Castel del Monte non aveva cucine né prigioni: cosa ci faceva davvero Federico II in un castello senza funzione militare né domestica
Salire a Castel del Monte, sulla collina delle Murge settentrionali a oltre cinquecento metri di quota, è un'esperienza che disorienta prima ancora di varcare la soglia. La perfezione geometrica delle otto torri ottagonali agli angoli di un corpo ottagonale centrale ha qualcosa di ipnotico, soprattutto perché non sembra appartenere al Medioevo come lo si immagina di solito. Non ci sono merli scomposti, non c'è la malinconia arrugginita delle torri diroccate. C'è invece una pulizia quasi astratta, quasi matematica, che disturba. E che interroga. Perché un sovrano del XIII secolo avrebbe dovuto costruire qualcosa di così formalmente rigoroso, senza che quel rigore servisse a difendersi da qualcuno o a sfamare qualcuno?
Un castello che non funziona come un castello
Il punto di partenza di ogni ragionamento su Castel del Monte è un dato di fatto architettonico difficile da ignorare. L'edificio non si trova in una zona inaccessibile e inespugnabile in grado di respingere un attacco nemico, non presenta un fossato né un ponte levatoio; mancano le scuderie, i saloni per ricevimenti e, nell'edificio principale come Federico lo concepì, le prigioni; sono del tutto assenti le caditoie da cui versare olio bollente e le feritoie alte e strette da cui scoccare frecce sui rivali. Un dettaglio che colpisce ulteriormente gli studiosi è quello delle scale interne: le scale a chiocciola delle torri non girano sulla destra come nelle altre fortificazioni medievali, ma sulla sinistra, consentendo di fatto al nemico di avere libera la mano armata. Niente di tutto ciò è compatibile con un fortilizio progettato per resistere a un assedio.
La questione delle cucine, spesso evocata nelle discussioni popolari, merita una precisazione. Nell'edificio principale di Castel del Monte non esistono locali espressamente adibiti alla preparazione dei cibi. In cinque delle sale dell'intero castello sono presenti dei camini, che venivano usati non solo per riscaldare l'ambiente nelle giornate più fredde, ma anche per cucinare. Tuttavia questa soluzione era evidentemente insufficiente per sostenere soggiorni prolungati di una corte imperiale numerosa. La struttura si presenta priva di spazi adibiti a stalle, cucine e di una cinta muraria intorno al castello; probabilmente quest'ultima vi era in precedenza, e si ipotizzava la presenza di strutture mobili in legno tra la cinta muraria e il castello, che avrebbero svolto il ruolo di cucine, depositi e stalle. In altre parole, ciò che manca dentro le mura potrebbe esserci stato fuori, in modo temporaneo.
La molteplicità delle funzioni secondo gli storici
Chi si aspetta una risposta netta dalla storiografia rimarrà deluso, e forse questo è il dato più onesto che si possa offrire. Ad oggi è praticamente impossibile definire con esattezza la funzione svolta da questa fortezza. Gli studiosi più autorevoli hanno proposto letture articolate, rifiutando le semplificazioni. Il professore Licinio, ex docente di storia medievale all'Università di Bari e grande esperto dell'imperatore svevo, ha affermato che si trattò di un castello con una pluralità di funzioni: militare, residenziale, di caccia, di rappresentanza e simbolica, quale tangibile simbolo del potere imperiale di Federico II.
La funzione di casino di caccia è tra le più citate e, in parte, supportata dal profilo del committente. L'ipotesi, riportata anche da storici come il professor David Abulafia, è quella di Castel del Monte come luogo di caccia, dove il sovrano svevo andava per esercitare una delle sue più grandi passioni: la caccia con il falcone, arte in cui Federico II era espertissimo e di cui scrisse un vero e proprio manuale, il De Arte venandi cum avibus. Tuttavia anche questa lettura ha le sue crepe: neppure quest'ipotesi è certa, data la scomodità e la ristrettezza delle camere dell'edificio e la mancanza di cucine per un soggiorno prolungato a scopo venatorio.
C'è poi la dimensione della rappresentanza, che la Treccani considera centrale. I grandi camini e l'impianto idrico, alimentato dall'acqua piovana raccolta sulle terrazze e nelle cisterne pensili, indicano la natura residenziale dell'edificio, che emerge anche dal regime delle aperture e dalla facilità dei percorsi interni. La ricchezza con cui Federico allestì il castello dimostra che esso aveva anche una funzione di "rappresentanza", di simbolo del potere imperiale. Del resto, Federico II era particolarmente dedito alla pulizia e all'igiene personale, tanto da far costruire all'interno di alcune torri una serie di bagni dotati di latrine e lavabi, affiancati da piccoli ambienti utilizzati come serbatoi o come luoghi destinati a vasche per abluzioni. Un dettaglio che racconta di un sovrano abituato al comfort, non alla vita di guarnigione.
L'ossessione dell'ottagono e il cielo sopra le Murge
Al di là della funzione pratica, ciò che rende Castel del Monte un unicum nella storia dell'architettura medievale è la consapevolezza geometrica che lo pervade. Il dato certo è che Castel del Monte è una costruzione architettonicamente ineccepibile di cui il numero otto rappresenta il filo conduttore: il monumento appare come un ottagono perfetto dotato di otto torri ottagonali, una per angolo, un cortile al centro anch'esso ottagonale e sedici stanze, otto per piano. L'ottagono domina tutte le parti del monumento: si tratta di una costruzione consapevolmente realizzata, anche nei dettagli, sulla base di una precisa forma geometrica, un esperimento artistico senza un modello concreto e realizzato ad altissimo livello.
Sul significato di questa forma gli studiosi si dividono, ma alcune suggestioni sono difficili da ignorare. L'ottagono è una figura geometrica simbolica: si tratta della figura intermedia tra il quadrato, simbolo della terra, e il cerchio, che rappresenta l'infinità del cielo; segnerebbe quindi il passaggio dell'uno all'altro. La scelta dell'ottagono potrebbe derivare, secondo alcuni, dalla Cupola della Roccia a Gerusalemme, che Federico II aveva visto durante la sesta crociata, o dalla Cappella Palatina di Aquisgrana. Un imperatore che aveva viaggiato tra Occidente e Oriente, che aveva trattato con il sultano al-Kamil a Gerusalemme invece di combatterlo, portava con sé un bagaglio culturale che nessun altro sovrano europeo del tempo poteva vantare.
E poi c'è il cielo. L'intera costruzione sarebbe intrisa di forti simboli astrologici e la sua posizione sarebbe stata studiata in modo che nei giorni di solstizio ed equinozio le ombre gettate dalle pareti abbiano una particolare direzione. Federico II aveva a corte una serie di studiosi di astronomia, tra cui Michele Scoto e Teodorico di Freiberg, ed era un appassionato astronomo che compì una serie di osservazioni celesti, tra cui un'eclissi di sole nel 1239. Che il castello sulle Murge fosse anche un modo di fissare nel calcare bianco la traiettoria del sole è una delle ipotesi più suggestive, anche se ancora dibattuta.
Le prigioni che Federico non volle, e che altri costruirono
C'è un'ultima ironia della storia che vale la pena raccontare. Castel del Monte non nacque come prigione, ma lo divenne. Sotto Carlo I d'Angiò il maniero, già al tempo di Manfredi usato occasionalmente come prigione, fu trasformato in carcere vero e proprio. Nel castello furono reclusi, dopo il 1266, i figli di Manfredi — Enrico, Federico e Enzo, detto Azzolino — che vi rimasero fino al 1299, nonché altri sostenitori degli Svevi, tra cui Enrico di Castiglia che vi fu detenuto dal 1277 al 1291. Gli Angioini trasformarono il castello a tratti in prigione di Stato per nobili in disgrazia, compresi alcuni nipoti dello stesso Federico II che vi furono rinchiusi per anni: il castello voluto dall'imperatore divenne la prigione dei suoi discendenti.
Poi venne l'abbandono, il saccheggio, il silenzio delle Murge. Dopo gli Svevi e la stagione angioina, dal XVIII secolo l'edificio fu abbandonato e saccheggiato, finché nel 1876 lo Stato italiano lo acquistò per 25.000 lire. Oggi è Patrimonio UNESCO e la sua sagoma campeggia persino sulla moneta da un centesimo di euro. Federico II, che costruì forse il monumento più enigmatico del Medioevo italiano, avrebbe probabilmente apprezzato che il dibattito sulla sua creatura durasse ancora ottocento anni dopo di lui. Lo avrebbe chiamato, con tutta probabilità, un risultato degno di uno Stupor Mundi.
Fonti e approfondimenti
-
Castel del Monte – Wikipedia it.wikipedia.org ↗
-
Castel del Monte – Enciclopedia Treccani (Federiciana) treccani.it ↗
-
Castel del Monte: storia e misteri della fortezza di Federico II passaggilenti.com ↗
-
Federico II e Castel del Monte – Il senso del Bello ilsensodelbello.it ↗
-
Castel del Monte: il castello ottagonale – Progetto Storia dell'Arte progettostoriadellarte.it ↗
-
Il fenomeno Castel del Monte – ApuliaSlowTravel apuliaslowtravel.com ↗
Continua a leggere
Mura, calce e pestilenza: come Ostuni sopravvisse alla peste mentre la Puglia bruciava
L'anfiteatro di Egnazia e l'ombra del gladiatore: duemila anni di arena sull'Adriatico
Barletta, la Gerusalemme adriatica: la Basilica del Santo Sepolcro e il portale che fermava i pellegrini d'Europa
Quattro metri sotto il Salento: la cripta di Carpignano conserva gli affreschi bizantini firmati più antichi di tutta la Puglia
Gallipoli non è sempre stata un'isola: il canale che la separò dalla terraferma nacque nel 1484 per bloccare i Turchi via terra