Duecento gradini nella roccia calcarea per raggiungere il mare: la scalinata nascosta di Baia Zaiana, il segreto meglio custodito di Peschici
C'è un momento, durante la discesa, in cui non si vede ancora il mare ma lo si sente già. Il profumo di salsedine e macchia mediterranea sale dai burroni di roccia calcarea, le cicale coprono ogni altro suono e, gradino dopo gradino, la luce cambia colore. Chi si avventura lungo la scalinata che porta a Baia Zaiana, a pochi chilometri da Peschici, capisce che quello che sta compiendo non è semplicemente il percorso verso una spiaggia: è una piccola iniziazione al Gargano più autentico.
Un borgo arroccato sulla roccia, una costa che non si arrende
Peschici è un borgo raccolto e autentico, fatto di vicoli stretti e ripide scalinate in grado di offrire scorci stupendi con vista sul mare. Sorge su uno sperone roccioso a picco sul mare, ergendosi a circa novanta metri di altezza e offrendo un panorama straordinario. È da questa natura verticale, fatta di calcare che precipita sull'Adriatico, che nascono alcune delle spiagge più inaccessibili e più belle di tutta la Puglia. La macchia mediterranea e le acque del mar Adriatico si completano come pezzi di puzzle, mostrando bellezze naturali scolpite lungo una costa frastagliata caratterizzata da meravigliose spiagge, calette e scogliere. In questo paesaggio, raggiungere il mare non è mai banale: è spesso una conquista fisica e sensoriale.
Baia Zaiana: circa duecento gradini per un posto fuori dal tempo
Baia Zaiana è incastonata tra due alte scogliere calcaree e circondata dalla macchia mediterranea. La sabbia fine e dorata, le acque cristalline, i fondali digradanti e la posizione appartata la rendono una delle spiagge più selvagge del Gargano. Ma ciò che la distingue davvero da tutte le altre è il modo in cui la si raggiunge. La spiaggia si trova a circa cinque chilometri da Peschici, lungo la litoranea che conduce a Vieste, e per raggiungerla è necessario scendere una scalinata di circa duecento gradini, ben segnalata ma immersa nella vegetazione. Per questo è consigliato indossare scarpe comode e portare con sé acqua, ombrellone e tutto il necessario per la giornata: la spiaggia non è attrezzata, ed è proprio questo il suo fascino.
L'imponente parete di roccia a ridosso della spiaggia ha numerose sporgenze che vengono spesso utilizzate dai turisti come coraggiosi trampolini naturali da cui tuffarsi direttamente nelle acque cristalline del mare. L'accesso non proprio agevole faceva sì che questa spiaggia fosse frequentata prevalentemente da giovani, tanto da essere spesso indicata come "baia dei giovani", soprattutto per le numerose feste organizzate durante le serate e le notti d'estate. Oggi il passaparola ha allargato il suo pubblico, ma la fatica della discesa continua a selezionare chi arriva: chi cerca il comfort di un lido attrezzato si ferma altrove, chi vuole il Gargano nella sua forma più pura scende fino in fondo.
La discesa come rito: cosa troverete al termine dei gradini
Raggiungibile solo a piedi attraverso una lunga scalinata immersa nel verde, è un luogo che sorprende e conquista, perfetto per chi ama la natura incontaminata. Una volta arrivati al bagnasciuga, il paesaggio circostante giustifica ogni passo: le pareti calcaree bianchissime cadono a strapiombo sull'acqua, il verde intenso della pineta e della macchia si affaccia dall'alto, e il mare cambia colore a ogni ora del giorno. Gli amanti dell'avventura troveranno pane per i loro denti: grazie alla trasparenza dell'acqua e alla ricca vita marina, la baia è perfetta per chi ama esplorare i fondali, mentre i panorami dall'alto, la luce intensa e i tramonti sul mare regalano scatti indimenticabili.
Non è l'unico posto del comprensorio peschiciano dove la roccia diventa scala verso il mare. Chi desidera proseguire l'itinerario verso nord può fermarsi alla Spiaggia dei Cento Scalini, situata tra San Menaio e Peschici, il cui nome deriva dal percorso d'accesso: circa cento gradini che scendono dalla statale fino alla sabbia dorata, abbracciata da falesie e dalla celebre Pineta Marzini, una delle pinete di pino d'Aleppo più importanti d'Italia. Si tratta di un posto spesso ignorato ai più ma non per questo meno pittoresco: un'insenatura in cui si alternano lidi attrezzati a distese pubbliche. Due spiagge, due scalinate, due modi diversi di raccontare lo stesso Gargano verticale.
Peschici e il Gargano: dove la storia è scritta nella pietra
Peschici è un suggestivo borgo di mare abbarbicato sulla roccia, situato nel punto più a Nord del Gargano e dell'intera Puglia. Le sue origini risalgono all'incirca all'anno mille, quando truppe di soldati mercenari slavi ottennero in dono dall'Imperatore Ottone I il campo di San Vito del Gargano, dove oggi sorgono Peschici e Vico del Gargano. Il Castello di Peschici fu la prima struttura edificata nell'attuale centro storico, sui resti di un castelletto greco, per volere dei Normanni giunti in queste terre intorno all'anno mille. Collocato a ridosso del costone roccioso, nel punto più estremo di Peschici, da qui si dominava e si continua a dominare il mare. La roccia, insomma, non è mai stata solo uno sfondo per questo borgo: è la sua spina dorsale, il materiale con cui è stato costruito tutto, dal castello alle grotte, dalle mura medievali agli scalini che portano al mare.
Ecco perché le scalinate di Baia Zaiana o dei Cento Scalini non sono semplici accessi balneari. Sono la continuazione naturale di una civiltà che ha imparato a convivere con la verticalità, a scavare la pietra per trovare il passo giusto verso l'acqua. Accessibile attraverso una scalinata scavata nella roccia, questa costa garganica regala un'atmosfera intima e una connessione autentica con la natura. Chi scende quei gradini — che siano cento o duecento — si porta a casa qualcosa che nessun lido attrezzato potrà mai offrire: la sensazione precisa di aver guadagnato il proprio posto al sole.
Fonti e approfondimenti
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