Otto torri, nessun fossato, zero finestre al piano terra: la geometria impossibile di Castel del Monte che ancora divide gli storici
C'è un momento, percorrendo la strada che sale fra gli ulivi e i campi ocra delle Murge pugliesi, in cui Castel del Monte appare all'improvviso sul crinale della collina. Non si annuncia gradualmente, come fanno certi borghi medievali che si lasciano intuire da lontano. Esplode nella visuale tutto in una volta, con la sua corona di pietra calcarea stagliata contro il cielo, perfetta e geometrica come un teorema. È situato su una collina della catena delle Murge occidentali, a 540 metri sul livello del mare , e già da questa altitudine comincia a porre le sue domande. Domande a cui, a distanza di secoli, gli storici non hanno ancora trovato risposta unanime.
Un numero ossessivo: l'otto che governa tutto
Chi si avvicina a Castel del Monte per la prima volta fatica a cogliere subito l'entità dell'ossessione numerica che ne governa ogni centimetro. Eppure basta fermarsi e contare. Il numero otto caratterizza l'intera struttura del castello, che ha pianta ottagonale, otto stanze al pianterreno e al piano superiore, otto torri ottagonali e un cortile interno anch'esso di forma ottagonale. Non si tratta di una coincidenza o di un capriccio estetico: ogni scelta sembra rispondere a una logica deliberata e profonda. L'interno si articola su due livelli, ciascuno composto da otto sale trapezoidali che si affacciano su un cortile centrale, anch'esso di forma ottagonale, e si crede che questo cortile ospitasse un tempo una vasca ottagonale, fulcro di un complesso sistema idraulico.
Le torri non fanno eccezione. A ogni spigolo dell'ottagono principale si innesta una torre, alta 23 metri, sempre a base ottagonale: oltre alla funzione estetica, queste torri ospitavano servizi, cisterne per l'acqua e le scale a chiocciola che collegano i due piani. Anche la materia prima porta il segno di un'intenzione precisa: il castello in pietra calcarea locale è a pianta ottagonale, riproponendo la forma della corona imperiale. Il parallelismo con la corona non è affatto casuale: come nel caso della preziosa corona del Sacro Romano Impero e della Cappella Palatina di Aquisgrana, strettamente legate alla liturgia imperiale, l'ottagono simboleggia l'equilibrio cosmico, la fusione del potere celeste con quello terreno, l'incontro tra Dio e l'uomo.
Un cantiere dell'imperatore "stupore del mondo"
Il castello fu costruito tra il 1240 e il 1250 per volere di Federico II di Svevia , il sovrano che la storia medievale ricorda con l'epiteto di Stupor Mundi, lo stupore del mondo. La costruzione, ultimata in un periodo in cui la Puglia era una regione crocevia di culture, unisce elementi architettonici arabi, gotici e classici, creando un'opera unica e innovativa. Il portale d'ingresso restituisce bene questa sintesi plurale: al quale si accede attraverso due rampe di scale, è costituito da due lesene scanalate con capitelli corinzi che sorreggono un finto architrave, sul quale si erge un timpano cuspidato, come citazione all'arte classica. Dentro e fuori, cultura islamica, gotico settentrionale e classicità latina convivono senza mai litigare, come se un intelletto superiore avesse trovato il modo di farle dialogare.
Eppure, nonostante la grandiosità del committente, l'opera è tradizionalmente attribuita all'imperatore, sebbene l'autore reale o la figura responsabile della progettazione resti incerta. Chi abbia effettivamente tenuto in mano la matita — se mai una matita medievale potesse rendere l'idea — è un altro dei misteri che avvolgono questo luogo.
La grande domanda: ma a che cosa serviva?
Qui comincia il vero dibattito, quello che ancora oggi divide gli storici in campi opposti e che rende Castel del Monte qualcosa di più di un semplice monumento. Malgrado sia comunemente definito "castello", è tutt'oggi sconosciuta l'esatta funzione dell'imponente edificio: privo di elementi tipicamente militari e di fossati, e al contempo posto in una posizione non strategica, probabilmente non fu una fortezza. Questa constatazione, apparentemente semplice, ha il potere di smontare secoli di etichette e classificazioni.
L'ipotesi della residenza di caccia — suggerita dal fatto che Federico II era un appassionato falconiere, tanto da scrivere un celebre trattato sull'argomento — non ha retto all'esame dei dettagli. Anche l'ipotesi che fosse una residenza di caccia è stata scartata per la presenza di fini ornamenti e l'assenza di stalle e altri ambienti tipici di tali strutture. Al contrario, la presenza di bagni e camini su entrambi i piani del castello, così come il raffinato repertorio scultoreo rendono plausibile un uso di rappresentanza dell'edificio, riservato probabilmente a una ristretta cerchia di privilegiati molto vicini al re.
C'è poi chi guarda verso il cielo per trovare risposta. Forse un padiglione astronomico, dato che le sue proporzioni sembrano allineate ai solstizi. E c'è chi va ancora oltre, collocando l'edificio nell'orizzonte della conoscenza esoterica e della geometria sacra: forse un tempio iniziatico che richiama la geometria sacra delle cattedrali gotiche e delle moschee islamiche, perché Federico aveva una mente curiosa e aperta a tutte le influenze culturali del suo tempo. Perfino l'orientamento delle scale a chiocciola ha alimentato speculazioni: a Castel del Monte le scale a chiocciola si elevano in senso antiorario, condizione che avrebbe indotto i difensori a dover impugnare l'arma con l'altra mano , un dettaglio che mal si concilia con qualunque logica militare seria.
Il silenzio delle fonti e il rumore delle teorie
Nonostante i numerosi studi e le ricerche storiche, Castel del Monte rimane avvolto nel mistero: ogni tentativo di spiegare appieno il significato dei suoi numeri e delle sue proporzioni si scontra con l'evidenza che molti aspetti potrebbero essere stati concepiti per rimanere enigmi irrisolti. Il catalogo delle ipotesi più fantasiose include chi lo colloca lungo una linea immaginaria che unisce la cattedrale di Chartres a Gerusalemme, e chi lo considera un modello in scala ridotta della piramide di Cheope. Teorie suggestive, certo, ma prive di basi documentarie solide.
Quel che resta, al netto delle leggende, è un edificio che sfida le categorie. Il castello non presenta tipiche caratteristiche di fortificazione difensiva: non mostra merlature apparenti né fossati, ma piuttosto una funzione simbolica e rappresentativa della potenza e dell'ordine dell'universo governato da Federico II. La risposta più onesta che gli storici riescono a dare oggi è forse quella più sfumata: la verità più probabile è che fosse un po' di tutte queste cose insieme — un edificio pensato per essere insieme funzionale e simbolico, pratico e misterioso, esattamente come l'uomo che lo aveva voluto.
Nel 1996 Castel del Monte è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO , riconoscimento che ha consacrato definitivamente la sua unicità agli occhi del mondo. Ma nessun ente, per quanto autorevole, ha potuto aggiungere al dossier di candidatura la voce che più mancherebbe: la funzione originaria. Quella resta scritta, forse, soltanto nella mente di Federico II — e lui, da ormai otto secoli, non risponde.
Fonti e approfondimenti
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Ministero della Cultura – Storia e struttura di Castel del Monte cultura.gov.it ↗
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Histouring – Castel del Monte il misterioso capolavoro ottagonale UNESCO histouring.com ↗
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Virgilio In Italia – Castel del Monte, la fortezza dei misteri initalia.virgilio.it ↗
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Progetto Storia dell'Arte – Castel del Monte: il castello ottagonale progettostoriadellarte.it ↗
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Discover Bari – Cosa vedere a Castel del Monte discoverbari.it ↗
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The Wom Travel – Il castello più misterioso d'Italia travel.thewom.it ↗
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