Torre Sant'Andrea a Melendugno: quattro secoli di storia tra la torre saracena del 1568 e il faro sulla scogliera adriatica
Ci sono luoghi dove il tempo non scorre in modo ordinario. Dove ogni mattina, il sole sorge su pietre che hanno visto passare galee, corsari, pescatori e fotografi; dove la costa non è semplicemente una riva ma un archivio di pietra calcarea. Torre Sant'Andrea, piccola marina del comune di Melendugno, in provincia di Lecce, è uno di questi luoghi. A poco più di venti chilometri da Lecce e a due passi da Otranto, tra Torre dell'Orso e la Baia dei Turchi, si trova questo antico villaggio di pescatori. Chi arriva qui per la prima volta ha spesso la sensazione di imbattersi in qualcosa di irrisolto, di sospeso tra storia e natura — e non si sbaglia.
Una torre nata per difendere un porto
Tutto parte dalla torre. È la più meridionale del comune di Melendugno e fu costruita nel 1568, nell'area settentrionale della caletta di Sant'Andrea, con il compito di proteggere il piccolo porto che un tempo esisteva in quel punto. Siamo nella seconda metà del Cinquecento, in piena stagione dei corsari: il Mediterraneo orientale bruciava di incursioni, e il Salento adriatico era una delle coste più esposte d'Italia. Le torri costiere — una catena di avamposti che scandivano il litorale pugliese — servivano a garantire la vista più ampia possibile sul mare aperto, ad accendere fuochi di segnalazione al minimo avvistamento di vele nemiche. Con questa torre di difesa cinquecentesca e il piccolo porticciolo, approdo per pescatori e piccole barche da diporto, il panorama acquista un fascino che ha del favoloso. La struttura sopravvive ancora oggi, silenziosa custode di una memoria che pochi cartelli turistici riescono davvero a restituire.
Il faro, figlio del Regno d'Italia
Accanto alla torre saracena, in posizione sopraelevata sulla scogliera, si erge il faro. La sua storia è più recente ma altrettanto densa. Il faro propriamente detto è entrato in funzione nel 1866, quando il neonato Regno d'Italia decise di potenziare l'illuminazione delle coste nazionali; per decenni i guardiani del faro vissero nelle casette annesse alla struttura. Oggi il faro è inattivo dal 1970 , eppure la sua presenza bianca sul cocuzzolo di roccia calcarea continua a dominare il paesaggio e a orientare — almeno visivamente — chiunque si avvicini alla costa. Costeggiata la torre saracena e il faro a picco sulla scogliera, si arriva alla piccola e caratteristica spiaggia principale della località, circondata da graziosi localini sul mare. È una sequenza quasi cinematografica: prima la sentinella medievale, poi il faro ottocentesco, poi il mare.
Una costa scolpita dall'Adriatico
Sarebbe però un errore ridurre Torre Sant'Andrea ai suoi manufatti storici, per quanto straordinari. Il vero protagonista di questo tratto di litorale è la roccia stessa. Ci troviamo in un tratto di costa di inimmaginabile bellezza, dove giganteschi ammassi di roccia calcarea emergono dalle acque limpide e cristalline dell'Adriatico, dando vita a uno degli scenari più spettacolari della Puglia. Tra Lecce e Otranto, nella località balneare di Torre Sant'Andrea, si stende una costa rocciosa e alta, dove i faraglioni — conosciuti localmente come "Punta de lu Pepe" — la fanno da padrona. Sono un'opera d'arte della natura, uno scontro di elementi in cui l'acqua del mare ha plasmato la bianca roccia, dando vita a quelli che sembrano "guardiani" che fanno compagnia al maestoso faro sovrastante questo tratto di costa.
Il litorale è caratterizzato da un susseguirsi di spiaggette, insenature, dune e calette, con la presenza di piatti isolotti nella zona settentrionale e di faraglioni in quella meridionale, ospita ampie aree pinetate e diverse specie arbustive della macchia mediterranea. Alle spalle della caletta si stende una meravigliosa pineta che arriva fino ai Laghi di Alimini. Camminare da qui verso nord, seguendo il costone, è un'esperienza che mescola vertigine e quiete.
L'arco che non c'è più
Non si può raccontare Sant'Andrea senza nominare ciò che il febbraio 2026 ha portato via. Sotto i colpi di mareggiate violentissime e piogge incessanti, l'arco naturale conosciuto da tutti come l'Arco degli Innamorati — che caratterizzava i faraglioni di Sant'Andrea sul litorale frastagliato di Melendugno — è crollato rovinosamente, scivolando nel blu dell'Adriatico che per secoli lo aveva modellato con cura. «Sparisce uno dei tratti turistici più famosi della nostra costa e dell'Italia intera», ha commentato il sindaco di Melendugno. La perdita ha colpito nel profondo i salentini: «È stato un triste risveglio, abbiamo perso un pezzo di storia», è stato il messaggio unanime, mentre sui social si moltiplicavano i ricordi d'infanzia legati a quei luoghi. Il crollo è stato l'epilogo drammatico di un processo di erosione costiera che negli ultimi anni si è fatto sempre più aggressivo.
Cosa resta, e perché vale la pena venire
Eppure Torre Sant'Andrea non si misura solo in ciò che ha perduto. Si tratta di un piccolo gioiello situato sulla costa adriatica della Puglia, nel cuore del Salento, un comune premiato più volte con la Bandiera Blu per la qualità delle acque e la bellezza del litorale. La sua posizione strategica la rende una base ideale per esplorare il Salento: a pochi minuti d'auto si trovano luoghi iconici come Torre dell'Orso, Roca Vecchia con la famosa Grotta della Poesia e le spiagge degli Alimini. Dalla costa melendugnese, nelle giornate più limpide, è persino possibile vedere a occhio nudo l'isola di Saseno e i rilievi montuosi dell'Albania.
La torre cinquecentesca e il faro ottocentesco restano lì, affiancati, come due testimoni silenziosi di una storia che non si è mai interrotta davvero. Arrivando al piccolo villaggio e costeggiando la torre saracena e il faro a picco sulla scogliera, si raggiunge la spiaggia principale, circondata da localini affacciati sul mare. Non è un paesaggio urlato, non è la Puglia da cartolina patinata. È qualcosa di più difficile da spiegare: una costa che ha fatto della resistenza — al vento, all'erosione, ai corsari — la propria identità più profonda. E che continua a resistere, pietra dopo pietra, anche quando qualcosa crolla.
Fonti e approfondimenti
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Torre Sant'Andrea: spiaggia, faraglioni e cosa vedere – HD Salento hdsalento.com ↗
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Faro de Torre Sant'Andrea: histórico faro de 1866 – ItalyTripper italytripper.com ↗
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Torre Sant'Andrea: scopriamo la spiaggia dei faraglioni – Corte del Salento cortedelsalento.net ↗
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Torre Sant'Andrea, la meravigliosa costa dei faraglioni – MyBestPlace mybestplace.com ↗
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Faraglioni di Torre Sant'Andrea – TourEventItalia toureventitalia.com ↗
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Crollo Arco Sant'Andrea: addio all'Arco degli Innamorati – Puglia.com puglia.com ↗
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