora dalla sabbia, percorre pochi metri sul bagnasciuga, e poi si consegna all'Adriatico. Un piccolo miracolo idrogeologico che, su quattrocentoquarantaquattro chilometri di costa pugliese, non ha eguali. Forse non è un caso che proprio qui, in questo punto dove la terra smette di trattenere l'acqua e la lascia andare verso il mare, qualcuno abbia scelto di immaginare l'arrivo di un eroe che cercava una nuova patria.
Fonti e approfondimenti
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Porto Badisco – Wikipedia it.wikipedia.org ↗
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Porto Badisco: Nel mare della leggenda – Perle di Puglia perledipuglia.it ↗
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Porto Badisco: il leggendario approdo di Enea e la stupenda Grotta dei Cervi – MeteoWeb meteoweb.eu ↗
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Porto Badisco (LE) – L'approdo di Enea – Nautica Report nauticareport.it ↗
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Cenni Storici – Porto Badisco e Dintorni portobadiscoedintorni.it ↗
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Porto Badisco: il primo approdo di Enea in Italia – Salento da Scoprire salentodascoprireblog.it ↗
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La leggenda dell'approdo di Enea – Dontotu dontotu.it ↗
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