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Il tramonto più fotografato di Puglia non è sul mare: è sulle saline rosa di Margherita di Savoia, dove ogni estate i fenicotteri tingono l'acqua di un colore impossibile

di Lorenzo Sansò · Giornalista — Turismo e territorio · 26 Giugno 2026 · 6 min di lettura
Fenicotteri rosa nelle vasche delle Saline di Margherita di Savoia al tramonto, con l'acqua rosa che riflette il cielo dorato
Foto: Mikitod / CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons

C'è un momento del giorno, in piena estate, in cui la luce declina sul nord della Puglia e dipinge un quadro che non ha nulla di convenzionale. Non si tratta di una scogliera calcarea che cade sul Mediterraneo, né di una baia con le acque turchesi che hanno reso celebre questa regione. È qualcosa di più strano, di più antico e, per chi ci arriva la prima volta, di quasi incredibile: un lago salato che diventa rosa, percorso da centinaia di sagome rosate che si muovono lente sull'acqua ferma. Siamo alle Saline di Margherita di Savoia, e ciò che si vede qui — al tramonto, in certi giorni di luglio o agosto — è uno degli spettacoli naturalistici più straordinari del Sud Italia.

La salina più grande d'Europa, nel mezzo di una costa di sabbia

Chiunque percorra la litoranea adriatica verso il Gargano si ritrova, quasi senza accorgersene, ad attraversare un paesaggio che non assomiglia a niente di ciò che si è lasciato alle spalle. Le saline di Margherita di Savoia sono le più grandi d'Europa e le seconde nel mondo. Con i suoi venti chilometri di lunghezza e cinque di larghezza, con una produzione media annua di circa cinque milioni e mezzo di quintali di sale marino, è la prima d'Europa. Un primato industriale che convive, in modo sorprendente, con una delle riserve naturali più preziose della Penisola. La riserva naturale Salina di Margherita di Savoia è un'area naturale protetta istituita nel 1977, situata a sud del golfo di Manfredonia in Puglia, e occupa una superficie di 3.871 ettari nella provincia di Barletta-Andria-Trani. È riconosciuta come zona umida di valore internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar.

Le origini di questo luogo si perdono molto prima dell'era moderna. Le saline risalgono al III secolo avanti Cristo e hanno preso il nome attuale in onore della prima regina d'Italia nel 1879, quando persero l'appellativo di Saline di Barletta. Nel Novecento la produzione si industrializzò, e negli anni Trenta fu progettato un avveniristico magazzino da parte di Pier Luigi Nervi , una struttura che ancora oggi è parte del patrimonio architettonico della zona. La storia e la natura si sovrappongono qui con una naturalezza rara: le stesse vasche che producono sale da duemila anni sono diventate, quasi per paradosso, l'habitat preferito di alcune delle creature più belle del Mediterraneo.

Perché l'acqua diventa rosa

La domanda che si pone ogni visitatore che arrivi per la prima volta è sempre la stessa: com'è possibile che l'acqua sia di quel colore? La risposta è biologica, non pittorica. Il fenomeno che più colpisce nelle vasche, soprattutto nella zona salante, è legato alla presenza di microrganismi e alghe alofile, in particolare la Dunaliella salina, che prospera in ambienti ad altissima concentrazione di sali. Il colore rosso-rosa delle acque deriva da un pigmento presente in microrganismi alofili che si sviluppano in acque molto salate, come minuscoli archeoni della famiglia delle Halobacteriaceae o alghe come la dunaliella. Non si tratta quindi di un effetto ottico o di un trucco della luce: è la vita microscopica che colonizza le vasche più concentrate a trasformare la superficie dell'acqua in qualcosa che, visto dal bordo di un argine al tramonto, somiglia a un cielo capovolto.

Il paesaggio cambia in base alla stagione, alla luce e al livello di salinità, ma nei periodi più favorevoli l'effetto cromatico è uno dei simboli più riconoscibili di Margherita di Savoia. Le saline producono così un paesaggio affascinante che, con le sue bianche distese di sale e i colori dell'acqua, crea effetti luminosi di rara bellezza.

I fenicotteri: da ospiti occasionali a simbolo della città

Se il colore dell'acqua è già di per sé uno spettacolo, è la presenza dei fenicotteri rosa a rendere questo luogo qualcosa di difficile da dimenticare. Questi uccelli da tempo scelgono l'Italia per trascorrere primavera ed estate prima di migrare verso regioni più calde, e una delle mete preferite è proprio l'oasi che si trova in Puglia tra la foce del fiume Ofanto e il Gargano. La loro fedeltà a questo luogo non è casuale: i fenicotteri trovano nelle saline un habitat ideale, fatto di acque basse, fanghi, isolotti e abbondanza di nutrimento, condizioni perfette per la sosta, lo svernamento e anche la nidificazione.

La presenza del fenicottero nelle Saline di Margherita di Savoia è diventata più frequente per lo svernamento a partire dal 1992. Dal 1996 si è insediata una colonia di 250 esemplari che si è accresciuta nel 1997 con la nascita di ben 180 piccoli. Da allora la colonia non ha più abbandonato questo angolo di Puglia. Il centro visite ufficiale segnala che oggi la specie si riproduce stabilmente, con punte di 9.000 esemplari svernanti e circa 4.000 stanziali. Tra le specie presenti si conta una grande colonia di fenicotteri, la più grande concentrazione italiana dopo quella di Cagliari.

Il colore dei loro corpi non è casuale quanto quello dell'acqua: il colore delle piume è causato dalla presenza di carotenoidi, sostanze organiche che si trovano all'interno dei molluschi, piccoli crostacei e insetti acquatici di cui i fenicotteri si nutrono. In particolare è il piccolo gamberetto Artemia Salina, il più ricco di carotenoidi, che rappresenta una vera prelibatezza per loro. Un cerchio perfetto: è la stessa acqua ipersalina che genera il colore della vasca a nutrire gli organismi che, a loro volta, colorano le piume degli uccelli. I fenicotteri allevati in cattività senza nutrirsi di crostacei e alghe perdono infatti il colore e diventano bianchi.

Il tramonto, i fotografi e la responsabilità dello sguardo

Le Saline di Margherita di Savoia ospitano uno spettacolo naturale straordinario che ha trasformato questa riserva in una meta privilegiata per gli amanti della fotografia e della natura. Osservare i fenicotteri in volo sulle saline durante il tramonto estivo è uno spettacolo come pochi. Le fotografie che circolano ogni estate sui social network — con l'acqua rosa che rispecchia il cielo arancio e le sagome allungate degli uccelli che si stagliano sull'orizzonte — hanno contribuito a fare di questo luogo una destinazione molto cercata, soprattutto da chi vuole una Puglia diversa da quella delle sole spiagge.

Ma questa popolarità porta con sé una responsabilità. Il fenicottero è in genere molto sensibile al disturbo umano e, sebbene non sia considerato a rischio di estinzione, il disturbo arrecato alle colonie, in particolare durante il periodo di nidificazione, potrebbe compromettere l'utilizzo di siti chiave determinandone l'abbandono. Per questo l'accesso alla riserva naturale è consentito solo con visita guidata o autorizzazione specifica. Le escursioni guidate permettono di percorrere gli argini della salina senza avvicinarsi alle zone di nidificazione, rispettando le distanze che garantiscono la sopravvivenza della colonia.

Le Saline di Margherita di Savoia rappresentano un luogo dove attività produttiva, biodiversità e turismo naturalistico convivono da decenni, in un equilibrio che rende quest'area una delle mete più affascinanti per chi cerca una Puglia diversa da quella delle sole spiagge estive. Duecento chilometri di litorale, certo. Ma il tramonto più fotografato della regione non è sul mare: è qui, su un lago salato che ogni estate si tinge di rosa e racconta, a chi sa fermarsi ad ascoltare, una storia che comincia duemila anni fa e non ha ancora smesso di sorprendere.

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