Castel del Monte non ha mai ospitato nessun re: il castello più misterioso di Puglia e la funzione che otto secoli di storia non hanno ancora chiarito
C'è un edificio in Puglia che chiunque riconosce e quasi nessuno sa davvero spiegare. Lo si incontra su monete, cartoline, francobolli e guide turistiche, eppure malgrado sia comunemente definito "castello", è tutt'oggi sconosciuta l'esatta funzione dell'imponente edificio. Si trova su una collina della catena delle Murge occidentali, a 540 metri sul livello del mare, nell'odierna frazione omonima del comune di Andria, a 17 chilometri dalla città. Si chiama Castel del Monte, e la sua storia è una delle domande aperte più affascinanti dell'architettura medievale italiana.
Un unico documento, un imperatore e molti silenzi
La vicenda documentata comincia con una lettera. Le notizie storiche relative alla costruzione di Castel del Monte sono limitate a un solo documento: la lettera del 29 gennaio 1240, con la quale l'imperatore Federico II di Svevia ordinava al Giustiziere di Capitanata, Riccardo di Montefuscolo, di raccogliere il materiale necessario per la costruzione del castello, situato presso la chiesa — oggi scomparsa — di Sancta Maria de Monte. Dopodiché, il silenzio delle carte. Fino alla morte di Federico II non vi sono altri documenti, tant'è che non è neppure storicamente accertato che il castello sia stato completato e che l'imperatore lo abbia mai visitato. La Treccani, nell'autorevole voce della Federiciana, è ancora più netta: "nessun documento attesta che Castel del Monte fu usato da Federico II", anche se naturalmente ciò non significa che il maniero non sia mai stato frequentato dall'imperatore, ma soltanto che di tale fatto non è rimasta traccia documentaria.
Questo vuoto non ha impedito a storici e letterati di ogni epoca di immaginare festini imperiali, consulti scientifici e soggiorni di caccia tra quelle mura. Chi ha analizzato con rigore la questione, come lo storico Ferdinando Gregorovius, ha ammesso candidamente di non sapere quando e quante volte Federico II si recasse a Castel del Monte. Secondo la tesi di Michele Gervasio, il castello serviva come una delle «domus solatiorum» ricordate nei documenti di Federico, ovvero come villa o dimora estiva del principe nei brevi periodi di pace. Un'ipotesi suggestiva, ma che rimane nel campo del probabile. Ciò che è documentato, invece, riguarda un uso ben diverso: dopo il 1268, anno della definitiva sconfitta degli Svevi in Italia, Carlo I d'Angiò vi fece imprigionare i figli di Manfredi, Federico, Enrico ed Enzo, dando inizio all'uso improprio cui il castello fu oggetto per secoli.
Non un castello, non una reggia, non una roccaforte
Il nodo centrale, quello che tiene viva la discussione tra gli studiosi, riguarda proprio la funzione originaria dell'edificio. Privo dal punto di vista architettonico di elementi tipicamente militari e di fossati, e al contempo posto in una posizione non strategica, probabilmente non fu una fortezza. La forma non lo fa sembrare un vero e proprio castello, in quanto mancano tutti quegli elementi necessari per una corretta difesa: non ha fossati, non vi è un ponte levatoio e nessun piano interrato. Ma in compenso, come segnalano le stesse fonti, presenta grandi ambienti che in origine erano rivestiti di marmi pregiati, mosaici e arazzi, degni di una residenza di lusso.
Anche l'ipotesi della residenza di caccia — attività che Federico II amava profondamente — ha convinto poco la critica storica. Castel del Monte sorge in una posizione tutt'altro che strategica, è privo di mura difensive nei dintorni e non dispone di strutture atte a ospitare truppe: in caso di assedio, più che un riparo, si sarebbe rivelato una trappola mortale. L'Istituto Italiano Castelli sintetizza bene lo stato della questione: la sua originaria destinazione continua ancora oggi a suscitare studi e ricerche, dubbia la sua destinazione a "castello" nel senso proprio del termine, negate da tempo le ipotesi che lo volevano "dimora di caccia" o "luogo di delizie".
L'ottagono, l'acqua, il cielo: le teorie sul tavolo
Visitatori, studiosi e lettori hanno cercato di spiegare le ragioni per cui fu costruito da Federico II di Svevia nel XIII secolo, interrogandosi sulla sua funzione a partire dalla sua singolare forma architettonica ottagonale. L'ossessione geometrica è reale e documentabile: l'ottagono irregolare su cui è basata la pianta del complesso è una forma simbolica, la figura intermedia tra il quadrato — simbolo della terra — e il cerchio, che rappresenta l'infinità del cielo; segnerebbe quindi il passaggio dall'uno all'altro. La scelta dell'ottagono potrebbe derivare, secondo alcuni, dalla Cupola della Roccia a Gerusalemme, che Federico II aveva visto durante la sesta crociata, o dalla Cappella Palatina di Aquisgrana.
Una delle teorie più recenti e più radicate sul piano tecnico è quella idraulica. Secondo i ricercatori Giuseppe Fallacara e Ubaldo Occhinegro del Politecnico di Bari, Castel del Monte sarebbe un'ingegnosa macchina idraulica per la raccolta delle acque piovane e sotterranee, utilizzate per la cura del corpo. La struttura, risalente al XIII secolo, presenta infatti un sistema idraulico avanzato che utilizzava l'acqua piovana per i servizi igienici e i bagni della fortezza. Secondo questo studio, il luogo sarebbe stato usato per purificare e rigenerare lo spirito, la mente e il corpo, in stile hammam arabo. Una lettura che si intreccia bene con la personalità di Federico II, uomo di cultura aperto alle influenze orientali, ma che non offre ancora una risposta definitiva e condivisa.
Sul versante opposto stanno gli storici di formazione accademica, che invitano alla prudenza. Castel del Monte è senz'altro il più affascinante dei castelli costruiti da Federico II, ma sulla sua costruzione e sulla sua funzione le opinioni degli studiosi sono contrastanti. Lo storico Licinio ha cercato di contrastare il fervore di misticismo che da sempre avvolge il monumento, sostenendo che il castello non nasconderebbe alcun mistero irrisolvibile e che le sue caratteristiche non sarebbero così singolari; il suo allievo Massimiliano Ambruoso ha continuato queste ricerche, pubblicando nel 2014 un libro con l'obiettivo di salvaguardare le verità storiche del castello e mettere in ombra le storie legate al mito.
Un patrimonio senza risposta — e forse per questo immortale
Castel del Monte è stato inserito nell'elenco dei monumenti nazionali italiani nel 1936 e, dal 1996, è Patrimonio dell'Umanità Unesco. Il monumento possiede un valore universale eccezionale per la perfezione delle sue forme, l'armonia e la fusione di elementi culturali provenienti dal Nord dell'Europa, dal mondo arabo e dall'antichità classica. La fortezza è raffigurata sul rovescio della moneta da un centesimo di euro italiano , un dettaglio che dice tutto sulla sua identità nazionale. Eppure nemmeno questa consacrazione ha portato chiarezza sulla funzione originaria.
L'ossessiva presenza del numero 8, i dati astronomici, i rapporti geometrici, l'uso di quanto scienza e tecnica all'epoca consentissero, l'architettura e la decorazione: tutto appare finalizzato a realizzare un edificio "unico" nella cultura dell'epoca. In tale ottica il castello appare, indipendentemente dal suo uso, come vera e propria rappresentazione fisica della potenza e della cultura della Corte Sveva e del potere imperiale. Forse è proprio questa ambiguità la risposta più onesta che la storia possa offrire: Castel del Monte non era pensato per fare una sola cosa, ma per incarnare un'idea. Quella di un imperatore che si chiamava Federico II, che amava la matematica, la falconeria, la poesia araba e il cielo stellato, e che ha lasciato sulle Murge di Andria una corona di pietra calcarea che nessuno, ancora oggi, sa del tutto leggere.
Fonti e approfondimenti
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Castel del Monte – Enciclopedia Treccani (Federiciana) treccani.it ↗
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Castel del Monte – Istituto Italiano Castelli istitutoitalianocastelli.it ↗
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Castel del Monte – Stupor Mundi stupormundi.it ↗
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Federico II fu mai a Castel del Monte? – Andriarte andriarte.it ↗
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I misteri di Castel del Monte – CICAP cicap.org ↗
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Castel del Monte, la fortezza dei misteri – In Italia (Virgilio) initalia.virgilio.it ↗
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