Tremila anni in silenzio: la Piana degli Ulivi tra Ostuni e Carovigno, la foresta millenaria che la Puglia non smette di nascondere
Ci sono luoghi che non si annunciano. Non compaiono sulle copertine delle riviste di viaggio, non affollano le storie di Instagram, non vengono citati dai tour operator nelle brochure sui trulli e sul mare cristallino. Eppure esistono, silenziosi e ostinati, da un tempo che precede di secoli la fondazione di molte città europee. La Piana degli Ulivi, il grande cuore verde che pulsa tra Ostuni e Carovigno, nella provincia di Brindisi, è uno di questi luoghi: un patrimonio che la Puglia porta con sé come un segreto custodito nel profondo della terra rossa.
Un paesaggio che ha attraversato la storia
La Piana degli Ulivi Millenari si estende per circa 8.000 ettari ai piedi dell'altopiano delle Murge, in un'area compresa tra i comuni di Monopoli, Cisternino, Fasano, Ostuni e Carovigno, un territorio che si caratterizza per la presenza di migliaia di ulivi plurisecolari, alcuni dei quali raggiungono anche i 3.000 anni di età. Non si tratta di una foresta nel senso convenzionale del termine: è qualcosa di più sottile e di più antico, un mosaico di campagna coltivata, masserie, lame naturali e muretti a secco dove ogni albero racconta una storia che nessun archivio cartaceo potrebbe contenere. Piante che potrebbero avere un'età stimata fino a 3.000 anni, risalenti all'epoca degli antichi Messapi, una civiltà italica che abitò questa terra prima ancora che Roma diventasse un impero. Camminare tra i loro tronchi significa, in qualche misura, camminare accanto a loro.
Questi alberi ultracentenari sono testimoni silenziosi di una storia millenaria, avendo attraversato diverse dominazioni e civiltà che si sono succedute nel corso dei secoli in questa terra. Greci, Romani, Normanni, Spagnoli: tutti sono passati lasciando segni, ma gli ulivi sono rimasti. Ulivi millenari maestosi, testimoni della cultura degli antichi Messapi, dei Greci e dei Romani, rappresentano oggi un patrimonio inestimabile. È una continuità che non ha paragoni nel paesaggio agrario italiano, e forse europeo.
I numeri di un primato difficile da immaginare
Quando si parla di concentrazione di ulivi monumentali in Puglia, i numeri fanno perdere la misura delle cose. Nell'area di Fasano, Ostuni, Carovigno e Monopoli sono presenti 250 mila ulivi: questa rappresenta l'area a maggior concentrazione di ulivi secolari, di cui molti certamente millenari, dove sono stati censiti numerosi esemplari maestosi le cui dimensioni superano addirittura i 10 metri di circonferenza misurata a 130 centimetri dal suolo. Cifre che non sono frutto di entusiasmo campanilistico, ma di un lavoro sistematico e rigoroso portato avanti dalla Regione Puglia attraverso strumenti normativi precisi. La legge regionale n. 14 del 2007, dedicata alla tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali, ha dato il via a un censimento capillare del patrimonio olivicolo pugliese. Il numero degli ulivi monumentali censiti ha raggiunto le 343.738 unità, un dato che colloca la Puglia in una posizione del tutto singolare nel panorama olivicolo mondiale. La Regione Puglia tutela e valorizza gli alberi di ulivo monumentali, anche isolati, in virtù della loro funzione produttiva, di difesa ecologica e idrogeologica, nonché quali elementi peculiari e caratterizzanti della storia, della cultura e del paesaggio regionale.
Per rendere il censimento ancora più accurato e partecipato, il Servizio Ecologia della Regione Puglia ha predisposto una app, in attuazione della legge regionale 14 del 2007, unica nel suo genere in Europa, che consente di conoscere il patrimonio olivetato regionale ad oggi censito. Si chiama AppOLEA, nome ideato sia per la derivazione latina dal termine "ulivo", sia per l'assonanza con "Apulia", l'antico nome della regione. Chiunque può segnalare un esemplare, contribuendo a un archivio vivente che cresce con la stessa lentezza degli alberi che vuole proteggere.
Tra Ostuni e Carovigno: dove la piana rivela il suo volto più autentico
Nella campagna tra Ostuni, Carovigno e Torre Guaceto si distende una distesa silenziosa e maestosa: uliveti millenari, veri patriarchi vegetali dalle forme scolpite dal tempo. Alcuni alberi hanno oltre duemila anni e continuano a donare frutti. È qui, lontano dal traffico turistico della costa e dall'agitazione dei centri storici più celebri, che la piana mostra il suo volto più autentico. I tronchi si attorcigliano su se stessi come sculture viventi, raggiungendo dimensioni che sfidano l'immaginazione: forme che nessun artista potrebbe progettare a tavolino, generate solo dall'accumulo lento e inesorabile dei secoli.
Il modo migliore per avvicinarsi a questo paesaggio è a passo d'uomo. Il percorso ideato dall'associazione Millenari di Puglia parte dalla Masseria Lamasanta, situata vicino a Costa Merlata, una frazione costiera di Ostuni, e da lì il sentiero conduce verso l'interno, attraversando uliveti monumentali, lame naturali e antichi villaggi rupestri. Non è un itinerario per chi ha fretta: è un invito alla lentezza, alla sosta, all'ascolto. Lungo il cammino è possibile esplorare anche antichi frantoi ipogei, testimonianze sotterranee della cultura olearia pugliese, masserie storiche e persino tratti originali della Via Traiana, l'antica strada romana che collegava Benevento a Brindisi. Strati su strati di civiltà, tutti custoditi dallo stesso paesaggio.
Una minaccia reale per un patrimonio insostituibile
Eppure questo mondo antico e fragile non è immune dai pericoli del presente. La più grande minaccia per la sopravvivenza degli ulivi monumentali pugliesi è la Xylella fastidiosa, un patogeno batterico che dal 2013, quando si è manifestato in Puglia, ha fatto una vera e propria strage di alberi da olive, non risparmiando neanche i giganti della Piana. Il batterio, diffuso dalla cicalina sputacchina, ha devastato ampie porzioni del Salento e avanza lentamente verso nord. La perdita di un ulivo millenario non è la perdita di una pianta: è la cancellazione di una testimonianza storica e biologica irreversibile, qualcosa che non si può reimpiantare né recuperare in tempi umani.
Di fronte a questa emergenza, la risposta istituzionale e civile si è organizzata nel tempo. Un ulivo segnalato, dopo la validazione da parte della Commissione tecnica per la tutela degli alberi monumentali, è inserito provvisoriamente nell'elenco degli ulivi monumentali con una delibera della Giunta regionale. Un meccanismo burocratico che può sembrare freddo, ma che tradotto nella realtà significa protezione concreta: un albero iscritto nell'elenco non può essere abbattuto, potato in modo invasivo o danneggiato senza autorizzazione. È una forma di tutela che assomiglia, in fondo, alla cura silenziosa che queste piante hanno ricevuto per millenni dalle mani di generazioni di contadini pugliesi.
La Piana degli Ulivi tra Ostuni e Carovigno aspetta, come ha sempre aspettato. Non ha bisogno di segnaletica luminosa né di campagne promozionali per essere ciò che è: una delle foreste più antiche d'Europa, custodita nella terra rossa di Puglia, aperta a chiunque abbia la pazienza di cercarla.
Fonti e approfondimenti
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La Piana degli Ulivi Millenari: un tesoro naturale della Puglia – ProduttoriTop Magazine produttoritopmagazine.it ↗
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Aggiornamento dell'elenco regionale degli Ulivi Monumentali – Regione Puglia regione.puglia.it ↗
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Itinerario tra gli ulivi millenari – Millenari di Puglia ulivisecolaridipuglia.com ↗
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Ulivi Monumentali: Normativa di Riferimento – SIT Puglia pugliacon.regione.puglia.it ↗
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Uliveti in Puglia: alla scoperta di ulivi secolari e millenari regionepuglia.org ↗
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