La Lourdes di Bari: il pozzo della Basilica di San Nicola e la manna che trasuda dalle ossa del santo
C'è un momento dell'anno in cui Bari trattiene il respiro. È la sera del 9 maggio, quando nella cripta della Basilica di San Nicola, tra le navate di pietra calcarea e il calore fioco delle lampade votive, il rettore si avvicina all'altare, si inginocchia davanti a una piccola grata di ferro e compie un gesto antico quanto la città stessa. Apre il foro che dà accesso all'urna del santo e ne estrae, con una pipetta, poche preziose gocce di un liquido trasparente. È la manna di San Nicola: la reliquia più discussa, più desiderata e più misteriosa che Bari abbia mai custodito.
Un liquido che viene da lontano, nel tempo e nello spazio
Le prime attestazioni della manna risalgono al periodo immediatamente successivo alla morte del santo, avvenuta a Myra, in Licia. Già in quella tomba, secondo i biografi più antichi, si sarebbe manifestato un liquido trasparente, ritenuto miracoloso. Il primo a parlarne fu Michele Archimandrita, il primo biografo del santo, che nell'VIII secolo descrisse un olio odoroso che trasudava dalla pelle del santo dopo la morte e la deposizione nel marmo del sepolcro. In seguito, molti altri utilizzarono termini come myron, oleum o unguentum per identificare questo liquido che trasuda dalle sante spoglie. Quando i marinai baresi giunsero a Myra nel 1087 per trafugare le ossa, trovarono il sarcofago non vuoto: le ossa del santo erano immerse in un liquido oleoso e profumato che veniva chiamato mirra. La Cronaca di Kiev, uno dei resoconti più antichi della traslazione, è ancora più esplicita: vi si legge "trovarono l'urna piena di manna. Versarono la manna in degli otri, presero le reliquie". Quegli otri, se davvero furono utilizzati, rappresentano i più antichi esemplari delle "bottiglie della manna" baresi.
Quando Bari divenne meta di pellegrinaggio
Dopo la traslazione delle reliquie a Bari nel 1087, il fenomeno continuò ininterrottamente, tanto che per secoli i pellegrini giungevano nella città pugliese non solo per venerare San Nicola, ma anche per ottenere una goccia della sua preziosa manna, ritenuta dotata di virtù taumaturgiche. La tomba di San Nicola, anche per il myron che scaturiva dalle sue ossa — chiamato "manna" in Occidente — divenne meta di pellegrinaggi che ne diffusero universalmente il culto in Oriente e in Occidente, rendendolo segno vivo e punto d'incontro nel cammino dell'ecumenismo e della riconciliazione. Era, a tutti gli effetti, la Lourdes del Mezzogiorno medievale, con una folla che si stringeva intorno all'altare della cripta spinta non soltanto dalla fede ma anche dalla speranza di una guarigione. Molti pellegrini si recavano a Bari attratti dalla tomba del santo più dal fatto della manna che dalla fama dei miracoli di cui godeva San Nicola.
Le cronache dell'abate Pacichelli, risalenti al XVII secolo, restituiscono un'immagine vivida di quell'altare: un portello di ferro si apriva per mostrare una cavità illuminata da lampade, al cui interno si trovavano ossa e reliquie del santo immerse in una coppa d'argento contenente un liquido chiaro, identificato come la manna. Lo stesso testo riferisce che tale sostanza veniva raccolta annualmente e distribuita ai fedeli e ai religiosi, persino inviata fino a Napoli. Un circuito di devozione che attraversava l'intero Meridione, con Bari al centro come una piccola capitale dello spirito.
Le bottiglie di Murano e i crociati in partenza per Gerusalemme
La manna, naturalmente scarseggiava. Veniva diluita con acqua e vi si riempivano delle fialette che venivano distribuite ai pellegrini, i quali le portavano appese al collo per la difesa dalle malattie. I crociati, in partenza per la Terra Santa, le portavano come un talismano. Per confezionare questi contenitori sacri, i baresi si rivolsero ai migliori artigiani del vetro che conoscessero: dati gli stretti rapporti con Venezia, i baresi si rivolsero ai vetrai muranesi per la produzione delle bottiglie che poi venivano decorate con l'effigie del santo e riempite con la manna che sgorge dalle sue ossa. Oggetti di devozione che erano anche capolavori d'arte applicata, e che ancora oggi è possibile incontrare nelle case del centro antico di Bari: è frequente trovare bottiglie di varie dimensioni e materiali — vetro soffiato, cristallo rosso rubino — decorate con episodi della vita del santo o con il ritratto dello stesso nelle vesti di vescovo, contenenti un liquido cristallino, senza sedimenti.
Scienza e fede di fronte all'urna
Nel corso dei secoli, le voci sui poteri taumaturgici della manna si moltiplicarono. Alla manna di San Nicola sono state attribuite diverse miracolose guarigioni, fra cui quella dell'arcivescovo di Bari monsignor Antonio Puteo del 1570, e le decine di persone guarite da una misteriosa malattia agli occhi grazie a impacchi con il sacro liquido nel Seicento. La Chiesa non ha mai imposto un'interpretazione dogmatica del fenomeno, ma il popolo barese non ha mai smesso di credere. Quando le voci di possibili infiltrazioni d'acqua piovana o di risalita marina cominciarono a circolare con insistenza, si decise di affidare la questione alla scienza. Dalle analisi eseguite nel 1925 dal Laboratorio di Chimica dell'Università di Bari a cura del professor Riccardo Ciusa, si tratterebbe non di un olio ma di "acqua quasi pura e che non ha alcuna relazione coll'acqua, per così dire esterna", quindi non derivante da un'infiltrazione nel sepolcro. Le analisi chimiche effettuate nel corso del tempo hanno escluso cause banali come infiltrazioni d'acqua o condensa, considerando l'impermeabilità dell'alveo in cui riposano le ossa; gli esperti sostengono che la sostanza non presenti caratteristiche anomale dal punto di vista fisico, ma la sua origine e periodicità restano razionalmente inspiegabili.
La ricognizione canonica delle ossa, compiuta nella notte tra il 5 e il 6 maggio 1953 alla presenza di una commissione pontificia, offrì un'ulteriore testimonianza diretta: tutti i pezzi ossei si trovavano immersi in un liquido limpido, simile ad acqua di roccia, occupante il fondo del loculo per l'altezza di circa 2 cm; le parti delle ossa che sovrastavano al pelo dell'acqua risultavano tutte umide. Le ossa conservate rappresentano il 65% dell'intero scheletro e si trovano all'altezza del piano di calpestio, racchiuse in blocchi di cemento.
Il rito che si rinnova ogni anno
Oggi come allora, il momento culminante è il 9 maggio, anniversario dell'arrivo delle reliquie a Bari. La manna viene ufficialmente prelevata dal rettore della basilica alla presenza del delegato pontificio, delle autorità, del clero e dei fedeli, al termine di una solenne celebrazione liturgica. Il foro da cui è levata la manna è di pochi centimetri e viene aperto solo per l'occasione: nel migliore dei casi si riesce a estrarre non più di due bicchieri di manna miracolosa. Una quantità minima rispetto alle richieste: il quantitativo viene raccolto in un'ampolla di cristallo dalla quale alcune gocce sono travasate in grossi caraffoni riempiti di acqua comune per confezionare migliaia di boccette da distribuire ai fedeli nel corso dell'anno, che le considerano sacre reliquie.
Chi vuole portarsi a casa una di queste boccette non deve far altro che recarsi alla Sala delle Offerte della basilica. Dentro ci sarà pochissima manna vera — poche gocce diluite in acqua benedetta — ma questo, per chi crede, basta e avanza. Resta però certo che è da secoli un grande onore per i credenti, in pellegrinaggio a Bari per onorare San Nicola, ottenere una boccettina di manna. Un onore che unisce Oriente e Occidente, ortodossi e cattolici, scettici e devoti, in una cripta di pietra calcarea sotto i piedi di una città che, nel profondo, sa di custodire qualcosa di irrisolvibile e bellissimo.
Fonti e approfondimenti
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La manna di San Nicola: il liquido sacro ambito dai pellegrini – Bari-e.it bari-e.it ↗
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La misteriosa "manna" di San Nicola – Giornale di Puglia giornaledipuglia.com ↗
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La storia della "manna" di San Nicola, tra devozione e leggenda – BariToday baritoday.it ↗
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La cripta della Basilica di San Nicola a Bari – Progetto Storia dell'Arte progettostoriadellarte.it ↗
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San Nicola di Bari – Wikipedia it.wikipedia.org ↗
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San Nicola – Arcidiocesi Bari-Bitonto arcidiocesibaribitonto.it ↗
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