Duemila anni fa i Romani la chiamavano «acqua che puzza»: la sorgente sulfurea di Santa Cesarea Terme, nel cuore del Salento, dove l'acqua bolle ancora a 30° dentro una grotta sul mare
C'è un posto in Puglia dove la roccia sa di zolfo, il mare è così fermo da sembrare un lago e l'acqua, anche in pieno inverno, non scende mai sotto i trenta gradi. Non è un set cinematografico, non è una vasca artificiale: è una grotta che si apre direttamente sullo specchio del Canale d'Otranto, a Santa Cesarea Terme, nella provincia di Lecce. Per arrivarci bisogna scendere lungo scalette intagliate nella pietra calcarea, con il rumore del mare che si fa sempre più vicino e un odore acre e antico che sale dai bassi fondali. È l'odore dello zolfo. È l'odore della storia.
Un fenomeno geologico senza eguali
Nelle quattro grotte marine carsiche che si sviluppano sulla costa di Santa Cesarea — procedendo da nord verso sud, la Fetida, la Sulfurea, la Gattulla e la Solfatara — emergono sorgenti di acque minerali che, per la loro caratteristica composizione chimico-fisica, risultano essere dotate di spiccate proprietà curative e salutari. Non si tratta di semplici acque calde: le acque di Santa Cesarea Terme sono classificate come sulfuree-cloruro-sodico-bicarbonato-alcaline-terrose, con una composizione chimica ricca di zolfo, sodio, cloro e bromo-iodio, risultato di un complesso fenomeno geologico in cui le acque meteoriche si infiltrano nel sottosuolo carsico, si arricchiscono di sali minerali e risalgono in superficie attraverso fratture geologiche in corrispondenza delle grotte costiere.
Queste acque termali sono classificate come salso-bromo-iodiche-sulfuree-fluoratiche e sgorgano dal sottosuolo alla costante temperatura di 30 gradi, in qualsiasi periodo dell'anno. Un dato che colpisce: la costanza della temperatura non dipende dalla stagione né dal clima, ma dalla profondità e dalla struttura del reticolo carsico che percorre il sottosuolo salentino. Esistono numerose cavità sotterranee nell'entroterra — vore, inghiottitoi, caverne — allineate da nord-ovest verso sud-est, e questa orientazione indica la direzione preferenziale di deflusso delle acque sotterranee, che passano dal territorio di Santa Cesarea Terme verso il mare Adriatico. Le grotte sul mare sono, in sostanza, la bocca di un sistema idrico che attraversa il Salento in profondità.
Aristotele, Strabone e i giganti sconfitti da Ercole
La memoria di queste acque è antichissima. Già storici e filosofi dell'antichità come Aristotele, Strabone e Claudiano ne descrissero i benefici nelle loro opere. Le sorgenti erano già note nell'antichità, come testimoniano i più antichi autori latini: Plinio e Strabone riportano, in una leggenda pagana, che gli effluvi sulfurei che scaturivano dalla terra originavano dal disfacimento dei corpi dei Giganti Leuterni, rifugiatisi qui dopo essere stati sconfitti da Ercole ai Campi Flegrei. Una storia affascinante, che nella tradizione orale salentina si precisa ulteriormente: per secoli il litorale si chiamò "Leuterno", dal nome di questi esseri mostruosamente enormi, ritenuti invincibili perché temprati nel fuoco e nello zolfo; sconfitti da Ercole, parte di loro fuggì e si rifugiò nelle grotte della costa salentina dove ora sorge Santa Cesarea, e dalla putredine dei loro corpi in disfacimento, penetrata nel sottosuolo, scaturirono le fonti d'acqua sulfurea.
Alla leggenda pagana si intreccia poi quella cristiana, che dà il nome al borgo. Secondo la tradizione popolare, una giovane di nome Cisaria fuggì di casa e si rifugiò nella Grotta Sulfurea per sfuggire alle insidie del padre; egli la raggiunse nella grotta, dove fu arso da improvvise fiammate di zolfo. Se la leggenda pagana trasformava le acque in oggetto di terrore, quella cristiana segnò un cambiamento di rapporto: le sorgenti diventarono un dono, e nella Grotta Sulfurea si praticavano già nel Medioevo bagnature medicamentose contro alcune malattie.
Dal Galateo all'Ottocento: secoli di cure e abbandono
Il Galateo, famoso medico del XV secolo figlio della terra salentina, aveva già constatato l'efficacia curativa dei bagni nella grotta. Eppure la storia di questa costa è anche una storia di interruzioni e silenzi. Rimaste abbandonate per tanti secoli dopo la conquista di Otranto da parte dei Turchi nel 1480, le fonti termali di Santa Cesarea vennero riprese in considerazione soltanto a metà del XIX secolo. Disabitata a lungo a causa degli incessanti attacchi saraceni lungo le sue coste, Santa Cesarea Terme fu riscoperta ancora una volta grazie alle proprietà curative delle sue acque, quando venne inaugurato il primo stabilimento termale Gattulla, nel 1910.
Fu la riscoperta termale a trasformare un tratto di costa pressoché deserto in una piccola capitale del benessere borghese. Il lusso di assicurarsi l'accesso alle terme e un luogo in cui soggiornare durante gli afosi mesi estivi spinse i ricchi abitanti, a cavallo tra Ottocento e Novecento, a costruire le sontuose ville nobiliari che tuttora impreziosiscono il territorio: Palazzo Tamborino, Villa Raffaella, nata come residenza estiva della famiglia Lubelli, e soprattutto Villa Sticchi, edificata per volontà di Giovanni Pasca tra il 1894 e il 1900, tripudio di intagli e arabeschi che seguono i dettami dell'architettura islamica. Oggi quelle facciate moresche si specchiano ancora nel mare adriatico, ricordando ai passanti che questa era già, oltre un secolo fa, una meta di pellegrinaggio per chi cercava guarigione e riposo.
Cosa fanno oggi quelle acque al corpo
Esiste qui un'acqua termale con una composizione chimico-termica considerata unica in Italia: la concentrazione di zolfo e la temperatura di circa 30°C fanno la differenza rispetto a tutte le altre sorgenti geotermali del Paese. Il mix di zolfo, ioduri, bromuri e solfuro di idrogeno è indicato dalla medicina per curare patologie broncorespiratorie, dermatologiche e ginecologiche. La forte concentrazione di minerali le rende particolarmente efficaci a livello terapeutico; sono considerate fra le più terapeutiche in Italia per la cura delle affezioni alle alte e basse vie respiratorie, e tramite inalazioni e aerosol curano tonsilliti, faringiti e bronchiti croniche.
L'acqua delle grotte, quando giunge alle terme, subisce un processo di eutermizzazione che la porta alla temperatura di 36-37 gradi, necessaria per l'uso terapeutico nei trattamenti di benessere personale. Tuttavia, per chi vuole vivere l'esperienza nella sua forma più autentica, è possibile ancora oggi immergersi nelle vasche naturali ricavate nella roccia costiera. La sorgente si colloca all'interno del complesso sistema di quattro grotte marine carsiche che rendono la costa di Santa Cesarea una perla rara nel panorama idrologico mondiale, e originariamente l'accesso a queste acque richiedeva un contatto diretto e selvaggio con la grotta stessa.
Una vista e un odore che non si dimenticano
Santa Cesarea Terme è una località dalla conformazione territoriale particolare: vista dal mare sembra svilupparsi sulle gradinate di un anfiteatro che salgono fino a 129 metri sul livello del mare. La scogliera è alta, calcarea, segnata da anfratti e grotte che si aprono come bocche silenziose verso il largo. La posizione a picco sul mare, con scenografiche scogliere e grotte marine, unita alla presenza di queste acque terapeutiche, crea un unicum che coniuga benessere, storia e paesaggio mozzafiato. È un posto che si incontra con tutti i sensi: prima con gli occhi, poi con il naso — quell'afrore di zolfo che i Romani chiamavano "acqua che puzza" e che i salentini hanno imparato, nei secoli, a considerare il profumo della salute.
Fonti e approfondimenti
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La Storia – Terme di Santa Cesarea (sito ufficiale) termesantacesarea.it ↗
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Santa Cesarea Terme – Salento Style salentostyle.com ↗
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Santa Cesarea Terme, tra sorgenti sulfuree e centri termali – Best of Puglia bestofpuglia.it ↗
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Terme di Santa Cesarea – Saturnia Terme Libere cascate-del-mulino.info ↗
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Piscina Solfurea – Terme di Santa Cesarea (sito ufficiale) termesantacesarea.it ↗
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Mare Santa Cesarea – MareSalento.com maresalento.com ↗
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