HomeTurismo › Non è il Gargano il promontorio più alto della Puglia: il primato appartiene al Monte Cornacchia, il "tetto" che pochissimi turisti raggiungono

Non è il Gargano il promontorio più alto della Puglia: il primato appartiene al Monte Cornacchia, il "tetto" che pochissimi turisti raggiungono

di Redazione · 18 Giugno 2026 · 6 min di lettura
La vetta del Monte Cornacchia con il rifugio forestale in pietra e il panorama dei Monti Dauni, Foggia
Foto: Fuoco Fatuo / CC0 via Wikimedia Commons

Chiunque abbia sfogliato una guida turistica sulla Puglia avrà incontrato, prima o poi, l'immagine dello sperone d'Italia che si incunea nell'Adriatico: il Gargano, con le sue falesie, la Foresta Umbra, i laghi di Lesina e Varano. È il volto montano più noto della regione, quello che i turisti associano quasi istintivamente all'idea di "altura pugliese". Eppure il Gargano non è il punto più alto della Puglia. Il primato appartiene a una vetta appartata, incastonata nel cuore dell'Appennino Dauno, che la gran parte dei visitatori non ha mai nemmeno sentito nominare.

Il Gargano e il suo limite naturale

Per capire l'equivoco è sufficiente guardare i numeri. Il Monte Calvo è la montagna più alta tra quelle che costituiscono il promontorio del Gargano e raggiunge un'altitudine di 1056 metri sul livello del mare. Una quota ragguardevole per un massiccio che sorge direttamente dal mare, ma pur sempre inferiore a quella di un'altra montagna pugliese assai meno conosciuta. Con un'altitudine massima di 1056 metri e un'estensione di circa 2100 chilometri quadrati, il Gargano è a tutti gli effetti un massiccio montuoso isolato che si erge tra il mare Adriatico e il Tavoliere. La sua fama è dunque legittima e meritata, ma geograficamente parlando il Gargano si ferma ben al di sotto del vero tetto regionale.

Il tetto della Puglia si chiama Monte Cornacchia

Il Monte Cornacchia, a 1151 metri sul livello del mare, è una montagna degli Appennini situata nel settore interno occidentale della provincia di Foggia ed è la vetta più elevata del gruppo dei Monti della Daunia e dell'intera regione Puglia. Non si trova su un promontorio affacciato sul mare, né è raggiungibile percorrendo le strade del turismo balneare: il Monte Cornacchia è ubicato al confine tra i territori comunali di Biccari e Faeto. Due borghi dell'entroterra foggiano, poco frequentati, lontani dalle rotte degli autobus e dei resort costieri. Proprio per questo motivo la sua identità di "primato regionale" continua a sfuggire alla percezione comune.

Il nome evocativo con cui lo chiamano quanti lo conoscono dice tutto: il Monte Cornacchia è la vetta più alta del Subappennino Dauno, una catena montuosa che corre lungo il confine della Puglia, ed è ribattezzato "Tetto della Puglia" perché permette di godere di un panorama mozzafiato che abbraccia il Tavoliere, il Gargano e alcuni dei borghi più caratteristici della Daunia come Biccari, Roseto, Castelluccio Valmaggiore e Faeto. I Monti Dauni sono una delle più suggestive e caratteristiche aree geografiche della Puglia, coronati da borghi che sono autentici scrigni di secoli di storia; più di un terzo del polmone verde pugliese si trova sulle alture dell'Appennino Dauno, che fornisce per intero le risorse idriche necessarie alla provincia di Foggia.

Un paesaggio che pochi si aspettano in Puglia

Salire al Monte Cornacchia significa attraversare un ambiente che molti visitatori faticano a riconciliare con l'immagine da cartolina della Puglia. Le distese di ulivi e il mare turchese qui lasciano spazio a qualcosa di completamente diverso. La vegetazione del monte è caratterizzata dalla presenza di vaste praterie e pascoli d'altitudine, alternati a boschi di conifere e di latifoglie. Immersi in questo scenario si trovano il Bosco di Faeto, che si estende per circa 94 ettari, caratterizzato da olmi campestri, roverelle e aceri, e non mancano il faggio e specie di piante esotiche come il pino nero, l'abete greco e il cedro atlantico.

Non è solo la flora a sorprendere. La presenza faunistica più importante è quella del lupo, indice dell'elevato valore naturalistico di tutta l'area, accanto alla quale vanno segnalate numerose specie di rapaci. E poi c'è l'acqua, elemento che in Puglia si dà quasi per scontato che manchi: lungo le falde settentrionali dell'altura sgorga il torrente Vulgano e si trova il Lago Pescara, unico lago naturale montano della Puglia, situato a 902 metri sul livello del mare, esteso su 3 ettari e profondo 6 metri. Un lago d'alta quota, piccolo e prezioso, che già da solo varrebbe il viaggio.

Come si sale: sentieri, rifugio e panorama a 360°

La vetta non è inaccessibile. Il Monte Cornacchia è raggiungibile mediante il Sentiero Frassati di Puglia, che unisce i borghi di Biccari, Castelluccio Valmaggiore, Celle di San Vito, Faeto e Roseto Valfortore. Questi percorsi, tracciati e segnalati dal Club Alpino Italiano, sono stati dedicati al beato Pier Giorgio Frassati, giovane torinese beatificato nel 1990, che amava definire la montagna come luogo di elevazione dello spirito e palestra dove si tempra l'anima e il corpo. Un itinerario che intreccia natura, storia e spiritualità, non diversamente dal più famoso Cammino di San Michele sul versante garganico.

Una volta in cima, ad accogliere l'escursionista c'è una struttura sobria e silenziosa. A pochi metri dalla vetta vi è un rifugio costruito nel 1980 e poi riattivato nel 2012 dopo che un incendio lo aveva devastato nel 2007; il rifugio è stato restaurato nell'agosto 2020. Dalla vetta, sulla quale è stato costruito questo piccolo rifugio forestale, si gode di un panorama suggestivo e spettacolare a 360° verso l'Irpinia, il Gargano, la Maiella e il Tavoliere. È uno di quei rari punti in cui la Puglia si svela in tutta la sua complessità geografica: non solo pianura e mare, ma anche Appennino, boschi, borghi arroccati e silenzi che in estate costano quanto quelli di una spiaggia affollatissima.

Perché vale la pena andarci (e perché in pochi lo fanno)

In virtù della sua notevole rilevanza ecologica, l'intero massiccio del Monte Cornacchia, unitamente al contiguo bosco di Faeto, costituisce un sito di interesse comunitario. Eppure i flussi turistici che ogni estate saturano le coste del Salento o i trabucchi del Gargano sfiorano appena questi territori. I motivi sono facilmente intuibili: i Monti Dauni sono lontani dagli aeroporti principali, privi di grandi strutture ricettive, e la loro bellezza non si lascia fotografare con uno scatto da spiaggia. Richiedono tempo, scarpe adatte e una certa curiosità per la Puglia che non compare nelle brochure.

Ma è proprio qui che risiede il loro valore. Oltre al Monte Cornacchia, nei Monti Dauni ci sono altre cime significative come il Monte Saraceno a 1145 metri, il Monte Crispignano a 1105 metri e il Toppo Pescara a 1078 metri. Un intero sistema montuoso, insomma, che attende di essere scoperto. Chi sale fino al tetto della Puglia porta a casa qualcosa che nessuna spiaggia può offrire: la consapevolezza di aver visto la regione dall'alto, dal suo punto più alto in assoluto, da un luogo che quasi nessuno conosce.

Fonti e approfondimenti

Continua a leggere

Vista aerea dell'isola calcarea di Gallipoli con le mura storiche e il mare Ionio al tramonto
Turismo

Gallipoli non è la città murata più antica del Salento: il segreto preistorico che la sua isola nasconde da tremila anni

Una pagnotta di pane di Altamura DOP con la caratteristica crosta ambrata e la mollica gialla di semola, fotografata su pietra rustica
Turismo

Non è la focaccia di Bari il pane più antico della Puglia: il primato appartiene al pane di Altamura, che i Romani mangiavano già duemila anni fa

Il centro storico di Ostuni visto dall'alto, con le case bianche che scendono lungo il colle verso la pianura degli ulivi e il mare Adriatico
Turismo

Ostuni non è bianca per caso: il segreto medievale dietro il colore che ha reso la città più fotografata della Puglia

Veduta aerea di Castel del Monte al tramonto sulle Murge pugliesi
Turismo

Castel del Monte non ha mai ospitato nessun re: il castello più misterioso di Puglia e la funzione che otto secoli di storia non hanno ancora chiarito

Turismo

Non è il porto di Bari il più grande della Puglia: il primato appartiene a Taranto, la città che i turisti attraversano senza fermarsi

Forme di pecorino pugliese stagionato su scaffali di legno in una cantina artigianale in Puglia
Turismo

Non è la burrata di Andria il formaggio pugliese più antico: il primato appartiene al pecorino, figlio silenzioso della transumanza