Federico II la costruì senza lasciare un solo documento che spieghi il perché: le otto torri di Castel del Monte restano il più grande enigma dell'architettura medievale
C'è qualcosa di deliberatamente sospeso nell'aria quando ci si avvicina a Castel del Monte. In una posizione completamente isolata che sovrasta il paesaggio delle Murge occidentali, Federico II ordinò la costruzione di quello che oggi rappresenta uno dei monumenti più discussi di tutto il Sud Italia. Da lontano sembra una corona posata su una collina. Da vicino, comincia a sembrare una domanda. Nessun fossato, nessun ponte levatoio, nessuna scuderia: la sua funzione reale è ancora sconosciuta. Otto secoli di studi non hanno prodotto una risposta definitiva, e forse è proprio questo il punto.
L'imperatore che non assomigliava a nessun altro
Per capire il castello bisogna capire chi lo ha voluto. Federico II di Svevia — imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia — è una delle figure più straordinarie della storia medievale europea. Nacque nel 1194 a Jesi, nelle Marche, ma considerò la Puglia la sua vera patria, tanto che uno dei suoi soprannomi era Puer Apuliae, "Fanciullo di Puglia". Non era un monarca nel senso convenzionale: parlava sei lingue — latino, siciliano, tedesco, francese, greco e arabo — ed era appassionato di matematica, poesia, filosofia, astronomia e scienze naturali. Era, in poche parole, un uomo che pensava in modo troppo complesso per accontentarsi di costruire una semplice fortezza.
La prima menzione scritta di Castel del Monte risale al 1240: in una lettera di quell'anno, Federico II fa riferimento a materiale da costruzione per i lavori di copertura da eseguire per il "castro di Sanctam Mariam de Monte", come si chiamava allora il luogo. Probabilmente alla sua morte, avvenuta nel 1250, l'edificio non era ancora terminato. Eppure quella lettera rimane, di fatto, uno dei pochi documenti concreti in nostro possesso: nessun mandato imperiale spiega il progetto, nessuna cronaca medievale illustra le intenzioni del committente. Contrariamente ad altri palazzi voluti dall'imperatore, non si hanno notizie precise su chi disegnò ed eresse Castel del Monte.
Un'ossessione chiamata otto
A stupire, nell'impianto complessivo, è principalmente la ricorrenza a dir poco ossessiva del numero otto. L'edificio è a pianta ottagonale, con otto torri di forma anch'esse ottagonali, collocate in corrispondenza degli spigoli. Le sedici sale — otto per ciascun piano — hanno forma trapezoidale e, percorrendole, si ha la sensazione di essere in un labirinto quasi magico. Anche il cortile centrale è di forma ottagonale. Ma la pervasività di questa cifra non si ferma alla planimetria generale: otto fiori quadrifogli ornano la cornice sinistra del portale d'ingresso, altri otto la cornice inferiore, otto foglie decorano i capitelli delle colonne nelle stanze, otto foglie la chiave di volta. È come se un autore invisibile avesse firmato ogni pietra con la stessa cifra, insistendo perché nessuno la dimenticasse. Il significato di questa ossessione rimane aperto a letture diverse.
La Treccani, nella sua voce dedicata all'enciclopedia federiciana, inquadra bene il problema: l'ottagono domina tutte le parti del monumento, si tratta quindi di una costruzione consapevolmente realizzata, anche nei dettagli, sulla base di una precisa forma geometrica — un esperimento artistico senza un modello concreto, realizzato ad altissimo livello. Non c'è dunque solo estetica in gioco: c'è un progetto intellettuale che attende ancora di essere compreso fino in fondo.
Le ipotesi: corona, hammam, tempio, orologio solare
Nel vuoto lasciato dalle fonti storiche, gli studiosi hanno proposto interpretazioni tra loro molto diverse, e nessuna si è imposta come definitiva. La prima, forse la più elegante, riguarda la forma stessa del castello: secondo alcuni studiosi, la forma ottagonale ricorderebbe la geometria di una corona, a rappresentare il potere imperiale di cui Federico II era investito. Una lettura di questo tipo conferirebbe a Castel del Monte il ruolo di simbolo terreno della sovranità imperiale di Federico II, altrimenti noto come Stupor Mundi — "meraviglia delle genti".
Una seconda ipotesi, più recente e più concreta, è quella avanzata dagli studiosi Giuseppe Fallacara e Umberto Occhinegro: Castel del Monte sarebbe stato un centro per la cura del corpo, modellato sull'hammam arabo. Diversi elementi della costruzione porterebbero in tale direzione: i molteplici e ingegnosi sistemi di canalizzazione e raccolta dell'acqua, le numerose cisterne per la conservazione, la presenza delle più antiche stanze da bagno della storia, la particolare conformazione dell'intero complesso e il percorso interno obbligato. Una lettura che fa di Federico II non solo un imperatore guerriero, ma un raffinato curatore del benessere fisico, influenzato dalla cultura islamica con cui era entrato in profondo contatto durante la sua vita.
Poi c'è la chiave astronomica, forse la più affascinante sul piano scientifico. L'ubicazione dell'edificio sarebbe stata determinata da motivi astronomici: alla latitudine in cui sorge Castel del Monte — 41° 5' nord — nei giorni equinoziali il sole, nelle ore a cavallo del mezzogiorno, percorre un arco di 45°, corrispondente esattamente a un lato di ottagono. Studi di archeoastronomia hanno mostrato che a mezzogiorno degli equinozi l'ombra può intersecare punti che si collegano geometricamente con gli elementi dell'ottagono, un fenomeno legato alla latitudine e alla geometria dell'edificio. Non una coincidenza, dunque, ma un calcolo: il castello sarebbe anche uno strumento per misurare il cielo.
Né fortezza né palazzo: un unicum senza precedenti
Castel del Monte non presenta elementi difensivi tipici delle fortezze medievali. La sua architettura fonde, in maniera armonica, stili gotici, islamici e classici, riflettendo la visione cosmopolita e illuminata dell'imperatore. Non è dunque classificabile secondo le categorie consuete dell'edilizia medievale: non è un castello militare, non è una residenza stabile, non è un luogo di culto. Sappiamo che nel 1246 vi si svolsero i festeggiamenti per il matrimonio della figlia naturale di Federico II, e che quando l'imperatore morì l'edificio non era ancora terminato. Per il resto, la storia documentata tace.
Situato su una collina a poca distanza da Andria, nel Parco nazionale dell'Alta Murgia, l'edificio è ricco di simboli e di misteri che rimandano a modelli estetici e ad aspetti esoterici non sempre facilmente identificabili. L'interno, nel frattempo, è molto cambiato: al tempo di Federico II era arricchito da importanti arredi scultorei, dei quali restano visibili oggi soltanto poche tracce. Quello che rimane, però, è sufficiente a suscitare un senso di sconcerto produttivo. Nel 1996 Castel del Monte è stato iscritto dall'UNESCO nella lista del Patrimonio dell'Umanità, e nel 1998 la sua immagine è stata coniata sul retro della moneta italiana da un centesimo di euro. Un edificio senza funzione riconoscibile che finisce sulla monetina più piccola in circolazione: forse un modo per ricordare che i grandi enigmi, a volte, stanno nelle cose più quotidiane.
Quel che è certo, alla fine, è che Federico II sapeva esattamente quello che stava facendo. Vista la cultura cosmopolita dell'imperatore, tutto lascia supporre che la ricorrenza dell'otto non sia casuale, ma riconducibile a un'architettura di tipo esoterico. All'epoca, d'altronde, l'uso di messaggi in codice inseriti nelle costruzioni era tutt'altro che infrequente. Il problema è che il codice, in questo caso, non è stato ancora decifrato. E forse Federico — Stupor Mundi, "meraviglia delle genti" — l'avrebbe trovato la cosa più naturale del mondo.
Fonti e approfondimenti
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Treccani – Enciclopedia Federiciana, voce Castel del Monte treccani.it ↗
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Wikipedia – Castel del Monte it.wikipedia.org ↗
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Puglia24News – Castel del Monte: calendario astronomico di Federico II puglia24news.it ↗
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LaTerradiPuglia – Castel del Monte: il castello ottagonale di Federico II laterradipuglia.it ↗
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Arte.it – I misteri di Castel del Monte arte.it ↗
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