Ventottomila anni fa era incinta e ci guardava: nella grotta di Santa Maria d'Agnano, Ostuni custodisce lo scheletro più antico di una madre europea
C'è un cunicolo alto non più di cinquanta centimetri, nelle viscere di una collina a pochi chilometri da Ostuni, dove il tempo ha smesso di scorrere ventottomila anni fa. Dentro quella strettoia di roccia calcarea, nell'ottobre del 1991, il paletnologo Donato Coppola si imbatté in qualcosa che avrebbe cambiato per sempre la conoscenza del Paleolitico italiano ed europeo: lo scheletro di una giovane donna, adagiato con cura sul fianco sinistro, con la mano destra posata sul ventre. Era incinta. Era morta. E aspettava, da millenni, che qualcuno la trovasse.
Una scoperta nell'ombra della grotta
Lo scheletro fu scoperto nell'ottobre del 1991 dal paletnologo Donato Coppola nella grotta di Santa Maria d'Agnano, a pochi chilometri dal centro di Ostuni. La grotta si trova all'interno dell'omonimo parco archeologico, un'area di tredici ettari, ed è una cavità carsica frequentata dal Paleolitico superiore fino al secondo millennio dopo Cristo, come luogo di culto e per le attività quotidiane. Millenni di presenze umane si sovrappongono qui in modo quasi vertiginoso: secondo i ritrovamenti, la cavità sarebbe stata un santuario messapico dedicato alla dea Demetra, poi riconvertita in luogo di culto anche in età cristiana, intitolato alla Madonna d'Agnano, con tracce di affreschi probabilmente di età bizantina e una piccola cappella cinquecentesca. Ma è nella profondità più remota di questo lungo racconto che abita la scoperta più straordinaria.
Repertata come "Ostuni 1" e riferibile a una donna di circa vent'anni, la gestante è databile a 28.000 anni fa ed è stata rinvenuta con i resti del suo feto in grembo. Era adagiata in posizione fetale sul fianco sinistro, con il braccio di questo lato ripiegato sotto la testa e il destro appoggiato sul ventre, quasi a protezione del suo bambino mai nato. Un gesto che attraversa il tempo e raggiunge chi la osserva con una forza difficile da spiegare a parole.
Delia e il suo bambino mai nato
La comunità scientifica le ha attribuito il codice "Ostuni 1", ma nel tempo la donna ha ricevuto anche un nome proprio: popolarmente chiamata "Delia", è conservata al Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale , dove ancora oggi i visitatori possono incontrarla. La storia della ragazza, morta giovanissima e incinta di otto mesi, ha colpito anche il divulgatore Alberto Angela , che le ha dedicato spazio nel suo programma televisivo, contribuendo a portare questa straordinaria scoperta pugliese all'attenzione del grande pubblico nazionale.
La composizione della salma denota una pietas non usuale, probabilmente diffusa tra le popolazioni Cro-Magnon della zona. Intorno al corpo, la sua tribù aveva disposto un corredo funerario che dice molto di quanto quella vita — e quella morte — fossero cariche di significato: circa 600 conchiglie disposte intorno al corpo, strumenti litici e monili. Non un abbandono, dunque, ma una deposizione meditata e carica di cura. Studi successivi hanno avanzato l'ipotesi che la causa del decesso potesse essere una gestosi. Una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports ha permesso di arrivare a questa conclusione grazie a un'analisi sui denti del bambino condotta da ricercatori della Sapienza, del Museo delle Civiltà di Roma e da fisici dell'Elettra e dell'ICTP di Trieste, con un'idea originale della ricercatrice Alessia Nava che propose di studiare lo sviluppo della dentatura del feto.
Una grotta che è anche un libro di storia
Quello che rende la grotta di Santa Maria d'Agnano un luogo davvero unico non è soltanto Delia. La sepoltura di Ostuni 1 risale al Paleolitico Superiore, intorno ai 28.000 anni fa, mentre lo scheletro Ostuni 2 è datato a circa 30.000 anni fa e Ostuni 3 a circa 13.000 anni fa : tre sepolture in epoche diverse, tutte nello stesso anfratto di roccia, che fanno di questa cavità una delle testimonianze più dense e stratificate di tutto il Paleolitico europeo. Ostuni 1 fu ritrovata assieme ai resti di un feto di circa 33 settimane di gestazione , un dato che ha reso il reperto eccezionale anche dal punto di vista dello studio del Paleolitico: l'analisi dello scheletro del piccolo, identificato con il codice Ostuni 1b, si è rivelata un'eccezionale opportunità per studiare lo sviluppo prenatale nel Paleolitico, considerando che il ritrovamento di un feto di tale periodo preistorico così ben conservato è un evento molto raro.
La grotta stessa, ribattezzata "della maternità" dopo la scoperta, presenta alle pareti le prime tracce grafiche dell'Homo sapiens sapiens rinvenute in questo angolo di Puglia. Un luogo che ha continuato a essere frequentato, venerato, trasformato per decine di migliaia di anni: dalla tribù di cacciatori che depose Delia con reverenza, passando per i Messapi, fino ai monaci e ai pellegrini cristiani.
Dove incontrarla oggi
I calchi delle sepolture di Ostuni 1 e Ostuni 2, oltre ai resti originali di Ostuni 1 con il corredo funerario, sono esposti al Museo di Civiltà Preclassica della Murgia Meridionale, nell'ex monastero carmelitano di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, in Via Cattedrale n. 15 a Ostuni. Nel fulcro del patrimonio storico cittadino, giacciono i resti della gestante insieme a un calco della sepoltura e un diorama ricostruttivo della deposizione. È un museo che si nasconde, come spesso accade in Puglia: situato all'interno dell'ex complesso conventuale delle Suore Carmelitane, note come Monacelle, ospita tutti i reperti archeologici più importanti ritrovati nell'agro brindisino.
Il parco archeologico dove si trova la grotta è invece raggiungibile percorrendo la Strada Statale 16 in direzione Fasano, a circa due chilometri dal centro di Ostuni. Visitarlo significa camminare su una terra che ha accolto la vita — e la morte — con una continuità che fa tremare i polsi. Delia è lì da ventottomila anni. Aspetta ancora, con la mano sul ventre, che qualcuno si fermi ad ascoltarla.
Fonti e approfondimenti
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Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale – La Madre Antica ostunimuseo.it ↗
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Wikipedia – Donna di Ostuni it.wikipedia.org ↗
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Preistoria in Italia – Delia, la donna di Ostuni preistoriainitalia.it ↗
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ANSA – Esposta donna con feto del Paleolitico ansa.it ↗
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Salogentis – Delia, la gestante di Ostuni salogentis.it ↗
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