Ottocento anni di sole calcolato: a Castel del Monte c'è una finestra che illumina lo stesso punto esatto solo due volte l'anno
C'è un momento, due volte l'anno, in cui Castel del Monte smette di essere un monumento e torna a essere quello che forse era davvero: uno strumento. Non di guerra, non di potere nel senso brutale del termine, ma di misurazione del tempo. Un aggeggio di pietra calcarea e proporzioni matematiche, posato su una collina delle Murge occidentali ad Andria, capace ancora oggi di fare esattamente ciò per cui fu concepito quasi otto secoli fa.
Il raggio, la finestra, il punto sul muro
Il fenomeno è documentato e preciso nella sua descrizione: due volte l'anno, l'8 aprile e l'8 ottobre, un raggio di sole entra dalla finestra nella parete sudorientale e, attraversando la finestra che si rivolge al cortile interno, illumina una porzione di muro dove prima era scolpito un bassorilievo. Non è un effetto casuale né un capriccio della geometria. Dalla stanza terminale del percorso del primo piano rivolta a sud-est, il raggio attraversa sia la finestra della facciata esterna sia la porta finestra che si affaccia sul cortile, andando a illuminare un rettangolo sulla parete nord-ovest della facciata del cortile interno. Un corridoio di luce che si apre e si chiude con la precisione di un orologio celeste, rispettando un appuntamento che si ripete identico dalla prima metà del Duecento.
Vale la pena soffermarsi sulla scelta delle date. L'8 ottobre era anticamente considerato l'ottavo mese dell'anno , e questa corrispondenza numerologica con l'otto — il numero ossessivo che governa ogni proporzione del castello, dalle torri alle stanze, dalla pianta al cortile — difficilmente pare casuale. Chi ha progettato questo edificio stava scrivendo un testo in pietra, e la luce era l'inchiostro.
Un castello orientato verso il cielo
Per comprendere il significato del fenomeno bisogna allargare lo sguardo all'intero impianto architettonico. Il portale di ingresso principale si apre sulla parete della struttura ottagonale orientata approssimativamente a est, vale a dire di fronte al punto in cui sorge il sole in coincidenza degli equinozi di primavera e d'autunno. Non è l'unica corrispondenza con il moto solare. L'intera costruzione sarebbe intrisa di forti simboli astrologici e la sua posizione sarebbe stata studiata in modo che nei giorni di solstizio ed equinozio le ombre gettate dalle pareti abbiano una particolare direzione: a mezzogiorno dell'equinozio di autunno, ad esempio, le ombre delle mura raggiungerebbero perfettamente la lunghezza del cortile interno, ed esattamente un mese dopo coprono anche l'intera lunghezza delle stanze.
A rendere ancora più articolato il quadro concorre la posizione geografica scelta per la costruzione. Il castello si trova a una latitudine di 41°5', dove durante gli equinozi, nelle due ore a cavallo del mezzogiorno, il sole percorre un arco di 45°, corrispondente a un lato di ottagono. Coincidenza o intenzione? Gli studiosi di archeoastronomia tendono verso la seconda ipotesi, anche se con le dovute cautele. Studi di archeoastronomia hanno mostrato che a mezzogiorno degli equinozi l'ombra può intersecare punti che si collegano geometricamente con gli elementi dell'ottagono, un fenomeno legato alla latitudine e alla geometria della figura; ed è vero che alcuni studi moderni hanno ribadito la tesi che Federico II e i suoi architetti tennero conto del cammino del sole nella progettazione dell'edificio, anche se tali tesi non dimostrano definitivamente che il maniero federiciano sia stato costruito con queste finalità di base. La scienza, insomma, lascia aperta la porta all'ammirazione senza cedere del tutto all'esoterismo.
Federico II e i suoi astronomi di corte
Dietro Castel del Monte c'è la mente di un uomo che amava il cielo quasi quanto amava il potere. Di Federico II sappiamo che era senz'altro profondo conoscitore e appassionato di astronomia, e che sosteneva le scienze naturali avendo a corte una serie di studiosi del settore, tra cui Michele Scoto e Teodorico di Freiberg. Erano osservatori pazienti e precisi, abili calcolatori, e l'astronomia fu la loro scienza preferita, utilizzata nella formazione del calendario, con le date di festa e di digiuno, e per precisare ai fedeli l'esatta direzione della Mecca. In questo clima intellettuale straordinario per l'epoca — a cavallo tra cultura araba, classicità greca e pensiero medievale europeo — sorse Castel del Monte, anch'esso orientato secondo gli astri, secondo precise direttive di vari astronomi che riempivano la corte dell'imperatore.
Alcune teorie ricorrenti indicano che il castello rappresenterebbe uno "gnomone solare", le cui misure sarebbero state concepite in modo che il moto solare e le ombre da esso proiettate ne definissero tutte le proporzioni. Uno gnomone: la parte verticale di una meridiana, l'elemento che proietta l'ombra e misura il tempo. Un castello come orologio solare di pietra, visibile per chilometri di distanza sulle Murge pugliesi. L'immagine è potente e, per quanto non definitivamente provata, trova supporto in troppi dettagli concreti per essere liquidata come suggestione romantica.
Tra rigore e meraviglia: cosa resta oggi
Quel che colpisce, a distanza di secoli, è la sobrietà del prodigio. Non è un fenomeno spettacolare come quelli dei siti megalitici — non c'è un raggio di luce che colpisce una pietra al millimetro con effetti teatrali. È più sottile: la luce si distribuisce nelle sale in modo preciso, diverso da ogni altro giorno dell'anno, e le ombre delle pareti si allineano seguendo proporzioni che sembrano intenzionali. È questa discrezione, quasi pudica, a renderlo ancora più credibile. Non urla la propria perfezione: la mostra a chi ha la pazienza di aspettare.
Il castello è situato su una collina della catena delle Murge occidentali, a 540 metri sul livello del mare, da dove domina la regione circostante; sorge nell'odierna frazione omonima del comune di Andria, a 17 km dalla città, nei pressi della località di Santa Maria del Monte. Patrimonio UNESCO e figura emblematica dell'epoca federiciana , continua ogni anno ad attrarre visitatori e studiosi, ognuno in cerca della propria risposta. Quella che forse non arriverà mai del tutto — e che forse non dovrebbe arrivare — è se Federico II avesse davvero in mente di costruire un tempio solare, o se quella luce che ogni 8 aprile e ogni 8 ottobre scivola silenziosa da una finestra all'altra sia il frutto di un calcolo o di una coincidenza straordinariamente persistente. In entrambi i casi, vale il viaggio. Vale fermarsi, aspettare il mezzogiorno e guardare dove cade la luce.
Fonti e approfondimenti
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Castel del Monte: fascino e mistero di un edificio unico al mondo zon.it ↗
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Castel del Monte – Wikipedia it.wikipedia.org ↗
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L'astrolabio – I misteri di Castel del Monte castellodelmonte.it ↗
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Analisi critica del fenomeno equinoziale a Castel del Monte – VideoAndria videoandria.com ↗
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Castel del Monte, la fortezza dei misteri – Virgilio inizalia.virgilio.it ↗
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Castel del Monte: l'enigmatica fortezza di Federico II di Svevia viaggiandonellabellezza.altervista.org ↗
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