Sembra una laguna africana, ma siamo sul Tavoliere: le Saline di Zapponeta dove i fenicotteri rosa svernano a due passi dalle spiagge
C'è un momento preciso in cui la Puglia smette di somigliare a sé stessa. Accade quando si percorre la Strada Statale 159 delle Saline, quella lunga linea dritta che separa il Mar Adriatico dall'entroterra pianeggiante del Tavoliere, e all'improvviso sulla sinistra si apre uno specchio d'acqua colorato di rosa, poi di verde, poi di un bianco abbagliante: i cristalli di sale. Alla destra, a meno di cento metri, c'è il mare. In mezzo, come sospesa tra due mondi, c'è una delle aree naturali più straordinarie e meno celebrate d'Italia.
La più grande salina italiana, a due passi dall'ombrellone
La Riserva Naturale dello Stato "Salina di Margherita di Savoia" si trova a circa 40 km da Foggia, dove il Tavoliere delle Puglie si affaccia sul Mar Adriatico tra i comuni di Cerignola, Margherita di Savoia, Trinitapoli e Zapponeta. Non si tratta di un sito minore o di una curiosità locale: l'area protetta si trova nel Golfo di Manfredonia a un'altitudine compresa tra uno e cinque metri sul livello del mare, in un territorio che ha visto intense opere di bonifica nel secolo scorso, ed è già utilizzata in epoca romana. È la più grande salina italiana e tra le più vaste d'Europa. Le saline si estendono per circa 20 km lungo la S.S. 159, da Margherita di Savoia in direzione Zapponeta, comprendendo i comuni di Trinitapoli, Margherita di Savoia, Zapponeta e Cerignola. Eppure la maggior parte dei turisti che d'estate affollano le spiagge dorate di Zapponeta — località che ha ottenuto la Bandiera Blu 2025 grazie alla qualità delle acque e alla gestione ambientale — non sa che a pochi passi dall'ombrellone esiste un ecosistema da fare invidia alla Camargue francese.
Per tutto il tragitto, fino a incontrare i centri abitati, si ha alla destra meno di 100 metri di arenili e poi il mare che si perde all'orizzonte; alla sinistra una distesa brillante che va dal rosso al verde all'azzurro fino al bianco dei cristalli di sale. Il paradosso geografico è reale e visibile: due ecosistemi agli antipodi si sfiorano senza mai toccarsi, divisi solo da un sottile cordone sabbioso. La riserva è costituita da un complesso di saline separate dal Mar Adriatico da un cordone formato in parte da terreni agricoli e in parte da terreni sabbiosi, ed è circondata da una vegetazione alo-igrofila ben adattata a terreni salmastri, come i salicornieti che in questo sito formano una vera e propria prateria.
I fenicotteri: il colore improbabile di una pianura piatta
Il vero colpo di scena lo offrono loro: i fenicotteri rosa. Il fenicottero rosa è la specie più rappresentativa della Riserva Naturale di Margherita di Savoia. La loro frequentazione di quest'area non è casuale: trovano nelle saline un habitat ideale, fatto di acque basse, fanghi, isolotti e abbondanza di nutrimento, condizioni perfette per la sosta, lo svernamento e anche la nidificazione. Tra le specie nidificanti si conta, negli ultimi anni, una colonia di fenicotteri rosa di circa 4.000 individui. Una presenza che non smette di stupire, soprattutto perché avviene in un contesto di pianura bassa e agricola, lontanissimo dall'immaginario selvaggio che si associa a questi uccelli.
Il loro colore è, letteralmente, il risultato di ciò che mangiano. Il caratteristico colore rosa dei fenicotteri dipende dall'artemia salina, un piccolo crostaceo molto presente nelle acque salmastre e fangose, ricco di betacarotene che, depositandosi nelle penne, conferisce all'uccello la sua tonalità inconfondibile. Lo stesso principio vale per le acque delle vasche: il fenomeno che più colpisce i visitatori è il colore dell'acqua in alcune vasche, soprattutto nella zona salante. Questa tonalità rosa è legata alla presenza di microrganismi e alghe alofile, in particolare la Dunaliella salina, che prospera in ambienti ad altissima concentrazione salina. Il risultato visivo è uno scenario che di pugliese ha poco e di africano ha tutto.
Un'area protetta di rilevanza internazionale
La Riserva Naturale si estende tra Zapponeta, Trinitapoli e Margherita di Savoia su una superficie di 3.871 ettari ed è protetta dal 1977 con il nome di Riserva Naturale di Popolamento Animale della Salina di Margherita di Savoia. Il suo valore non è solo italiano: la riserva è stata dichiarata "zona umida di importanza internazionale" in quanto privilegiato luogo di sosta e nidificazione di numerose specie di uccelli acquatici, tra cui numerosi trampolieri. La varietà di ambienti offerti — argini fangosi, praterie di salicornie, vasche con diverse salinità e profondità — la rende habitat adatto a circa cento specie di uccelli tra stanziali e svernanti, con una popolazione annua di circa quarantamila esemplari. Accanto ai fenicotteri, si contano rilevanti presenze di garzetta, volpoca, piovanelli, gambecchio, pettegola, fratino, gabbiano reale, gabbiano roseo, sterne, folaga e svassi.
La storia di questa zona umida è antichissima. L'area corrisponde a quella già occupata dal Lago di Salpi sin dall'epoca neolitica e, successivamente, dalle città di Siponto e Salpi, il cui porto era collegato al mare attraverso il lago. Persino Federico II di Svevia ne conosceva il fascino: in questo territorio il sovrano svevo si recava per osservare la natura e trascorrere le giornate a caccia, e ancora oggi, visitando la zona umida, si possono ammirare molti degli uccelli descritti nel suo trattato di falconeria.
Come si visita: tra torrette di avvistamento e sentieri salmastri
Sentieri, percorsi attrezzati e torrette di avvistamento danno la possibilità, in piccoli gruppi, di sostare e cimentarsi nel birdwatching. È possibile sostare per osservare gli uccelli col binocolo a Foce Carmosina oppure, più avanti, a circa 11 km da Margherita di Savoia, a Torre di Pietra e al Villaggio dei Salinieri, l'unico punto di sosta tra Margherita di Savoia e Zapponeta dotato di area di parcheggio. Le saline non sono soltanto un sito produttivo, ma anche una meta visitabile attraverso itinerari organizzati: il centro visite propone percorsi nella zona umida e nella salina con formule dedicate al birdwatching sul "Sentiero Airone", oltre all'osservazione dei bacini evaporanti, delle aree di cristallizzazione e delle grandi montagne di sale.
Come porta di accesso alla riserva naturale della zona umida si trova il Centro di Educazione Ambientale "Casa di Ramsar", realizzato dal Comune di Trinitapoli con la ristrutturazione di una masseria nel bel mezzo del Parco Cittadino della Zona Umida. Il nome non è casuale: è stato intitolato a Ramsar, città iraniana dove nel 1971 fu firmata la Convenzione che inserisce la Zona Umida delle Saline tra i siti di importanza internazionale. Vale la pena ricordare, però, che l'ingresso nella riserva vera e propria è consentito solo per motivi di studio, ricerca o educazione ambientale, previo permesso scritto del Reparto Carabinieri Biodiversità. I percorsi organizzati e le torrette esterne, accessibili senza autorizzazione, bastano tuttavia per vivere un'esperienza naturalistica di rara intensità.
Il momento migliore? Il periodo ideale per visitare l'area è tra maggio e giugno e a settembre, quando le temperature sono miti e le spiagge meno affollate. Luglio e agosto restano comunque validi, ma è consigliabile organizzarsi con uscite al mattino presto o al tramonto, quando la luce rende indimenticabili i paesaggi delle saline. È in quelle ore, quando il sole radente tinge d'arancio le vasche e i fenicotteri alzano in volo le loro sagome improbabili su un orizzonte piatto di Tavoliere, che si capisce perché questo angolo della provincia di Foggia meriti un viaggio a sé — e non solo un'occhiata distratta dal finestrino.
Fonti e approfondimenti
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Riserva Naturale Salina di Margherita di Savoia – Raggruppamento Carabinieri Biodiversità rgpbio.it ↗
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Itinerario dell'acqua – Gal DaunOfantino galdaunofantino.com ↗
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Cosa vedere a Zapponeta – VillagesItaly villagesitaly.com ↗
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In questo angolo di Puglia le saline diventano rosa e arrivano i fenicotteri regionepuglia.org ↗
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The Margherita di Savoia Nature Reserve – Le Strade del Vino Puglia lestradedelvinopuglia.com ↗
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