Bari e l'instabilità globale: sei baresi su dieci chiedono un'Europa più forte su difesa, economia e politica estera
In un contesto internazionale segnato da conflitti, pressioni economiche e rapide trasformazioni geopolitiche, cresce tra i cittadini baresi la domanda di una risposta europea coordinata e più incisiva. È quanto emerge, secondo quanto comunicato da pugliain.net, dai risultati della ricerca "Instabilità globale. Europa sotto esame", condotta da Changes Unipol in collaborazione con Ipsos.
Il dato barese: il 65% chiede più Europa
Secondo la ricerca "Instabilità globale. Europa sotto esame" condotta da Changes Unipol in collaborazione con Ipsos, il 65% dei baresi auspica una riforma profonda dell'Unione Europea, chiedendo un trasferimento di poteri decisionali e un netto rafforzamento del ruolo di Bruxelles in tre ambiti strategici: economia, difesa e politica estera. Il dato locale risulta superiore alla media nazionale: la stessa ricerca rileva come a livello italiano siano 6 cittadini su 10 — dato che sale a 7 su 10 tra i Baby Boomers — ad auspicare un rafforzamento del ruolo dell'UE con maggiori poteri decisionali in quegli stessi ambiti strategici.
La spinta verso una maggiore integrazione comunitaria, caldeggiata dal 34% del campione locale a fronte di un esiguo 21% che preferirebbe una restituzione di sovranità agli Stati membri, non nascerebbe da un'adesione fideistica al progetto europeo, bensì da un lucido pragmatismo geopolitico. Una richiesta che, secondo i ricercatori, non nasce da un sentimento di piena fiducia nell'organismo sovranazionale, ma dalla consapevolezza che, in un contesto globale sempre più complesso, nessun Paese può affrontare da solo le sfide in atto.
La mappa della sicurezza percepita
Lo studio Changes Unipol-Ipsos traccia una vera e propria mappa psicologica dell'insicurezza: il 42% dei baresi dichiara di non sentirsi al sicuro in Italia, percentuale che sale al 46% se lo sguardo si allarga all'Europa e che tocca un picco del 73% quando si considerano i contesti extra-UE.
In questo clima di incertezza generalizzata, la fiducia dei cittadini tenderebbe a polarizzarsi verso due estremi: le istituzioni operative di prossimità e i grandi patti di difesa militare. Il 64% dei baresi individuerebbe nella Protezione Civile e nelle Forze dell'Ordine i punti di riferimento più solidi e affidabili in caso di crisi. Sul piano internazionale, il 50% si affiderebbe alla NATO come garante della sicurezza militare.
Il quadro nazionale
In un contesto internazionale segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e pressioni economiche, il sentimento prevalente tra gli italiani è quello di una sicurezza sempre più fragile e incerta. Accanto a questa preoccupazione condivisa, si delineano timori specifici legati alle diverse fasi della vita: il 30% della Generazione Z e il 29% dei Baby Boomer temono un aumento delle tensioni sociali, segnale di una percezione diffusa di possibile instabilità interna.
La ricerca, come riferito da pugliain.net, è stata condotta su scala nazionale con approfondimenti su specifiche realtà metropolitane, tra cui Bari, restituendo un quadro che — secondo gli autori dello studio — evidenzia come la percezione della sicurezza tra i cittadini pugliesi appaia sempre più incrinata, ma la risposta a tale incertezza non si traduca in un ripiegamento isolazionista, bensì nella richiesta di una governance sovranazionale più incisiva.
Fonti e approfondimenti
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