Castel del Monte ha otto torri ottagonali, ma nessuna porta verso nord: il vuoto astronomico che Federico II nascose nella pietra
Ci sono edifici che si lasciano guardare, e poi c'è Castel del Monte. Quello che si vede arrivando dalla strada che taglia le Murge occidentali — una collina a 540 metri sul livello del mare da cui si domina la regione circostante — non è semplicemente un castello medievale. È una domanda rivolta al cielo, costruita in pietra calcarea chiara, e che dopo quasi otto secoli non ha ancora ricevuto una risposta che metta tutti d'accordo. La cosa più inquietante, però, non è ciò che si vede. È ciò che manca: nessuna apertura, nessuna porta, nessuna finestra punta verso nord. Un vuoto preciso, calcolato, voluto.
Un imperatore e la sua ossessione per l'otto
Fatto costruire nel 1240 dall'imperatore Federico II di Svevia, Castel del Monte è universalmente noto per la sua peculiare forma ottagonale. Ma dire "ottagonale" è quasi riduttivo, perché la pianta è un ottagono perfetto, con otto torri ottagonali agli angoli e un cortile ottagonale al centro, e il numero otto si ripete in modo così sistematico — otto sale per piano, otto finestre, otto tutto — che è impossibile non sospettare che ci fosse un disegno preciso dietro. La decorazione interna spinge il simbolismo ancora più in profondità: otto fiori quadrifogli su una cornice del portale di ingresso e otto sull'altra, otto foglie sui capitelli delle colonne nelle stanze, otto foglie sulla chiave di volta, e poi ancora otto in ogni sala, in ogni dettaglio scultoreo. Non è ridondanza decorativa. È un codice.
Per capire perché Federico scelse proprio questo numero, bisogna guardare oltre le mura. L'ottagono richiama la volta celeste: affine al cerchio, evoca l'idea di eternità; l'otto era considerato numero sacro, simbolo di resurrezione, oltre che attributo di Maria. Ma c'è anche una lettura politica: l'edificio, visto da lontano, appare molto simile a una corona, e in particolare a quella con cui fu incoronato Federico II stesso, anch'essa ottagonale. Un castello che è insieme tempio, orologio celeste e corona di pietra. Ogni singolo aspetto di Castel del Monte rimanda al suo fondatore e alla sua personalità misteriosa, affascinante e poliedrica, da cui deriva probabilmente l'appellativo "stupor mundi".
Il portale guarda l'equinozio, le torri tracciano i solstizi
L'assenza di aperture verso nord non è un caso né un limite costruttivo: è una scelta astronomica. Il portale di ingresso principale si apre sulla parete della struttura ottagonale orientata approssimativamente a est, vale a dire di fronte al punto in cui sorge il sole in coincidenza degli equinozi di primavera e d'autunno. Non basta. Sulle due colonne che fiancheggiano il portale di ingresso si possono ammirare due leoni accovacciati: quello di destra guarda verso sinistra e viceversa, ed entrambi sono rivolti verso i punti dell'orizzonte in cui il sole sorge nei due solstizi d'estate e d'inverno. Il castello non si limita a indicare i punti cardinali: li presidia, li celebra, li inscrive nella pietra come un calendario perpetuo.
L'intera macchina architettonica sembra concepita per catturare la luce e farne uno strumento di misura. L'intera costruzione sarebbe intrisa di forti simboli astrologici e la sua posizione sarebbe stata studiata in modo che nei giorni di solstizio ed equinozio le ombre gettate dalle pareti abbiano una particolare direzione: a mezzogiorno dell'equinozio d'autunno, ad esempio, le ombre delle mura raggiungerebbero perfettamente la lunghezza del cortile interno, ed esattamente un mese dopo coprirebbero anche l'intera lunghezza delle stanze. Un orologio solare di dimensioni monumentali, dove il cortile ottagonale fa da quadrante e le pareti da lancette.
Né fortezza né semplice dimora: un enigma funzionale
Se l'astronomia spiega l'orientamento, resta aperta la questione più urgente: a cosa serviva davvero questo luogo? Forse era una fortezza difensiva, anche se non aveva fossato né ponte levatoio; forse una residenza di caccia, perché Federico amava cacciare con i falchi; forse un padiglione astronomico, dato che le sue proporzioni sembrano allineate ai solstizi. Nessuna di queste ipotesi è definitiva, e forse è proprio questa ambiguità ad aver reso il castello immortale. Lo studioso Aldo Tavolato ritiene che sia stato concepito come "emblema materiale di una conoscenza raffinata e vastissima", e che il castello rappresenterebbe uno gnomone solare, le cui misure sarebbero state concepite in modo che il moto solare e le ombre da esso proiettate ne definissero tutte le proporzioni.
A rendere l'enigma ancora più stratificato, c'è la sovrapposizione culturale che Federico II portò con sé nella pietra. L'imperatore raccolse studiosi provenienti da ogni parte del mondo presso la sua corte di Palermo, così facendo la tradizione orientale si è unita a quella occidentale e il castello ha assorbito un respiro cosmopolita. Dentro Castel del Monte convivono la geometria araba, la scultura gotica francese e il rigore matematico dell'antichità classica. Nel 1996, l'UNESCO lo inserì nella lista dei Patrimoni dell'umanità per il rigore matematico ed astronomico delle sue forme e per l'armoniosa unione degli elementi culturali del nord Europa, del mondo islamico e dell'antichità classica.
Il cortile come pozzo di conoscenza
Chi entra nel cortile centrale capisce, fisicamente, che cosa si intende con la parola "simbolo". Le alte pareti da cui è formato il cortile interno danno l'idea di trovarsi all'interno di un pozzo, che nella simbologia medievale rappresentava la conoscenza. E la precisione geometrica non è solo visiva: le tangenti ai lati del cortile interno si incontrano precisamente al centro delle torri ottagonali , a confermare che ogni misura fu calcolata con una cura che va ben oltre l'estetica. Il castello è anche, nell'ipotesi di alcuni studiosi, un luogo segnato dalla numerologia del cinque: il numero cinque ricorre nel castello rappresentando le punte della stella, simbolo dell'astronomia, ed è visibile nelle cinque cisterne d'acqua e nei cinque camini, e quando si sovrappongono le piante dei due piani si ottiene una stella.
Il nord, intanto, continua a tacere. Nessuna porta, nessuna finestra, nessuna fessura che lasci passare la luce artica. Forse perché il nord, in un sistema astronomico centrato sul sole, è il grande assente, il punto cieco del cielo diurno. O forse perché nel Medioevo il rapporto con il sole condizionava l'orientamento degli edifici sacri , e questo castello — che non è una chiesa, non è un forte, non è una semplice residenza — seguiva le stesse regole del sacro. Federico II non costruì un castello. Costruì una domanda. E la lasciò lì, sulla collina di Andria, a interrogare chiunque abbia la pazienza di guardare.
Fonti e approfondimenti
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Castel del Monte – Wikipedia it.wikipedia.org ↗
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Castel del Monte, il capolavoro di Federico II – La Globetrotter laglobetrotter.it ↗
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Cosa vedere a Castel del Monte – Discover Bari discoverbari.it ↗
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Castel del Monte, la fortezza dei misteri – Virgilio In Italia initalia.virgilio.it ↗
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Castel del Monte, simbolismo e mistero – Corriere delle Puglie corrieredellepuglie.com ↗
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Castel del Monte: simbologia, misteri e curiosità – Lemuri in Viaggio lemurinviaggio.com ↗
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